I linguaggi del potere nell’età barocca
2. Donne e sfera pubblica
A cura di Francesca Cantù
collana
I libri di Viella, 90
gennaio 2009, 15x21 cm, 344 p., ill. b/n, bross.
ISBN: 978-88-8334-361-2 € 32,00
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In quali termini si può parlare del “potere delle donne”
tra Cinque e Seicento? Una partecipazione limitata e minoritaria al potere
maschile? Contropoteri illeciti e seduttivi? Poteri delegati, indiretti,
informali?
Regine e reggenti, governatrici, tutrici, ambasciatrici, spose e madri di
principi: le donne abitano la sfera pubblica, rivelando quanto il campo dei
rapporti di potere sia potentemente strutturato e attraversato dalle
relazioni di genere.
Nella complessa rete delle relazioni dinastiche, familiari, cetuali e
intellettuali che percorrono l’Europa del tempo, il “filo
rosso” della presenza femminile disegna nuove strategie politiche e
simboliche per la conquista di un inedito primato.
Ciò vale anche per Roma, “città del Papa”, dove
proprio le donne della famiglia papale, tra luci ed ombre, accrescono
significativamente la loro influenza sulle fazioni politiche, nel
cerimoniale di corte, nella vita stessa della Curia.
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descrizione
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Francesca Cantù insegna Storia moderna presso
l’Università Roma Tre. Per Viella ha pubblicato, tra
l’altro, La Conquista spirituale. Studi sull’evangelizzazione
del Nuovo Mondo (2007), ha curato il volume Las cortes virreinales de
la Monarquía española. América e Italia (2008) e
dirige la collana Frontiere della modernità.
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curatrice
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Premessa, di Francesca Cantù
(p. 7-11)
María Victoria López-Cordón
Cortezo, L’immagine della regina nella Monarquía
hispánica: modelli e simboli (p. 13-44)
Marina D’Amelia, La nuova Agrippina. Olimpia Maidalchini
Pamphilj e la tirannia femminile nell’immaginario politico del
Seicento (p. 45-95)
Marina Caffiero, Sovrane nella Roma dei papi. Cerimoniali femminili,
ruoli politici e modelli religiosi (p. 97-123)
Julián José Lozano Navarro, Beatrice Maria d’Este.
Il rapporto tra una sovrana del Seicento e la Compagnia di Gesù
(p. 125-141)
Benedetta Borello, Parlare e tacere di potere. La conversazione
epistolare tra fratelli aristocratici (secoli XVII-XVIII)
(p. 143-169)
Renata Ago, Le stanze di Olimpia. La principessa Giustiniani
Barberini e il linguaggio delle cose (p. 171-195)
Angela Groppi, La malinconia di Lucrezia Barberini d’Este
(p. 197-227)
Maria Pia Donato, Idiomi di straniere a Roma: Cristina di
Svezia-Minerva e la sua accademia (p. 229-256)
Simona Feci e Maria Antonietta Visceglia, Tra due famiglie:
Anna Colonna Barberini “prefettessa” di Roma (p. 257-327)
Indice dei nomi, a cura di Ondina Chirizzi (p. 329)
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indice
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