Un giuoco così utile ai pubblici introiti

Il lotto di Genova dal XVI al XVIII secolo

Giovanni Assereto
Collana: Ludica: collana di storia del gioco, 12
Pubblicazione: Giugno 2013
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Edizione cartacea
pp. 136, 17x24 cm, bross.
ISBN: 9788867280469
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Nel 1576 le Leges novae di Genova stabiliscono che due volte l’anno si sorteggino cinque patrizi per rinnovare i Serenissimi Collegi, la massima carica di governo. Su quei cinque nomi naturalmente si scommette, e lo si fa secondo modalità che prefigurano il gioco del lotto. Dal 1644, quando la Repubblica autorizza le scommesse e ne appalta la gestione, la loro popolarità non fa che crescere in patria e nel resto d’Italia, al pari degli introiti per le casse pubbliche e private; cosicché altre città cercano di copiarne lo schema, e spesso dietro quei tentativi vi sono speculatori liguri, compresi gli stessi appaltatori.

Se l’origine genovese del lotto è nota da tempo, in questo libro si esaminano per la prima volta, sulla scorta della documentazione archivistica, i meccanismi primitivi del gioco, le modalità degli appalti, le manovre per riprodurlo al di fuori di Genova, le ricadute economiche e istituzionali che ne sono derivate, alcune delle quali decisamente curiose e inaspettate.

  • Premessa
  • I. Un atto di nascita insieme certo e confuso
  • II. Dalla proibizione allo sfruttamento
  • III. Le regole del gioco
  • IV. Un prodotto d’esportazione
  • V. I genovesi e i «lotti forastieri»
  • VI. La concorrenza interna, l’evoluzione del gioco, gli anni di crisi e di ripresa
  • Abbreviazioni
  • Bibliografia
  • Indice dei nomi di persona e di luogo

Giovanni Assereto

Giovanni Assereto insegna Storia moderna all’Università di Genova. Nel 2007 ha curato per Laterza, con Marco Doria, una Storia della Liguria; nel 2009, con Nicola Calleri, ha pubblicato per Slow Food Tagli scelti, un’antologia di scritti di Giovanni Rebora. Del 2011 è il suo volume «Per la comune salvezza dal morbo contagioso». I controlli di sanità nella Repubblica di Genova.

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