I «zornali» di Fabio Monza

I «zornali» di Fabio Monza
Nella Vicenza di Palladio
A cura di Francesca Lomastro
con la collaborazione di Lidia Pasqualotto e Silvia Tecchio
Collana: Venetomondo, 2
2009, p. xcii+462, 16 ill. col. f.t., 17x24 cm
ISBN: 9788883343971
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Fabio Monza (1519-1595) è un personaggio poco conosciuto della Vicenza cinquecentesca, nonostante venga citato come figura d’eccezione nei Quatto libri dell’architettura di Andrea Palladio e sia stato committente del Tintoretto. Membro di una famiglia dell’aristocrazia cittadina, ci ha lasciato sei libri di «zornali» in cui ci racconta il suo tempo in annotazioni minuziose e puntuali. Il suo tempo, che è quello di Palladio, Veronese, Tintoretto, dell’Inquisizione e delle guerre franco-spagnole, di Lepanto e dell’esplorazione di nuove terre, delle carestie e delle pestilenze, di signorotti e bravi, di figure umili e illustri, tutti personaggi e fatti disseminati nei suoi appunti quotidiani.

Questi libri, finora sconosciuti, sono stati ritrovati nell’archivio della famiglia Savardo (imparentata nel Settecento con i Monza), conservato in condizione precarie nella villa di famiglia a Breganze, e ora affidato all’Istituto per le ricerche di storia sociale e religiosa di Vicenza che li ha studiati e qui pubblicati per la prima volta.

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