Non è solo questione di classe

Il “popolo” nel discorso del Partito comunista italiano (1921-1991)

Giulia Bassi
Collana: I libri di Viella, 328
Pubblicazione: Settembre 2019
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Edizione cartacea
pp. 298, 15x21 cm, bross.
ISBN: 9788833131832
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Nel 1945 il PCI si presentava sulla scena pubblica con un nuovo volto. A cambiare non era soltanto la sua strategia politica, mutavano anche le sue parole. Lasciata in ombra la classe, categoria identitaria egemone sin dal 1921, nel fuoco della guerra civile “il popolo” aveva progressivamente guadagnato un posto di primo piano nella retorica del partito: nelle narrazioni della Resistenza, del partito nuovo e della democrazia progressiva.

Nel corso della storia repubblicana, sul popolo il PCI avrebbe fondato la politica culturale, la via italiana al socialismo, l’interpretazione dei movimenti di liberazione nazionale; sul popolo avrebbe poi lanciato il compromesso storico. Il volume ricostruisce le modalità con cui il partito ha articolato la dialettica tra politica e popolo, riuscendo a veicolarne le istanze più eversive entro i canoni della democrazia rappresentativa.

  • Premessa di Maurizio Ridolfi
  • Introduzione
    • 1. I quesiti della ricerca
    • 2. “Parole” e “cose”
  • 1. Che cos’è il popolo? Percorsi di una parola (1921-1942)
    • 1. (Un) popolo, (una) comunità
    • 2. Una comunità immaginata?
    • 3. Un corpo politico?
    • 4. Costruzione storica e culturale del popolo
    • 5. Popolo, discorso egemonico della modernità
    • 6. Come è morta una classe, come è nato un popolo
  • 2. Un popolo, il Popolo. La costruzione dell’unità (1943-1945)
    • 1. «Unità di popolo e di lotta»: la svolta di Salerno
    • 2. «In contatto diretto con il popolo italiano»: la legittimazione del capo
    • 3. «Il popolo italiano è in fermento»: la nazionalizzazione
    • 4. «Il partito più vicino al popolo»: la massificazione
    • 5. «Nel fondo dell’anima popolare»: la deresponsabilizzazione degli italiani
    • 6. Un popolo, il Popolo
  • 3. Popolo/popoli. La decostruzione dell’unità (1946-1948)
    • 1. «Il comune al popolo! Il popolo al comune!»: le elezioni amministrative
    • 2. «In nome del popolo»: la legittimazione popolare
    • 3. «Tutto il popolo condannerà la monarchia»: la questione istituzionale
    • 4. «Evviva la vittoria del popolo»: le elezioni politiche
    • 5. «Il popolo è sceso in piazza»: l’attentato a Togliatti
    • 6. Popolo/popoli
  • 4. Popolo e masse lavoratrici. Popolarizzazione e difesa identitaria (1949-1955)
    • 1. «Nelle mani dei nemici del popolo»: la quinta colonna
    • 2. «La popolarizzazione della linea politica»: l’ideologizzazione
    • 3. «Al servizio del popolo»: la politica culturale
    • 4. «L’eroico cammino alla testa del popolo»: la leggenda di Stalin
    • 5. «La grande forza dirigente del popolo sovietico»: il mito dell’URSS
    • 6. Popolo e masse lavoratrici
  • 5. Popolo e Popoli. Universalizzazione e idiomatizzazione (1956-1967)
    • 1. «Le necessità vitali del nostro popolo»: il 1956
    • 2. «Un popolo in marcia verso la libertà»: la Cina popolare
    • 3. «Vogliono togliere al popolo le conquiste democratiche»: i fatti del luglio 1960
    • 4. «Non è libero il popolo che opprime altri popoli»: la decolonizzazione
    • 5. «Sapeva suscitare la fiducia del popolo»: la morte di Togliatti
    • 6. Popolo e Popoli
  • Epilogo. Dall’era del popolo all’era del populismo (1968-1991)
  • Bibliografia
  • Indice dei nomi

In copertina: Partito comunista italiano, Il popolo ha scritto sui muri!, 1945. Collezione privata Maurizio Cavalloni.

Giulia Bassi

Giulia Bassi, dottore di ricerca presso l’Università di Trieste e la University of Reading, collabora con l’Università di Milano, è docente di Storia contemporanea presso l’Università di Parma e assegnista di ricerca presso l’Università del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro. Si occupa di storia politica e storia della storiografia del XX secolo, con particolare riferimento alla tradizione marxista e comunista europea e italiana.

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