La cultura senza regole

Letteratura, spettacolo e arti nell’Europa dell’Ottocento

Christophe Charle
Traduzione e cura di Maria Pia Casalena
Collana: La storia. Temi, 70
Pubblicazione: Luglio 2019
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Edizione cartacea
pp. 524, 15,5x23 cm, bross.
ISBN: 9788867288458
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È nel lungo Ottocento che nasce e si afferma una cultura autenticamente europea, grazie a una circolazione di romanzi, opere liriche, testi tea­trali, composizioni musicali e nuove idee che raggiunge dimensioni prima sconosciute. Le frontiere politiche e religiose non sono più invalicabili, le censure perdono efficacia, le norme accademiche vengono soppiantate da innovazioni e trasgressioni in grado di coinvolgere in modo inedito i generi, le arti, i vari tipi di pubblico.

Di questa liberazione culturale, di un’Europa che esportava in tutto il mondo libri, musiche e opere d’arte, ma anche stili di vita e innovazioni tecnologiche, Christophe Charle propone un’interpretazione assolutamente originale, ricostruendone spinte e dinamiche spesso contraddittorie, in cui si trovano a “dialogare” le regole di mercato e le aspirazioni alla libertà creatrice, la volontà di emancipazione, che puntava proprio sull’accesso alle pratiche culturali, e il desiderio di emulazione tra le nazioni giovani e quelle antiche.

Frutto di una ricerca più che trentennale, sintesi di sterminate letture, questo volume restituisce la modernità sociale e simbolica di un frangente storico di importanza capitale per il patrimonio culturale di tutti gli europei.

  • Introduzione
  • Parte prima. L’uscita dall’“antico regime culturale” ca. 1815-ca. 1860
    • 1. La persistenza dell’antico regime culturale in Europa
      • 1. Gli ostacoli alla comunicazione linguistica
      • 2. Differenze spaziali e sociali nello spazio culturale europeo
      • 3. Vita culturale e spazio pubblico
    • 2. Le mutazioni del libro
      • 1. Crescite diseguali della produzione
      • 2. Gli ostacoli alla diffusione del libro
      • 3. I successi e i nuovi lettori
      • 4. L’ascesa del romanzo e il flusso diseguale delle traduzioni
      • Conclusione
    • 3. Società dello spettacolo
      • 1. Il teatro fra vincoli e rivendicazioni liberali
      • 2. La crescita dell’offerta teatrale
      • 3. Pubblici e gusti
      • 4. Circolazioni teatrali
    • Conclusione
    • 4. L’opera lirica alla conquista dell’Europa
      • 1. Una nuova geografia
      • 2. Uno spettacolo d’élite in una società gerarchica
      • 3. “Nazionalizzazione” e invecchiamento del repertorio
      • 4. L’Europa dell’opera lirica
      • Conclusione: gli usi politici dell’opera lirica
    • 5. La cultura visuale fra Stato e mercato
      • 1. L’inquadramento delle belle arti
      • 2. La voga delle esposizioni
      • 3. Nascita del mercato delle arti visive e crisi del sistema accademico
      • Conclusione
    • 6. La difficile emancipazione della cultura musicale
      • 1. Nascita e crescita di un mercato della musica
      • 2. Diffusione degli strumenti e della pratica musicale
      • 3. Costruzione di un pantheon musicale e battaglia per una musica “pura”
      • 4. Pratiche e musiche popolari dentro e fuori il mercato
      • Conclusione
    • 7. Un nuovo sguardo sul passato. Storia, patrimonio, musei, monumenti
      • 1. La moda della storia
      • 2. L’invenzione del patrimonio
      • 3. Musei e monumenti alla memoria
      • Conclusione
  • Parte seconda. Le vie delle modernità culturali in Europa
  • Introduzione
    • 8. Spettacoli per tutti?
      • 1. Espansione e differenziazione del teatro
      • 2. Liberalizzazione teatrale e cambiamenti culturali
      • 3. Teatri alternativi
      • Conclusione
    • 9. Nuovi media culturali e nuovi pubblici
      • 1. «Il secolo della carta»
      • 2. Cultura scientifica e divulgazione
      • 3. Nuove immagini: fotografia e immagini stampate
      • 4. Un nuovo mondo in movimento: la diffusione del cinematografo
      • Conclusione
    • 10. Rivoluzioni simboliche nell’Europa della pittura e delle lettere
      • 1. L’instaurazione del regime della modernità artistica in Francia
      • 2. Le secessioni in Europa
      • 3. La letteratura: frontiere aperte o frontiere chiuse?
    • 11. Le rivoluzioni della musica
      • 1. Rivoluzioni nell’opera lirica da Wagner in poi
      • 2. Dissonanze
      • 3. Liberazione dei corpi, liberazione sessuale e nuove strade per la danza
      • Conclusione
    • 12. Le culture popolari fra continuità e trasformazione
      • 1. Vincoli sociali e aspirazioni culturali
      • 2. Diffusione delle pratiche culturali dominanti
      • 3. Forme del volontarismo culturale
      • 4. Le culture popolari soccorrono le culture urbane
      • Conclusione
  • Conclusioni generali. «Il bilancio di un secolo»
  • Ringraziamenti
  • Fonti e bibliografia
  • Indice dei nomi

In copertina: Jean-Baptiste Carpeaux, La danse (1865-1869), Parigi, Musée d’Orsay.
Il gruppo scultoreo fu commissionato dall’architetto Charles Garnier per decorare la facciata del nuovo Théâtre de l’Opéra di Parigi; ultimato nel 1869, provocò grande scandalo perché fu giudicato osceno: contro la scultura fu addirittura lanciato dell’inchiostro, che imbrattò il genio della danza, posto al centro. I danni furono riparati, ma per blandire i benpensanti si pose il problema se spostare il gruppo all’interno dell’edificio o sostituirlo con un altro. Charles Garnier ricevette numerose lettere di denuncia, che pubblicò scrupolosamente nel suo lavoro sull’Opéra. L’episodio esemplifica perfettamente le tensioni che percorrevano le culture europee, compresa la «capitale del XIX secolo», come la definì Walter Benjamin. Eppure si trattava di un artista quasi “ufficiale” e di una committenza pubblica. Dal punto di vista simbolico l’opera esprime anche la volontà di liberazione, quindi di deregolazione, che attraversa tutte le arti e le varie espressioni culturali, e non solo la danza. In effetti i benpensanti non si erano sbagliati, al di là del loro cattivo gusto.

Edizione originale: La dérégulation culturelle. Essai d’histoire des cultures en Europe au XIXe siècle, Presses Universitaires de France, Paris 2015

Christophe Charle

Christophe Charle è professore di Storia contemporanea alla Sorbona di Parigi. Tra le sue opere ricordiamo Discordance des temps. Une brève histoire de la modernité (Colin, 2011), Histoire des universités (PUF, 2012), Homo Historicus. Réflexions sur l’histoire, les historiens et les sciences sociales (Colin, 2013) e, in italiano, Gli intellettuali nell’Ottocento. Saggio di storia comparata europea (il Mulino, 2002).

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