La città dell’occhio / Die Stadt des Auges

Dimensioni del visivo nella pittura e letteratura veneziane del Settecento / Dimensionen des Visuellen in der venezianischen Malerei und Literatur des 18. Jahrhunderts

a cura di / hrsg. von Barbara Kuhn, Robert Fajen
Collana: Venetiana, 22
Pubblicazione: Febbraio 2020
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Edizione cartacea
pp. 460, 16 tav. col., 15x21 cm, bross.
ISBN: 9788833133058
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Nel suo libro Fondamenta degli incurabili Josif Brodskij scrive che Venezia è «la città dell’occhio»; e, in effetti, nel corso dei secoli la Serenissima sviluppa una propria evidenza e visibilità che la distinguono in modo particolare da ogni altro luogo del mondo. Questo vale per l’arte del Settecento, che spesso fa del guardare uno dei soggetti principali della pittura, nonché per la letteratura che a sua volta tratta questioni di importanza fondamentale come l’efficacia e l’influenza della percezione visuale, le dinamiche dell’osservazione e il gioco di prospettive. Ma il tema della percezione di una visualità peculiare della Venezia settecentesca possiede anche un’essenziale dimensione storica e politica nonché sociologica e antropologica – esemplare il caso del mascheramento inteso come strategia d’attrazione o di rifiuto dello sguardo: essa ha un’importanza decisiva per la creazione del “mito visuale” di Venezia che influenza l’immagine affascinante della città fino ai nostri giorni.

Venedig, schreibt Joseph Brodsky in seinem Essay Ufer der Verlorenen, «ist die Stadt des Auges»; und tatsächlich hat die Serenissima im Laufe ihrer Geschichte eine eigene Anschaulichkeit und Sichtbarkeit entwickelt, die sie von anderen Orten unterscheidet. Dies gilt für die bildende Kunst des 18. Jahrhunderts, die oft das Sehen selbst zum eigentlichen Thema der Malerei macht, ebenso wie für die Literatur, die ihrerseits Fragen wie die nach der visuellen Beeinflussung, nach den Dynamiken des Beobachtens und des Perspektivenspiels verhandelt. Doch das Thema einer spezifisch venezianischen Visualität im 18. Jahrhundert impliziert auch historische, politische, soziologische und anthropologische Fragestellungen, wie etwa die Maskierung als Strategie der Blickerzeugung und Blickverwehrung belegt, die für die Herausbildung des bis heute faszinierenden “Seh-Mythos” Venedig eine zentrale Rolle spielt.

  • Barbara Kuhn, Robert Fajen, Vedere e farsi vedere. Venezia come “città dell’occhio” nel Settecento
    • Sehen und Gesehen-Werden. Venedig als “Stadt des Auges” im 18. Jahrhundert
  • Vedere la città – Vedere in città: dal Rinascimento al Settecento / Die Stadt sehen – Sehen in der Stadt: von der Renaissance zum Settecento
    • Roland Krischel, Revelationen. Steuerung des Sehens im Venedig der Renaissance
    • Andrea Gottdang, Da Tiepolo a Tiepolo. Esperienze visive a Venezia tra Barocco e Illuminismo
    • Piermario Vescovo, Tra vita e veduta
  • L’arte del vedere: dispositivi visuali e modelli di rappresentazione / Die Kunst des Sehens: Blickdispositive und Modelle der Darstellung
    • Matthias Bleyl, Venedig, Stadt des unkonditionierten Auges oder Stadt des vorkonditionierten Auges?
    • Roland Kanz, Venedig und die Kunst des Pasticcio
    • Angela Oster, Aufklärende oder verklärende Optik? Die venezianischen vedute ideate und ihre europäischen Perspektiven im Auge Francesco Algarottis
    • Barbara Kuhn, «Farmi cogli occhi l’anotomia»: i Ritratti dipinti senza pennello da Gasparo Gozzi e Isabella Teotochi Albrizzi tra patognomonia e moralistica
  • Senso della vista e autoriflessione visuale tra scienza, finzione e storia / Sehsinn und visuelle Selbstreflexion zwischen Wissenschaft, Fiktion und Geschichte
    • Klaus Bergdolt, Zwischen Venedig und Paris. Augenheilkunde und Sehtheorien in den Salons des 18. Jahrhunderts
    • Johannes Grave, Argus und Lucia. Augäpfel bei Antonio Balestra und Giambattista Tiepolo
    • Alexander Linke, Aufgeklärte Blicke. Inszenierte Bildvergleiche mit Veronese bei Ricci, Tiepolo und Piazzetta
  • Spazi urbani dell’osservazione: scene a Venezia – Venezia in scena / Urbane Räume der Beobachtung: Venedigs Bühnen – Venedig als Bühne
    • Dominik Brabant, Pietro Longhis Beobachtungsräume. Zur Inszenierung des Blicks in der venezianischen Genremalerei
    • Robert Fajen, Goldoni e il teatro delle spie
    • Tiziana Plebani, I conflitti sulla visibilità delle donne e lo spazio urbano
    • Angela Fabris, I giornali di Gasparo Gozzi e la percezione visiva della scena pubblica veneziana
  • Narrare nella “città dell’occhio”: visioni contemporanee e sguardi retrospettivi / Erzählen in der “Stadt des Auges”: Einblicke und Rückblicke
    • Piero Del Negro, La mia istoria di Francesco Gritti: un romanzo “plurale” nella Venezia del Settecento
    • Gilberto Pizzamiglio, La Venezia “australe” di Zaccaria Seriman
    • Marita Liebermann, Venezia buona, Venezia cattiva. Angelo di bontà di Ippolito Nievo: un pasticcio intermediale tra morale e ironia
  • Abstracts
  • Referenze fotografiche / Abbildungsnachweise
  • Indice dei nomi / Namensindex

In copertina: Giandomenico Tiepolo, Il cantastorie, 1765, Roma, collezione privata.

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