La Basilica di San Pietro in Vincoli

A cura di Gabriele Bartolozzi Casti
Collana: Fuori collana
Pubblicazione: Settembre 2013
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Edizione cartacea
pp. 104, 64 ill. col., 16x24 cm, bross.
ISBN: 9788867281282
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La Basilica di San Pietro in Vincoli, oltre la bellezza e maestosità dell’edificio basilicale in sé, costituisce un complesso urbanistico, archeologico, rinascimentale e moderno tra i più complessi e cronologicamente completi di Roma. Sorge in vetta all’Esquilino a Nord del Colosseo e non lontano dalle Terme di Traiano, presso la zona che fu occupata dalla Domus Aurea. Gli strati su cui sorge la basilica si originano nella protostoria e attraversano l’età repubblicana, quella classica adrianea, fino alla tardoantica. Conserva cospicue tracce di restauri medievali, ma soprattutto sono di rilievo gli interventi rinascimentali ad opera dei grandi cardinali che ne furono titolari e che profondamente amarono ed onorarono la basilica. Di essi taluni divennero celebrati papi, quali i della Rovere Sisto IV e Giulio II, per giungere a Pio IX. Le tracce dei loro poderosi interventi si possono tuttora ammirare.

All’ingresso nel tempio si è subito affascinati dalla doppia teoria di possenti colonne doriche che spartiscono la spaziosa navata centrale dalle laterali. L’edificio conserva celebri opere d’arte di gran pregio, quali il monumento a Giulio II con il Mosè di Michelangelo, la tavola musiva con la rappresentazione di s. Sebastiano della fine del VII secolo, la confessione o cripta recante la preziosa teca bronzea con le catene di san Pietro che dà nome alla basilica, numerose opere pittoriche e plastiche attribuite ad artisti quali Jacopo Coppi, il Guercino, il Domenichino, il Pomarancio, Giovanni Battista Parodi, Mino da Fiesole.

  • Prefazione
  • I. La posizione topografica
  • II. Gli edifici che precedettero la chiesa
  • III. La basilica paleocristiana
  • IV. Il battistero
  • V. Il culto delle catene e le denominazioni della chiesa
  • VI. La confessione o cripta
  • VII. L’icona in mosaico di s. Sebastiano
  • VIII. Gli interventi più notevoli dal XV secolo ai nostri giorni
  • IX. L’altare quattrocentesco delle Sacre Catene
  • X. Il monumento funebre di Giulio II
  • XI. La decorazione pittorica dell’abside
  • XII. I dipinti degli altari
  • XIII. Il soffitto e la decorazione della navata centrale
  • XIV. L’organo
  • XV. La sacrestia
  • XVI. Appendice: I criteri informatori per le restituzioni grafiche
  • Note al testo
  • Bibliografia e abbreviazioni

Testi di Gabriele Bartolozzi Casti, Giuliana Zandri, Rossana Castrovinci, Elena Roio

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