Dai pochi ai molti

Studi in onore di Roberto Antonelli

A cura di Paolo Canettieri e Arianna Punzi
Collana: Fuori collana
Pubblicazione: Febbraio 2014
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Edizione cartacea
pp. 1848, 2 tomi indivisibili, ill. b/n, 17x24 cm, bross.
ISBN: 9788867281367
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«Il mondo, quale oggi appare, è un dono magnifico largito dai pochi ai molti, dai liberi agli schiavi: da coloro che pensano a coloro che debbono lavorare». Il titolo che abbiamo scelto per questo dono a Roberto Antonelli riecheggia una frase di D’Annunzio (ripresa da Amedeo Modigliani), in cui si afferma orgogliosamente la superiorità dell’intellettuale nella creazione del mondo moderno, ma per noi è soprattutto il titolo che Roberto aveva scelto per una sua monografia destinata a rielaborare il saggio einaudiano del 1985 sulla Critica del testo. L’idea, ripresa poi in altri lavori del nostro Maestro, è che il compito del filologo non consista solo nella ricostruzione del testo Originale, ma debba anzi contemplare tutta una serie di operazioni volte a consentire «il passaggio da un testo riservato ai pochi (il manoscritto, in edizione fotografica o diplomatica) a un testo rivolto ai molti o ai moltissimi (nella sua vasta scalarità di possibili soluzioni, da quella con apparato e commento a quella limitata al solo testo, ovvero la maggioranza)» (Il testo fra Autore e Lettore [2012], p. 23). Il libro che tanto abbiamo aspettato sulla critica del testo non è ancora uscito, ma a noi è piaciuto recuperare quel titolo perché ci sembra rappresentare la cifra di una scelta intellettuale al contempo democratica e orgogliosa delle proprie specificità, una prospettiva mai confinata nella sterile erudizione, ma sempre aperta e disposta a cercare risposte alle domande nuove e incalzanti di un mondo e di una cultura sempre più globalizzati e proteiformi. Ma è anche una scelta politica, oltre che etica, per altro propria anche di tanti autori cari a Roberto, cioè l’idea di una responsabilità alta data dal proprio mestiere: un inesausto tentativo di accertamento della verità.

Il passaggio dai pochi ai molti significa anche riconoscimento del lettore quale terzo ineludibile componente del circolo ermeneutico e contestuale valorizzazione di una filologia del lettore, del copista e della ricezione, e dunque la prospettiva di una testualità in continuo movimento, dove l’accertamento del testo critico si presenti come tensione dialettica fra storicità dei documenti e soggettività dell’interprete.

I molti, anzi i moltissimi, sono anche gli allievi, gli amici e i colleghi che in modo diverso hanno accompagnato Roberto Antonelli nella sua lunga carriera di studioso, di professore e di intellettuale e che hanno accettato di partecipare a questa grande Miscellanea di studi: tutti hanno risposto con grande generosità e affetto alla nostra richiesta di contributi che vertessero sui grandi temi che hanno appassionato Roberto e su cui continua a lavorare. Abbiamo chiesto ai nostri interlocutori di aiutarci ad allestire una Miscellanea che potesse davvero costituire una lettura piacevole per il festeggiato, con temi che spaziassero dalle letterature romanze delle origini alla filologia materiale, dalla critica del testo alla letteratura europea, dal canone letterario alla metrica, dal ruolo degli intellettuali al ruolo delle emozioni e dell’affettività nella letteratura e nelle arti.

Crediamo che il risultato sia stato in larga parte raggiunto: se il nostro festeggiato avrà piacere nella lettura dei due ponderosi tomi che gli offriamo avremo realizzato i nostri intenti.

