Frontiere aperte

Musulmani, ebrei e cristiani nella Repubblica di Venezia (XVII secolo)

Giuseppina Minchella
Collana: I libri di Viella, 185
Pubblicazione: Novembre 2014
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Edizione cartacea
pp. 384, 15x21 cm, bross.
ISBN: 9788867283460
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ISBN: 9788867285327
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Nel quadro mobile della frontiera veneto-ottomana, specchio del variegato ponte che univa Venezia all’Impero turco, emerge la labilità di un confine dinamico, caratterizzato da continui attraversamenti delle barriere geografiche e religiose. Vengono alla luce realtà plasmate dalla circolazione delle cose e delle persone, storie individuali di duplice appartenenza, profondamente segnate dalla coesistenza con l’Altro.
Del complesso contesto sociale della città di Venezia si ricostrui­sce qui la realtà segnata dalla presenza di minoranze orientali in contatto quotidiano con i sudditi della Serenissima, mettendo in luce le multiformi relazioni che nell’età moderna hanno interessato gli abitanti delle opposte sponde del Mediterraneo. Si delinea così una frontiera porosa, aperta allo scambio e alla contaminazione, che induce a leggere in modo nuovo la storia dei rapporti tra turchi, ebrei e cristiani.

  • Introduzione (p. 9)
  • I. Nella città di Venezia
    • 1. Presenze orientali nel tessuto sociale e urbano
      • 1. I turchi (p. 17); 2. Un uso esteso della lingua turca (p. 26); 3. I sensali pubblici, figure-ponte con l’Oriente ottomano (p. 31).
    • 2. Rinnegati
      • 1. Gli atti processuali del Sant’Ufficio veneziano (p. 37); 2. Una procedura giudiziaria compiacente e persuasiva (p. 42); 3. La vicenda di Giovanni Lopez: un ricorso consapevole alla procedura sommaria (p. 46); 4. Le spontanee comparizioni dei rinnegati: un gioco delle parti (p. 48); 5. Chi erano i rinnegati comparsi all’Inquisizione veneziana? (p. 56).
    • 3. Coesistenza tra turchi e cristiani
      • 1. Una serie di motivazioni all’apostasia (p. 61); 2. Contaminazioni fra mondo cristiano e musulmano (p. 64); 3. Donne che “si fecero turche” (p. 67); 4. Una percezione discordante dell’alterità islamica (p. 71); 5. Smettere l’abito religioso per passare all’islam (p. 74); 6. Il “sogno turco” (p. 77); 7. Una doppia appartenenza (p. 79); 8. Labili frontiere religiose (p. 82); 9. Un interessante caso di mobilità femminile (p. 89).
    • 4. Cristiani greci a Venezia
      • 1. La questione greca (p. 95); 2. L’ottica di Venezia (p. 100); 3. Gli atti inquisitoriali (p. 102); 4. Libri da espurgare (p. 107).
  • II. Nello Stato da Mar
    • 5. Sguardo a una realtà di frontiera
      • 1. Il confine veneto-ottomano: una lunga frontiera aperta e condivisa (p. 113); 2. Un territorio sfuggente al controllo statale ed ecclesiastico (p. 119); 3. Complicazioni aggiuntive con la guerra (p. 126); 4. Corsari e pirati (p. 136); 5. La problematica situazione delle isole (p. 139); 6. Schiavi fuggitivi (p. 146); 7. Una fitta rete di rapporti commerciali (p. 150).
    • 6. Passare al Turco
      • 1. Prendere il turbante per sfuggire alle vessazioni (p. 159); 2. La profonda disaffezione dei contadini (p. 163); 3. Soldati (p. 169); 4. Rinnegati, ovvero spie (p. 178); 5. Sicari ingaggiati dalla Repubblica (p. 184); 6. La vicenda del capitano Voino Giovanovich da Zuppa (p. 188).
    • 7. Passare al Leone di San Marco
      • 1. Immigrazioni di cristiani soggetti al Turco: mire sui Balcani (p. 199); 2. Il problematico inserimento dei nuovi sudditi (p. 204); 3. Turchi che si fanno cristiani (p. 209); 4. Spontanee conversioni di musulmani (p. 214). III. Coesistenza di Chiesa greca e Chiesa latina
    • 8. Cristiani ortodossi
      • 1. La provincia di Dalmazia e Albania (p. 223); 2. L’atteggiamento della Repubblica (p. 233); 3. Roma e Venezia: due prospettive diverse? (p. 240); 4. In partibus infidelium(p. 245); 5. Le relazioni di vescovi e missionari (p. 252); 6. Il regno di Candia (p. 257); 7. Con gli occhi di Venezia (p. 264); 8. Il Pianto di Candia (p. 276); 9. L’assenza del clero cattolico (p. 278); 10. La particolare situazione delle Ionie (p. 282).
    • 9. Conflitti di giurisdizione
      • 1. Una lunga serie di contrasti di Venezia con Roma (p. 291); 2. L’Interdetto nello Stato da Mar (p. 294); 3. Simbologia del cerimoniale pubblico (p. 297); 4. Ancora intorno alla giurisdizione statale (p. 302); 5. L’Inquisizione sotto il controllo della Repubblica (p. 305).
    • 10. Un progetto di assoluta sovranità statale: la fortezza di Palmanova nella Terraferma friulana
      • 1. Importanza militare e strategica della fortezza di Palmanova (p. 315); 2. Scontri per la giurisdizione spirituale (p. 318); 3. La difficile gestione delle soldatesche (p. 320); 4. Immunità entro le mura della fortezza (p. 325); 5. L’Inquisizione in conflitto con la Repubblica: la reazione statale (p. 331); 6. Il privilegio della spontanea comparizione (p. 340).
  • Bibliografia (p. 345)
  • Indice dei nomi (p. 37)

Giuseppina Minchella

Giuseppina Minchella si occupa dell’attività del Sant’Ufficio nella Repubblica di Venezia, con particolare interesse ai passaggi di fede e alla coesistenza di cristiani e musulmani. Sul tema ha pubblicato «Porre un soldato alla Inquisitione». I processi del Sant’Ufficio nella fortezza di Palmanova 1595-1669 (Trieste 2009).

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