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Tesori
Forme di accumulazione della ricchezza
nell’alto medioevo (secoli V-XI)
A cura di Sauro Gelichi e Cristina La Rocca
collana Altomedioevo, 3
gennaio 2004, 14x21 cm., 328 p., 52 ill. b/n, bross.
ISBN-10: 88-8334-093-0 ISBN-13: 978-88-8334-093-2
€ 28,00
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Come venivano accumulati e conservati determinati beni materiali –
preziosi, ma anche di uso comune – tra la tarda antichità e
l’alto medioevo? A quale scopo venivano sottratti all’uso e alla
circolazione? Quale valore potevano assumere questi “tesori” al di
là di quello immediatamente economico?
Il termine tesoro è stato prevalentemente utilizzato in campo
archeologico, ma la parola latina “thesaurus” compare anche con
frequenza nelle fonti scritte, e il fenomeno si presta ad essere studiato da un
punto di vista più generale di storia della mentalità e della
cultura materiale. Esistono tesori “invisibili”, nascosti e
gelosamente custoditi come forme di risparmio a lungo termine o per difenderli
dal pericolo di furto o distruzione nei momenti di crisi. E tesori destinati ad
essere accumulati o esibiti come manifestazione di status sia dai re e dai
potenti laici che dagli ecclesiastici: abiti, ornamenti preziosi, ricchi
corredi funerari, reliquiari, arredi liturgici, ma anche libri e carte
d’archivio.
I tesori, dunque, non costituiscono insiemi di beni di univoca interpretazione;
né è possibile fornire un’unica spiegazione (economica,
votiva, culturale) per definire il senso e il significato di questo termine.
Motivi contingenti, attitudini e consuetudini, aspetti economici o
extraeconomici si muovono contestualmente, e spesso contemporaneamente, a
caratterizzare questo fenomeno. I contributi qui riuniti presentano le diverse
prospettive e i diversi linguaggi usati nel corso dell’alto medioevo
nell’Europa occidentale – e in particolare in Italia – per
raccogliere, nascondere, accumulare e distribuire alcuni oggetti di particolare
rilevanza e valore simbolico.
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descrizione
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Sauro Gelichi e Cristina La Rocca, Presentazione
(p. 7-8).
Chris Wickham, Introduzione: tesori nascosti e tesori esposti
(p. 9-18).
Sauro Gelichi, Condita ab ignotis dominis tempore vetustiore
mobilia. Note su archeologia e tesori tra la tarda antichità e il
medioevo (p. 19-45).
Stefano Gasparri, Il tesoro del re (p. 47-67).
François Bougard, Tesori e mobilia italiani
dell’alto medioevo (p. 69-122).
Cristina La Rocca, Tesori terrestri, tesori celesti
(p. 123-141).
Monica Baldassarri e Maria Chiara Favilla, Forme di
tesaurizzazione in area italiana tra tardo antico e alto medioevo:
l’evidenza archeologica (p. 143-205).
Gisela Ripoll, Il tesoro di Guarrazar. La tradizione
dell’oreficeria nella tarda antichità (p. 207-240).
Alessia Rovelli, Tesori monetali (p. 241-256).
Nicoletta Giovè Marchioli, I libri del tesoro
(p. 257-288).
Bibliografia (p. 289).
Indici, a cura di Maria Fiano (p. 308)
Indice dei nomi e dei luoghi
Indice delle cose notevoli
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