(dalla Premessa)

  • Tomo I
    • Paolo Canettieri, Arianna Punzi, Premessa (p. xix-xx)
    • Alberto Abruzzese, Contro l’umanesimo e i suoi dispositivi (p. 1-13)
    • Annamaria Annicchiarico, La Biblis di Joan Roís de Corella (introduzione, edizione critica, traduzione) (p. 15-35)
    • Rossend Arqués, Dante y Octavio Paz: poética moderna y erotismo (p. 37-47)
    • Valentina Atturo, Languor carnis. Echi di memoria salomonica nella fisiologia emozionale dei trovatori (p. 49-78)
    • Anna Maria Babbi, «Je sui la pucele a la rose»: ancora sul Guillaume de Dole (p. 79-87)
    • Sonia Maura Barillari, La «coppia d’Arimino» fra il Triumphus cupidinis e il Purgatorio di san Patrizio. (Una ballata per Viola Novella dal codice Magliabechiano VII, 1078) (p. 89-114)
    • Maria Carla Battelli, Il karma e la letteratura: insegnare in India (p. 115-132)
    • Fabrizio Beggiato, Antoni Rossell, Ara que·m sui lonhatz d’est mestier brau (p. 133-134)
    • Pietro G. Beltrami, Il Manfredi di Jean de Meun (esercizio di traduzione dal Roman de la Rose) (p. 135-144)
    • Vicenç Beltrán, Isabella Tomassetti, Refrains ed estribillos: dalla citazione all’imitazione (p. 145-167)
    • Valentina Berardini, «Praedicatio est manifesta et publica instructio morum et fidei…». How did preachers act on the pulpit? (p. 169-178)
    • Francesca Bernardini Napoletano, «Difficoltà di vita» e «ragioni dell’anima». Lettere di Alfonso Gatto a Enrico Falqui (p. 179-194)
    • Fabio Bertolo, Minima filologica: quattro lettere inedite di Bruno Migliorini a Ettore Li Gotti (p. 195-198)
    • Valeria Bertolucci Pizzorusso, «… non so che “Gentucca”»: analisi di Purgatorio XXIV, 37 (p. 199-204)
    • Simonetta Bianchini, «Il mio tesoro» (Paradiso XVII, 121) (p. 205-213)
    • Dominique Billy, La Complainte de Geneviève de Brabant ou l’inconstance de la césure (p. 215-229)
    • Piero Boitani, Identità europea e canoni letterari (p. 231-240)
    • Corrado Bologna, Gli «eroi illustri» e il potere “illuminato” (p. 241-259)
    • Massimo Bonafin, Rileggendo Les Vêpres de Tibert (branche 12 del Roman de Renart) (p. 261-271)
    • Luciana Borghi Cedrini, Walter Meliga, La sezione delle tenzoni del canzoniere di Bernart Amoros (p. 273-287)
    • Mercedes Brea, Esquemas rimáticos y cantigas de refrán (p. 289-297)
    • Margaret Brose, Leopardi and the gendering of the sublime. A meditation for Roberto Antonelli, in gratitude for his friendship (p. 299-305)
    • Furio Brugnolo, Esercizi di commento al Dante lirico: Ballata, i’ vòi che tu ritrovi Amore (Vita nuova, XII [5]) e Tutti li miei penser’ parlan d’Amore (Vita nuova, XIII [6]) (p. 307-330)
    • Giuseppina Brunetti, Per un magnifico settenario (p. 331-342)
    • Rosanna Brusegan, Una crux della Passione di Ruggeri Apugliese: «bistartoti» (p. 343-358)
    • Eugenio Burgio, Achbaluch, «nella provincia del Cataio». (Ramusio, I Viaggi di Messer Marco Polo, II 28, 6-7) (p. 359-373)
    • Rosalba Campra, Costumbre de Primavera (p. 375)
    • Paolo Canettieri, Politica e gioco alle origini della lirica romanza: il conte di Poitiers, il principe di Blaia e altri cortesi (p. 377-438)
    • Nadia Cannata, Maddalena Signorini, «Per trionfar o Cesare o poeta»: la corona d’alloro e le insegne del poeta moderno (p. 439-473)
