Animali abbandonati in pascoli abusivi

Un ’68 diverso

Matteo Amati
Prefazione di Guido Crainz
Collana: Alia, 4
Pubblicazione: Settembre 2018
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Edizione cartacea
pp. 116, 16 tav., 15x21 cm, bross.
ISBN: 9788833130255
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È un’autobiografia collettiva quella che ci racconta Matteo Amati, dalla quale non emerge solo un ’68 diverso da quello che vede protagonisti studenti e operai, ma tutta «un’Italia diversa» – come scrive Guido Crainz – «minoritaria per vocazione e per essenza, generosa per natura e per scelta».

Dall’infanzia a Bagni di Tivoli, a fianco dei lavoratori nelle cave di travertino, alle battaglie per l’obiezione di coscienza, dall’esperienza nelle baracche dell’Acquedotto Felice con don Roberto Sardelli alla comunità di Capodarco, dal movimento per il recupero delle terre incolte alla creazione di cooperative sociali: anche quando approda all’impegno istituzionale, la vita di Amati procede senza sosta a fianco degli ultimi, in difesa dell’integrazione e dei diritti degli emarginati, dei portatori di handicap fisici o di disagio psichico.

E non mancano gli incontri: don Luigi Di Liegro, Giulio Carlo Argan, Luigi Petroselli, Pio La Torre, Antonio Cederna, Danilo Dolci, visti come maestri e come compagni di strada, sfilano insieme a uomini e donne che non trovano posto nelle ricostruzioni ufficiali, ma che di quelle storie hanno fatto parte e non vogliamo dimenticare.

  • Prefazione di Guido Crainz
  • Qualche parola per cominciare
  • 1. Dall’Apollon all’incontro con don Roberto Sardelli
  • 2. Le baracche a Roma: l’Acquedotto Felice
  • 3. Nelle montagne di Pico
  • 4. I mali di Roma
  • 5. La comunità di Capodarco e l’inserimento degli handicappati
  • 6. Movimento per il recupero delle terre incolte
  • 7. Occupazione delle terre e formazione delle cooperative agricole
  • 8. Le prime colture biologiche
  • 9. Il movimento cooperativo a scala nazionale
  • 10. Terrorismo: alcuni incontri
  • 11. Impegno nelle istituzioni
  • 12. L’ultima cooperativa
  • In conclusione
  • Indice dei nomi

Matteo Amati

Matteo Amati è nato a Subiaco nel 1949. Obiettore di coscienza, direttore della comunità di Capodarco, da sempre impegnato nel sociale, negli anni Settanta partecipa all’occupazione delle terre. Ha avuto responsabilità istituzionali negli enti locali; nel 1983 è eletto nel Consiglio della Regione Lazio, e nel 1995 viene nominato assessore alla qualità della vita della giunta Badaloni. Già presidente della cooperativa Agricoltura nuova, fondata nel 1977, oggi è responsabile della cooperativa sociale agricola Consortium. Questo è il suo primo libro.

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