Il gioco e la novellistica fra Tre e Quattrocento

Matteo Sartori
Collana: Ludica: collana di storia del gioco, 16
Pubblicazione: Novembre 2021
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Edizione cartacea
pp. 160, 17x24 cm, bross.
ISBN: 9788833137780
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Gli ultimi secoli del medioevo vedono l’affermarsi della novella, una narrazione breve che racconta vicende storiche o immaginarie offrendone una rappresentazione assai realistica e strettamente legata al contesto dell’epoca. Nelle novelle trovano posto numerosi passatempi, giochi e attività ludiche, attraverso cui si è tentato di cogliere come si modifichi la logica sottesa alla ludicità fra il Tre e il Quattrocento.

L’indagine si sviluppa per temi: partendo dal significato assunto dai concetti di ozio e di tempo, viene proposta un’interpretazione della novellistica come una sorta di gioco letterario, centrando l’attenzione sui giochi all’aperto – la giostra, il torneo, la caccia, la scherma – e sui giochi da tavolo – i dadi, le tavole, gli scacchi, la baratteria –, e infine la festa, la musica e la danza.

L’analisi dei fenomeni ludici, considerati nella loro specificità ma anche sempre nelle loro connessioni reciproche, mette in luce i cambiamenti intercorsi nel passaggio fra i due secoli. Nel corso dell’epoca umanistica l’attenzione degli autori di novelle tende a privilegiare i giochi in grado di fornire un alto livello di spettacolarità, di rievocare i costumi della civiltà classica, nonché di marcare una netta distinzione di ceto sociale.

  • Alessandra Rizzi, Introduzione
  • I. L’ozio e il tempo: due concetti chiave nella ludicità tre-quattrocentesca
    • 1. L’importanza, il significato e la presenza dell’ozio
    • 2. Il Quattrocento e il recupero dell’ozio: tra condanna ed elogio
    • 3. Il recupero dell’ozio nel Quattrocento: un segno del tempo che cambia
    • 4. L’assenza del tempo libero e l’importanza del tempo
    • 5. L’interpretazione trecentesca del tempo
    • 6. L’importanza del denaro e del tempo: una poesia del Soldanieri
    • 7. Il Sercambi e la concezione del tempo nel Quattrocento
    • 8. Qualche riflessione conclusiva
  • II. Il gioco del novellare
    • 1. Il contesto narrativo trecentesco
    • 2. Il fine narrativo nelle novelle del Quattrocento
    • 3. Il soggetto letterario: spinta a scrivere od ostacolo?
    • 4. Le novelle: un’eredità latina
    • 5. La logica letteraria fra Tre e Quattrocento si modifica
  • III. Le giostre, i tornei, i bigordi, la scherma e la caccia
    • 1. La giostra e il torneo: due giochi simbolo del medioevo
    • 2. L’armeggiare è affare da nobili
    • 3. Un’abilità presa in seria considerazione e un atto d’amore
    • 4. L’armeggiare come espressione del potere e della magnificenza di un’autorità
    • 5. La caccia
  • IV. I giochi da tavolo: i dadi, le tavole, gli scacchi e la figura del barattiere
    • 1. “Mettitori di malvagi dadi” e la “maligna radice”: una consuetudine ludica trecentesca
    • 2. I dadi nel secolo XV
    • 3.“Zara a chi tocca”: una metafora della vita
    • 4. Chi gioca a taule e a scachi nelle novelle del Trecento
    • 5. L’assenza del gioco nelle novelle quattrocentesche
    • 6. Una possibile spiegazione dell’assenza di scacchi e dadi, e anche delle carte
    • 7. La baratteria e i barattieri: dimensioni e figure sociali evanescenti
  • V. La festa, la danza e la musica
    • 1. La festa: una premessa metodologica
    • 2. Le feste religiose
    • 3. Le feste nuziali nel Trecento
    • 4. … e nel Quattrocento
    • 5. Una questione lessicale
    • 6. Dall’allegria alla solennità
    • 7. La festa e due pratiche ludiche connesse: la musica e la danza
    • 8. Gli strumenti musicali: una questione di nobiltà
    • 9. L’abilità musicale nel Quattrocento
    • 10. La danza: una metafora sessuale quattrocentesca
  • Conclusioni
  • Bibliografia
  • Fonti primarie
  • Fonti secondarie
  • Nota sull’apparato iconografico
  • Elenco delle illustrazioni
  • Indice dei nomi e dei luoghi

Matteo Sartori

Matteo Sartori (Vicenza, 1988) si è laureato in Storia presso l’Università Ca’ Foscari, Venezia e presso l’Universidad Nacional de Tres de Febrero di Buenos Aires, con una tesi su giochi e novelle nei secoli XIV e XV. Nel 2014 la sua tesi di laurea ha ricevuto il riconoscimento delle Borse di studio Gaetano Cozzi da parte della Fondazione Benetton Studi Ricerche. Attualmente studia presso l’Universidad de Concepción (Cile) per il dottorato di ricerca in Storia. I suoi interessi principali sono rivolti alla storia della conoscenza nell’ambito degli studi scientifici e ambientali, con una specifica attenzione per le piante medicinali originarie del Sud America.

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