    • Mario Capaldo, Eine altrussische sagenhafte Erzählung über Attilas Tod (p. 475-489)
    • Maria Grazia Capusso, Forme di intrattenimento dialogato: la tenzone fittizia di Lanfranco Cigala (BdT 282, 4) (p. 491-512)
    • Maria Careri, Una nuova traccia veneta di Folchetto di Marsiglia e Peire Vidal (Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. lat. 89) (p. 513-519)
    • Attilio Castellucci, La sovrapposizione semantica di morriña e saudade (p. 521-533)
    • Simone Celani, A empresa fornecedora de mitos. Un inedito di Fernando Pessoa tra ironia e mitopoiesi (p. 535-541)
    • María Luisa Cerrón Puga, ¿Espía o traductor? El oficio de Alfonso de Ulloa en Venecia (1552-1570) (p. 543-561)
    • Paolo Cherchi, Il rito della visita omaggio al maestro (p. 563-579)
    • Claudia Cieri Via, Qualche riflessione sull’ekphrasis nell’arte del tardo Quattrocento: da Leon Battista Alberti ad Alfred Gell (p. 581-586)
    • Fabrizio Cigni, Il lai tristaniano Folie n’est pas vasselage e i suoi contesti (con edizione del manoscritto braidense) (p. 587-595)
    • Mariella Combi, Qualche riflessione antropologica: ri-mappare i sensi e le emozioni (p. 597-609)
    • Anna Maria Compagna, Il sentimento tradotto: da Ausiàs March a Baltasar de Romaní (p. 611-626)
    • Emma Condello, Gentil donsella, l’amourousou visou: un nuovo testo poetico in margine alla scuola poetica siciliana? (p. 627-636)
    • Silvia Conte, Il principiare del canto. Per una nuova edizione di Marcabru, Al departir del brau tempier (BdT 293, 3) (p. 637-665)
    • Fabrizio Costantini, Su alcune rubriche del canzoniere Laurenziano: paratesto, struttura, metrica (p. 667-685)
    • Marco Cursi, Maurizio Fiorilla, Un ignoto codice trecentesco della Commedia di Dante (p. 687-702)
    • Alfonso D’Agostino, Gli occhi di Lisabetta (Decameron IV 5) (p. 703-720)
    • Franco D’Intino, Raccontare lo Zibaldone (p. 721-732)
    • Silvia De Laude, «Is Cardinal Roncalli still alive?». Sull’edizione italiana di Mimesis di Erich Auerbach (p. 733-758)
    • Gabriella De Marco, I luoghi del fare arte. L’atelier dell’artista tra valorizzazione museografica, pagine di critica d’arte e letteratura (p. 759-769)
    • Tullio De Mauro, Dieci neosemie e neologismi d’autore (p. 771-773)
    • Silvia De Santis, La similitudo dantesca nelle illustrazioni di William Blake (p. 775-791)
    • Giovannella Desideri, La guerra ’15-’18 di Cacciaguida (ancora su Fortuna in Dante) (p. 793-807)
    • Rocco Distilo, Sguardi sul vocabolario trobadorico: lessemi e rime (fra ansa, ensa e ilh, ilha) (p. 809-824)
    • Carlo Donà, Marie de France, Alfredo e la scrittura dell’Esope (p. 825-836)
    • Luciano Formisano, «Dantis erat»: notula sul Fiore di Marin Sanudo (p. 837-841)
    • Anatole Pierre Fuksas, La cobla tensonada e la “dama del torto” di Peire Rogier (p. 843-854)
    • Massimiliano Gaggero, L’épée brisée dans le Conte du Graal et ses Continuations (p. 855-883)
    • Gaia Gubbini, Amor de lonh: Jaufre Rudel, Agostino e la tradizione monastica (p. 885-892)
    • Saverio Guida, Tremoleta.l Catalas (BdT 305, 16, v. 49) = Pons d’Ortafa? (p. 893-914)
  • Tomo II
    • Marco Infurna, Ideali cavallereschi in Valpadana: il Roman d’Hector et Hercule e l’Entrée d’Espagne (p. 931-943)
