La giustizia del vescovo

Società, economia e Chiesa cittadina ad Asti tra XIII e XIV secolo

Ezio Claudio Pia
Collana: I libri di Viella, 186
Pubblicazione: Novembre 2014
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Edizione cartacea
pp. 244, 15x21 cm, bross.
ISBN: 9788867282944
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ISBN: 9788867285334
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Il tribunale del vescovo di Asti è il centro di un complesso sistema di relazioni economiche e politiche che innervano la società astigiana del tardo medioevo. I registri redatti fra XIII e XIV secolo dai chierici notai e in generale la documentazione vescovile testimoniano infatti una concentrazione eccezionale di competenze giuridiche e finanziarie presso il tribunale ecclesiastico: dalle questioni relative al credito e all’usura, alle liti matrimoniali, fino ai conflitti politici che dividono le famiglie eminenti. Si delinea bene la capacità della Chiesa astigiana di valutare e di riorganizzare i rapporti sociali e le gerarchie economiche della città grazie a un uso sapiente dei meccanismi di inclusione e di esclusione, in particolare della scomunica.
Con gli inizi del Trecento, tuttavia, il coinvolgimento crescente del clero nei conflitti di fazione riduce l’efficacia dell’azione della corte vescovile. Entrano allora in crisi sia la capacità della curia di dare ordine alle relazioni sociali sia il modello ideologico di unità civica sostenuto a lungo dalla Chiesa.

Premio "Alfonso Carbone" della Deputazione subalpina di Storia patria 2018 |

  • Introduzione (p. 9)
  • 1. Chiesa, scrittura e società
    • 1. I capitoli canonicali: strutture in relazione dinamica con la società cittadina (p. 17); 2. «Uno specchio in cui si riflettono gli atti ecclesiastici italiani»: produzione documentaria e Chiesa notarile (p. 19); 3. Cancellerie e notai: Europa e Italia (p. 22); 4. I chierici notai e il caso astigiano: tra professionismo e funzionariato cancelleresco (p. 28); 5. I registri di Saracco: struttura e contenuti (p. 32).
  • 2. La Chiesa e il controllo del credito
    • 1. Credito, spazi e personale (p. 40); 2. Carte di mutuo e dissimulazione dell’interesse (p. 43); 3. La mediazione della corte vescovile: «condanne per confessionem» e debiti giurati (p. 52); 4. Debito giurato e comunità del contado (p. 67).
  • 3. Circolazione di titoli di credito
    • 1. La valutazione del mercato e il controllo della Chiesa: dationes in solutum e compravendita di titoli di credito e di possesso (p. 75); 2. Il passaggio alla Chiesa dei beni derivanti da datio in solutum: un’attribuzione selettiva? (p. 87).
  • 4. Usure
    • 1. La gestione delle usure e dei male ablata (p. 91); 2. Restituzione delle usure e condono (p. 96); 3. L’uso del concetto di usura (usura simulata?) (p. 98).
  • 5. La materia matrimoniale
    • 1. Il rovescio della trama (p. 101); 2. Visibilità dei comportamenti femminili e durata del processo: l’utenza di livello medio-alto (p. 106); 3. Contro l’infamia della povertà: «nobilis et eque potens […] vel plus» (p. 109); 4. «In testimonium premissorum et ad maiorem certitudinem omnium» (p. 112).
  • 6. Cause tra ecclesiastici: tra Chiesa e politica
    • 1. Tra Chiesa e politica (p. 121); 2. Le controversie: gerarchie ecclesiastiche e reti sociali (p. 124); 3. L’ambito di scontro: procedura, consilia, arbitrati (p. 129); 4. Una lite per la giurisdizione parrocchiale: il vicario e i Solaro (p. 132); 5. La materia beneficiaria: dinamiche e conflitti (p. 135).
  • 7. Scomunica, interdetto e dispensa: tra politica e Chiesa 147
    • 1. Il vicario mediatore tra città e Chiesa (p. 147); 2. Principio di non contraddizione tra norme statutarie e giuramenti: il vicario e il collegio dei notai (p. 149).
  • 8. La Chiesa e le partes
    • 1. Dopo la sconfitta degli Angiò: ridefinizione dei rapporti tra Chiesa e comune (p. 155); 2. Il patrimonio del capitolo come spazio di raccordo tra Chiesa e magnati (p. 163).
  • 9. Il vescovo e la pars guelfa
    • 1. Guelfi e ghibellini tra Chiesa e città (p. 179); 2. L’intensificarsi dei rapporti economici e fondiari tra la Chiesa e la pars guelfa (p. 180); 3. Il vescovo e i Solaro (p. 182).
  • 10. La fine di un equilibrio instabile
    • 1. Alla vigilia dei conflitti civili: un compromesso tra guelfi, ghibellini e capitolo (p. 191); 2. Chiesa e città contro la scomunica: tra unanimità interna e sostegno alla pars guelfa (p. 193); 3. «Quidam de Solario […] dixerunt domino preposito Arnaldo de Platea: “Sunt certi clerici de quo dubitamus”» (p. 196).
  • Conclusioni (p. 203)
  • Bibliografia (p. 209)
  • Indice dei nomi (p. 229)
  • Indice dei luoghi (p. 239)

Ezio Claudio Pia

Ezio Claudio Pia, dottore di ricerca in Storia medievale, è membro del Centro di ricerca sulle istituzioni e le società medievali presso l’Università di Torino e collabora con il Centro studi «Renato Bordone» sui Lombardi, sul credito e sulla banca di Asti. È autore di studi dedicati alla storia politica e sociale e alle dinamiche creditizie del basso medioevo.

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