Le acque agitate della patria

L’industrializzazione del Piave (1882-1966)

Giacomo Bonan
Premio Leggimontagna 2021
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Edizione cartacea
pp. 184, 15x21 cm, bross.
ISBN: 9788833137148
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ISBN: 9788833136394
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Il Piave è stato cruciale nella storia d’Italia. A lungo via di comunicazione tra le Alpi, Venezia e l’Adriatico, dopo la prima guerra mondiale è stato celebrato come «fiume sacro alla patria» ed è stato l’emblema della modernizzazione del paese attraverso l’industria idroelettrica, le irrigazioni intensive e le bonifiche meccaniche.

Oggi è considerato uno dei fiumi più sfruttati e artificializzati d’Europa, ed è conosciuto nel mondo soprattutto per il disastro del Vajont, che l’Unesco ha definito un caso esemplare di ciò che accade quando ingegneri e geologi si rivelano incapaci di cogliere la natura del problema che stanno cercando di affrontare.

Attraverso la biografia del fiume, questo libro mette in luce le interdipendenze tra trasformazioni ambientali, culturali e sociali e la loro ridefinizione reciproca nel corso del processo di modernizzazione.

Primo premio Leggimontagna 2021 - Saggistica
Motivazione della Giuria
Si tratta di un’analisi storico-critica estremamente accurata, dedicata al bacino idrografico del Piave, che descrive con attenzione il passato per permetterci di vedere più chiaramente il presente e di tentare di indirizzare il futuro su strade che sappiano armonizzare meglio le esigenze umane con quelle dell’ambiente. La storia della valle del Piave è di esempio per tutta una serie di altre aree delle Alpi orientali attraversate da fiumi svuotati d’acqua per interessi idroelettrici e irrigui con conseguenze di enormi gravità come il crollo del paese di Vallesella a causa del riempimento dell’invaso del Centro Cadore ottimamente illustrato in un altro bel libro presentato quest’anno in concorso: “Il paese scomparso”, di Toni Sirena, edito da CIERRE. La contemporanea industrializzazione senza limiti, né freni, ha comportato costi sociali e ambientali estremamente rilevanti, pagati soprattutto dai territori e dalle popolazioni della montagna. È una specie di esemplare “biografia fluviale” che dovrebbe spingere a fare il medesimo lavoro di analisi sulle tante località che sono state stravolte e irrimediabilmente compromesse anche in questo territorio.

  • Abbreviazioni
  • Introduzione
    • 1. Il mito, la storia
    • 2. Una biografia fluviale
    • 3. Una geografia minima
  • 1. Il fiume preindustriale
    • 1. Un fiume di legno
    • 2. La via: commerci sul Piave in età moderna e contemporanea
    • 3. Terre assetate, terre affogate
    • 4. Convergenze e divergenze idrauliche
    • 5. Un’alluvione spartiacque
    • 6. Nuovi saperi, nuovi interessi
  • 2. L’idrovora e la turbina
    • 1. Il “carbone bianco”
    • 2. Il puzzle elettroirriguo
    • 3. Energia e agricoltura
    • 4. Energia contro agricoltura
    • 5. Far quadrare il cerchio: interdipendenze elettroirrigue
  • 3. L’utilizzazione integrale
    • 1. Due fiumi
    • 2. Due sistemi
    • 3. Cattedrali
    • 4. Le zone sacrificate della transizione energetica
    • 5. Interesse nazionale, diritti locali
    • 6. Vajont
  • 4. Conclusioni
  • Indice dei nomi

In copertina: particolare del mosaico di Mario Deluigi nella centrale “A. Gaggia” di Soverzene, foto di Giorgio Sarto e Emiliano Giust realizzata per la mostra su Porto Marghera allestita presso la Venezia Heritage Tower nel 2017/18.

Giacomo Bonan

Giacomo Bonan è postdoctoral fellow alla Goethe-Universität Frankfurt e ricercatore associato al Laboratorio di Storia delle Alpi dell’Università della Svizzera Italiana. Ha svolto attività di ricerca presso il Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna e la Division of History of Science, Technology and Environment del KTH Royal Institute of Technology. Si occupa di storia ambientale e in particolare dei conflitti legati alla gestione delle risorse naturali. È autore di The State in the Forest (Cambridge, 2019).

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