    • Annalisa Landolfi, La “finta innocenza” di Alberico. Qualche nota sul prologo del Frammento su Alessandro (p. 945-966)
    • Lino Leonardi, Postilla a una postilla inedita (di Gianfranco Contini) su Federico II (p. 967-977)
    • Monica Longobardi, Una traducson per Guiraut Riquier (p. 979-990)
    • Lorenzo Mainini, Rusticus, civis aut philosophus. Epistemi a confronto, modelli intellettuali e una “memoria dantesca” nel de Summo bono di Lorenzo de’ Medici (p. 991-1014)
    • Mario Mancini, «Qu’il fet bon de tout essaier» (Roman de la rose, v. 21521) (p. 1015-1030)
    • Paolo Maninchedda, Amore e politica: una variante del dualismo europeo (p. 1031-1039)
    • Luigi Marinelli, Tra canone e molteplicità: letteratura e minoranze (p. 1041-1056)
    • Sabina Marinetti, L’altra interpretazione di «voce» e «vello» (p. 1057-1073)
    • Paolo Matthiae, Materia epica preomerica nell’Anatolia hittita. Il Canto della liberazione e la conquista di Ebla (p. 1075-1090)
    • Maria Luisa Meneghetti, Sordello, perché… Il nodo attanziale di Purgatorio VI (e VII-VIII) (p. 1091-1101)
    • Roberto Mercuri, La morte del poeta (p. 1103-1107)
    • Camilla Miglio, Domenico Ingenito, Ḥāfeẓ, Hammer e Goethe. La forma ghazal: Weltliteratur e contemporaneità (p. 1109-1126)
    • Luisa Miglio, Ernesto Monaci, Vincenzo Federici, il Gabinetto di Paleografia e la Collezione manoscritta (p. 1127-1138)
    • Laura Minervini, Gli altri Siciliani: il poema sul Sacrificio di Isacco in caratteri ebraici (p. 1139-1154)
    • Mira Mocan, Un cuore così illuminato. Etica e armonia del canto nella poesia dei trovatori (Bernart de Ventadorn, Marcabru, Raimbaut d’Aurenga) (p. 1155-1175)
    • Sonia Netto Salomão, Carlos Drummond de Andrade: a Máquina do Mundo em palimpsesto (p. 1177-1195)
    • Roberto Nicolai, Letteratura, generi letterari e canoni: alcune riflessioni (p. 1197-1204)
    • Teresa Nocita, Loci critici della tradizione decameroniana (p. 1205-1210)
    • Sandro Orlando, Un sonetto del Trecento su Bonifacio VIII (p. 1211-1220)
    • Mario Pagano, Un singolare testimone del Testament di Jean de Meun: ms. Paris, B.N., fr. 12483 (p. 1221-1237)
    • Gioia Paradisi, Materiali per una ricerca su Petrarca e le emozioni («spes seu cupiditas», «gaudium», «metus» e «dolor») (p. 1239-1261)
    • Nicolò Pasero, L’amor cortese: modello, metafora, progetto (p. 1263-1269)
    • Rienzo Pellegrini, Pasolini traduttore di Georg Trakl (p. 1271-1287)
    • Silvano Peloso, Letteratura, filologia e complessità: il caso del Brasile (p. 1289-1297)
    • Gianfelice Peron, Realtà zoologica e tradizione letteraria: il “gatto padule” (p. 1299-1313)
    • Vanda Perretta, Nostalgia di buone maniere (p. 1315-1323)
    • Marco Piccat, La novella dei tre pappagalli (p. 1325-1333)
    • Antonio Pioletti, Cercando quale Europa. Appunti per un canone euromediterraneo (p. 1335-1345)
    • Mauro Ponzi, Goethe e gli “oggetti significativi” del cambiamento epocale (p. 1347-1363)
    • Norbert von Prellwitz, Quando il canone dipende dai centimetri (p. 1365-1370)
    • Carlo Pulsoni, Antonio Ciaralli, Tra Italia e Spagna: il Petrarca postillato Esp. 38-8º della Biblioteca de Catalunya di Barcellona (primi appunti) (p. 1371-1393)
