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Francesco Benozzo

La tradizione smarrita

Le origini non scritte delle letterature romanze

collana La storia. Temi, 5

maggio 2007, 15x21 cm, 224 p., 12 ill. b/n, bross.
ISBN: 978-88-8334-248-6    € 22,00

copertina

Che cosa hanno in comune gli anonimi cantori antichi come e più di Omero, i bardi e i druidi celti, i trovatori, e i poeti delle chansons de geste e dei romanzi arturiani? La risposta che qui si suggerisce è che questi professionisti della parola, prima orale e poi scritta, siano stati il tramite di una trasmissione culturale millenaria.
Utilizzando una metodologia innovativa che incrocia linguistica, antropologia e archeologia, l’autore prende in esame in una prospettiva inedita fonti che vanno dall’Età del Bronzo al pieno Medioevo, indaga la continuità e le strategie di trasformazione di motivi mitici e leggendari dall’età dei metalli (ma forse ancora più indietro nel tempo) ai secoli XI-XIII e propone una nuova interpretazione delle letterature medievali e delle radici europee.

descrizione

Francesco Benozzo è ricercatore in Filologia Romanza all’Università di Bologna. Studioso di linguistica, antropologia e storia letteraria, è ideatore e direttore della rivista internazionale «Studi Celtici», e tra i fondatori del gruppo di ricerca sulla Teoria della Continuità Paleolitica delle lingue e culture indoeuropee.

autore

Introduzione

Bibliografia

I. Prima del Medioevo

I professionisti europei della parola poetica

1. Da dove viene il trovatore? 2. I professionisti della parola: gli sciamani indeuropei. 3. I professionisti della parola nell’antica Gallia: bardi, vates, druidae. 4. Il sapere appreso dai professionisti della parola e i suoi riflessi nella struttura del canto. 5. Vestigia del canto sciamanico nella poesia europea dei secoli VIX e nella lirica romanza delle origini. 6. Una concordanza onomastica di lunga durata: lo sciamano, il bardo, il maestro di rune e il trovatore come “cantori-dei-confini”. 7. L’etimologia di trovatore e di trovare. Bibliografia

II. Dal Paleolitico alle letterature dei secoli XI-XIII

1. Strategie di trasformazione stilistica: dalle strofe in lingua gallica alla lassa epica romanza

1. Il condottiero-corvo. 2. Caratteristiche dello stile epico celtico. 3. Caratteristiche dello stile epico romanzo. 4. Continuità dello stile eroico nell’area celto-romanza. Bibliografia

2. Strategie di trasformazione leggendaria: dagli eroi progenitori paleo-mesolitici alle storie medievali su re Artù

1. Brennos e Belgios, gemelli divini paleoeuropei. 2. Sulle tracce di una continuità mitologico-storica: Beli / Belgios, Brân / Brennos. 3. Stratigrafie paleo-mesolitiche della leggenda arturiana. Bibliografia

3. Strategie di trasformazione rituale: dall’adorazione della dea al servizio d’amore trobadorico

1. Persistenze di un’antropologia religiosa nell’amore cortese. 2. Quale dea? La divinità celto-romana dei guerrieri a cavallo. 3. Riflessi del culto di Epona nella concezione della dama trobadorica. 4. Altri riscontri folklorici. Bibliografia

Conclusioni

Indici

1. Autori, opere anonime, studiosi. 2. Personaggi storici, personaggi letterari, divinità. 3. Etnonimi. 4. Nomi geografici. 5. Forme linguistiche analizzate.

Referenze delle illustrazioni

indice