La mobilità sociale nel Medioevo italiano 2

Stato e istituzioni (secoli XIV-XV)

a cura di Andrea Gamberini
Collana: I libri di Viella, 234
Pubblicazione: Gennaio 2017
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Edizione cartacea
pp. 420, 15x21 cm, bross.
ISBN: 9788867287086
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L’ipotesi di ricerca che il volume sottopone a verifica individua nei primi decenni del Trecento una sorta di tornante, in cui le dinamiche socio-economiche, fino ad allora preponderanti nel definire le opportunità di mobilità, cedono il primato al fattore politico-istituzionale, ovvero al protagonismo delle nuove e più ampie formazioni che vanno adesso prendendo piede. In questa chiave la Lombardia, regione storicamente molto eterogenea, costituisce un caso di studio particolarmente interessante, dove l’avvento dello stato regionale impatta sui percorsi di ascesa e discesa sociale, dischiudendo canali e favorendo nuove rappresentazioni culturali della mobilità.
Nel complesso quello che emerge dalle ricerche che qui si presentano è un quadro ricco di suggestioni, che consente di ritematizzare su basi nuove e originali una grande questione della storia medievale.

  • Andrea Gamberini, Premessa
  • Pensare e rappresentare la mobilità
    • Roberta Frigeni, Pensare la mobilità nel Medioevo. Il caso del Libro di giuocho di scacchi di Iacopo da Cessole
    • Massimo Della Misericordia, Distinzione aristocratica e titolatura nella Lombardia alpina del tardo Medioevo
    • Giuliana Albini, Declassamento sociale e povertà vergognosa. Uno sguardo sulla società viscontea
    • Andrea Gamberini, «I piedi e le tibie» dello stato: gli officiali. Legittimazione e costruzione identitaria di un nuovo ceto politico nelle parole di Uberto Decembrio
  • Dentro e fuori lo stato di Milano: prospettive di lungo periodo su casi cittadini
    • Carlo Baja Guarienti, Dalla bottega al castello. Trasformazione delle élite cittadine a Reggio fra XIV e XVI secolo
    • Marta Gravela, Parentela e finanziamento dello stato. Percorsi di mobilità sociale nella Torino del Tre-Quattrocento
    • Fabrizio Pagnoni, Notariato, fazione. Canali di mobilità sociale a Brescia tra XIV e XV secolo
    • Enrico Valseriati, Il superamento del pregiudizio meccanico. Mobilità sociale e geografica a Brescia tra prima e seconda dominazione veneziana
    • Maria Nadia Covini, Una élite dinamica e aperta: la nobiltà urbana di Milano tra Tre e Quattrocento
  • I canali della mobilità sociale
    • Paolo Grillo, Carriere militari e mobilità sociale nel dominio visconteo (1329-1402)
    • Elisabetta Canobbio, Tra episcopio e cattedrale: successo individuale, affermazione famigliare e istituzioni ecclesiastiche a Como (sec. XIV-prima metà sec. XV)
    • Matteo Di Tullio, Finanze pubbliche, fiscalità e mobilità sociale tra tardo Quattrocento e primo Cinquecento
    • Federico Del Tredici, La popolarità dei partiti. Fazioni, popolo e mobilità sociale in Lombardia (XIV-XV secolo)
  • Dalla periferia alla periferia.Gli altri circuiti della mobilità sociale
    • Stella Leprai, Ai confini del ducato. Forme di mobilità sociale nelle comunità dell’Appennino tosco-ligure-emiliano
    • David Salomoni, Guastalla nel corso del lungo Quattrocento. Mobilità sociale e proprietà fondiaria
    • Luca Zenobi, Itinerari di mobilità geografica e sociale nelle e dalle valli bergamasche a seguito dell’espansione veneziana
  • Indice dei nomi
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