    • Arianna Punzi, Quando il personaggio esce dal libro: il caso di Galeotto signore delle isole lontane (p. 1395-1421)
    • Giovanni Ragone, L’occhio e il simulatore (p. 1423-1432)
    • Roberto Rea, «Di paura il cor compunto»: teologia della Paura nel prologo dell’Inferno (p. 1433-1446)
    • Eugenia Rigano, Tra arte e scienza, la bellezza si fa meraviglia (p. 1447-1465)
    • Barbara Ronchetti, Arte, scienza e tecnica fra immaginazione e realtà. Alcune riflessioni attraverso le pagine di Velimir Chlebnikov (p. 1467-1490)
    • Luciano Rossi, Les Contes de Bretaigne entre vanité (charmante) et eternité (précaire) (p. 1491-1519)
    • Giovanna Santini, «Or chanterai en plorant». Il pianto di Jehan de Neuville per la morte dell’amata (Linker 145, 6) (p. 1521-1554)
    • Maria Serena Sapegno, «L’Italia dee cercar se stessa». La Storia di De Sanctis tra essere e dover essere (p. 1555-1562)
    • Elisabetta Sarmati, Metanovela, microficciones e racconti interpolati in El desorden de tu nombre di Juan José Millás (p. 1563-1573)
    • Anna Maria Scaiola, La passione triste della vergine. Atala di Chateaubriand (p. 1575-1585)
    • Emma Scoles, «que al que mil extremos tiene / lo extremado le conviene»: il codice cortese fra virtuosismo stilistico e rovesciamento parodico in un Juego de mandar cinquecentesco (p. 1587-1596)
    • Luigi Severi, La resistenza della poesia: costanti petrarchesche e dantesche in Zanzotto (p. 1597-1617)
    • Emanuela Sgambati, L’Ars poetica di Feofan Prokopovič fra teoria e prassi (p. 1619-1627)
    • Margherita Spampinato Beretta, La violenza verbale nel tardo Medioevo italiano: analisi di corpora documentari (p. 1629-1646)
    • Giorgio Stabile, Favourite Poet. Alma-Tadema e una promessa in codice per Roberto Antonelli (p. 1647-1650)
    • Justin Steinberg, Dante e le leggi dell’infamia (p. 1651-1659)
    • Carla Subrizi, «Cercando l’Europa» nel 1945: dolore e follia nei disegni di Antonin Artaud (p. 1661-1671)
    • Giuseppe Tavani, Codici, testi, edizioni (p. 1673-1702)
    • Stefano Tortorella, Archi di Costantino a Roma (p. 1703-1719)
    • Luisa Valmarin, Una possibile lettura di Năpasta (p. 1721-1732)
    • Gisèle Vanhese, Imaginaire du voyage baudelairien et mallarméen dans Asfinţit marin et Ulise de Lucian Blaga (p. 1733-1746)
    • Alberto Varvaro, Considerazioni sulla storia della Filologia Romanza in Italia (p. 1747-1750)
    • Sergio Vatteroni, «Il mistero del nome». Sull’essenza della poesia nel giovane Pasolini (p. 1751-1760)
    • Riccardo Viel, La tenzone tra Re Riccardo e il Delfino d’Alvernia: liriche d’oc e d’oïl a contatto (p. 1761-1786)
    • Claudia Villa, Un oracolo e una ragazza: Dante fra Moroello e la gozzuta alpigina (p. 1787-1798)
    • Maurizio Virdis, Un Medioevo trasposto: il Perceval di Eric Rohmer. Dalla scrittura letteraria alla rappresentazione cinematografica (p. 1799-1810)
    • Hayden White, History and Literature (p. 1811-1815)
    • Claudio Zambianchi, Marionette o dei: qualche riflessione su un saggio di Kleist (p. 1817-1828)
    • Carmelo Zilli, Su un “errore d’autore” nel Poemetto di Lelio Manfredi (p. 1829-1834)
  • Bibliografia degli scritti di Roberto Antonelli (p. 1835-1845)
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