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Marisa Boschi Rotiroti
Codicologia trecentesca della Commedia
Entro e oltre l’antica vulgata
collana
Scritture e libri del medioevo, 2
(Manoscritti danteschi e di interesse dantesco, 2)
aprile 2004, 21x29,7 cm, 282 p., 100 tav. b/n, bross.
ISBN-10: 88-8334-101-5 ISBN-13: 978-88-8334-101-4
€ 40,00
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L’aspetto materiale di un libro manoscritto è la risultante non
solo di cambiamenti di natura tecnica, ma anche di scelte formali compiute
dai copisti seguendo norme – quando non vere e proprie mode –
che variano a seconda dell’epoca, dell’ambiente, della
personalità dello scriba, ma soprattutto in rapporto al testo.
In questo studio viene esaminata la tradizione trecentesca della
Commedia di Dante Alighieri, indagando il rapporto tra
l’aspetto materiale del libro (compresa la scrittura) e il testo di
cui è il veicolo. La produzione esaminata (292 manoscritti dagli anni
Trenta del Trecento alla fine del secolo) è varia e composita,
secondo tutta la gamma dei modelli grafico-librari esistenti: da un
manoscritto “tascabile” come il Laur. 90 sup. 133 (che misura
solo cm 16x10) al Laur. 40.36, grande quasi come un corale (di cm 39x27). Ci
sono Commedie in pergamena di ottima qualità ed altre in
carta, alcune miniate sontuosamente, altre semplicemente decorate a penna;
talune sono prodotte da professionisti, altre vergate da scribi occasionali,
di scarsa perizia grafica, per uso proprio o dei propri familiari.
Da questo punto di vista, quello della Commedia è
probabilmente un caso unico: per nessun altro libro medievale è
possibile ricostruire in modo altrettanto dettagliato, quasi tappa per
tappa, tutte le fasi dell’allestimento materiale del testo o della sua
evoluzione.
Da una parte abbiamo un’opera unitaria sufficientemente lunga da poter
da sola costituire un libro, e tuttavia strutturata in tre parti che hanno
avuto una circolazione autonoma (ci sono manoscritti che contengono una sola
cantica); dall’altra il testo, anche se decisamente esteso, si
presentava ai copisti ben definito nell’articolazione interna e
perfettamente dominabile quanto a previsione dello spazio destinato a
contenerlo, permettendo una precisa e rigorosa progettazione del lavoro: fin
dall’inizio era possibile, una volta deciso quante terzine trascrivere
in una facciata, calcolare l’esatto numero di fogli, e quindi di
fascicoli, necessari per la trascrizione. La cosa è particolarmente
interessante anche perché, oltre che darci informazioni che possono
avere un rilievo generale sul modo in cui i copisti programmavano il proprio
lavoro, questo sistema di progettazione e di esecuzione si applica ad un
libro che nasce in quel momento, apparentemente senza modelli o precedenti,
almeno in Italia.
Infine i risultati del lavoro, al di là del significato che possono
avere per la conoscenza della Commedia in quanto libro, sono
interessanti anche per la storia della prima tradizione manoscritta volgare
– di cui la Commedia costituisce un caso non solo numericamente
rilevante, ma anche importante come modello culturale – e, più
in generale, per la storia della produzione manoscritta in Italia in quella
fase di ‘pienezza’ o di maturità del sistema moderno,
ancora poco conosciuta.
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descrizione
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Marisa Boschi Rotiroti si è laureata in Codicologia e ha
conseguito il dottorato in Filologia Dantesca presso l’Università
degli Studi di Firenze. Tra le sue pubblicazioni più recenti:
Aspetti paleografici e codicologici della prima tradizione manoscritta di
Iacopone da Todi (Spoleto 2007); I manoscritti datati delle province
di Grosseto, Livorno, Massa Carrara, Pistoia e Prato (Firenze 2007). Per
la Viella ha pubblicato Censimento dei manoscritti della Commedia (2008)
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autrice
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Presentazione, di Giancarlo Savino
Ringraziamenti
Premessa
Criteri di selezione del corpus e di trattamento
dei dati
Selezione e metodo della raccolta dei dati
Analisi codicologica
Materia scrittoria
Materia scrittoria e presenza della decorazione
Materia scrittoria e impaginazione
Materia scrittoria e fascicolazione
Taglia
Taglia e materia scrittoria
Proporzione della pagina
Proporzione della pagina e taglia
Proporzione della pagina e materia scrittoria
Proporzione della pagina e tipo di impaginazione
Fascicolazione
Fascicolazione e cesura
Fascicolazione e richiamo
L’unità di trascrizione: la terzina
Fascicolazione, cesura e impaginazione
Codici con testo su due colonne con cesura tra le cantiche
Fascicolazione, terzine e dimensioni nei codici a due colonne con cesura
tra le cantiche
Codici a piena pagina con cesura tra le cantiche
Codici con commento e cesura tra le cantiche
Codici con cesura parziale o ‘falsa’
Codici senza cesura tra le cantiche
Impaginazione
Impaginazione e taglia
Proporzione dello specchio di scrittura
Proporzione dello specchio di scrittura e proporzione della pagina
I margini
Analisi paleografica
Quadro generale
Scrittura e materia scrittoria
Scrittura e taglia
Scrittura e proporzione della pagina
Scrittura e fascicolazione
Scrittura e cesura tra le cantiche
Scrittura e impaginazione
I codici datati e sottoscritti
Le scritture bastarde
L’officina del Cento
Il tipo Vat
La seconda metà del Trecento: persistenza di un genere e dimensione
privata
La littera textualis
Schede di rilevamento
Bibliografia
Tavole sinottiche
Tavole
Indici, a cura di Silvia Marrucci
Indice dei manoscritti
Indice dei nomi
Indice delle tavole
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