La Lega democratica

Dalla Democrazia cristiana all’Ulivo: una nuova classe dirigente cattolica

Lorenzo Biondi
Collana: I libri di Viella, 163
Pubblicazione: Novembre 2013
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Edizione cartacea
pp. 364, 15x21 cm, bross.
ISBN: 9788867281299
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ISBN: 9788867282579
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Era un piccolo gruppo di intellettuali e sindacalisti cattolici, poca cosa se si guarda al numero degli iscritti, ma ha contribuito a introdurre alla politica ben due presidenti del Consiglio: Romano Prodi ed Enrico Letta.

La Lega democratica nasce nel 1975, dopo la mobilitazione dei «cattolici per il «no»» contro l’abrogazione del divorzio. Per un decennio agisce come gruppo di pressione «a sinistra» della Democrazia cristiana, ma sempre divisa tra due ipotesi di fondo: quella ribadita di continuo da Pietro Scoppola, di impegno nel partito cattolico, per rinnovare dall’interno la politica italiana; e quella di Achille Ardigò, più lontana dai partiti, per un lavoro di formazione politica rivolto alla società civile.

Tra il rapimento Moro, l’Assemblea degli esterni e la crisi della Prima Repubblica, la Lega non risolve mai l’ambiguità tra impegno politico e impegno culturale, fino allo scioglimento nel 1987. Ma per tutta la sua esistenza il gruppo contribuisce a formare una nuova classe dirigente cattolica, unendo il pensiero di Sturzo, De Gasperi e Moro all’eredità di Maritain e Dossetti.

  • Presentazione di Renato Moro
  • Introduzione. Lega democratica: una «storia minore»?
  • 1. Le ragioni di un «no»
    • 1. La questione del divorzio e i cattolici progressisti. 2. La sinistra Dc e la crociata referendaria. 3. L’appello dei «cattolici per il “no”». 4. Il sindacato cattolico tra autonomia e collateralismo. 5. La Chiesa si schiera.
  • 2. Oltre il divorzio
    • 1. La prudenza di Berlinguer. 2. La rottura del fronte anti-abrogazionista. 3. Cambiare la Dc per cambiare l’Italia. 4. «Rifondazione» e «ricomposizione». 5. La Lega alle elezioni del 1976. 6. Evangelizzazione e promozione umana: la Lega «prevale».
  • 3. Con Moro o contro Moro?
    • 1. Spaccare la Dc. 2. La Dc di De Carolis, Borruso, Agnelli. 3. Zaccagnini e Moro, rinnovamento e unità. 4. Le resistenze dei sindacalisti. 5. Scoppola, De Gasperi e la solidarietà nazionale. 6. Oltre la non-sfiducia. 7. È questa la «terza fase»? 8. Nella società o nel partito? Una Lega bifronte. 9. Le difficoltà della «ricomposizione» cattolica.
  • 4. Il rinnovamento impossibile
    • 1. Il vicolo cieco della rifondazione. 2. «Solidarietà impossibile, solidarietà necessaria». 3. La ricomposizione alla prova: il caso euromissili. 4. La ricomposizione alla prova: il referendum sull’aborto. 5. Presenza e mediazione: la rottura con Cl. 6. La Lega all’Assemblea degli esterni. 7. La Dc di De Mita e le riforme istituzionali. 8. Senza la Dc: nascita e morte dell’associazione Lega democratica.
  • 5. La cultura politica della Lega democratica
    • 1. Le premesse religiose: «la fede come impegno». 2. Contro il riflusso, contro il movimentismo. 3. Le radici dell’impegno politico: maritainismo e dossettismo. 4. Come vivere in un mondo secolarizzato. 5. Dalla cultura del progetto alla cultura della complessità. 6. Una spiritualità del conflitto. 7. La crisi del Welfare State e la società socialdemocratica. 8. Né con la Thatcher, né con Kohl, né con Mitterrand. 9. Scuola e volontariato: il primato del civile. 10. Repubblica dei partiti o tecnocrazia? Le partecipazioni statali. 11. «Contare? No, capire».
  • Conclusioni. Tra partito cattolico e diaspora
  • Riferimenti bibliografici
  • Indice dei nomi

Presentazione di Renato Moro

Renato Moro

Renato Moro insegna Storia contemporanea presso l’Università Roma Tre. Per i nostri tipi ha curato, tra l’altro, L’immagine del nemico (con F. Cantù, G. Di Febo, 2009).

Lorenzo Biondi

Lorenzo Biondi, giornalista, dal 2009 lavora per il quotidiano «Europa», dove si occupa di politica internazionale. In passato ha collaborato col mensile «30 Giorni - nella Chiesa e nel mondo», scrivendo di cristiani e Medio Oriente. Ha studiato Scienze politiche all’Università di Roma Tre e Politica europea alla London School of Economics. Questo è il suo primo libro.

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