La diplomazia del dialogo

Italia e Urss tra distensione e coesistenza pacifica, 1958-1968

Alessandro Salacone
Archivio storico dell'Eni
Collana: I libri di Viella, 261
Pubblicazione: Ottobre 2017
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Edizione cartacea
pp. 422, 15x21 cm, bross.
ISBN: 9788867288939
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Il dossier “Unione Sovietica” ha occupato la scrivania di tutti i ministri degli Esteri italiani dal dopoguerra no al crollo dell’Urss. Quali relazioni istituire con Mosca? Pur con tutti i distinguo, ogni governo della penisola dovette elaborare strategie per contrastarne le ingerenze, difendersi dalle sue minacce o collaborare con essa, nella cornice più ampia della competizione tra blocchi.
Nel decennio 1958-1968, con l’avvio della coesistenza pacifica e l’affermarsi della distensione, i governi italiani seppero portare avanti una politica estera creativa e originale, volta a collocare il paese in modo nuovo sugli scenari internazionali. Il dialogo con l’Urss fu uno degli elementi più innovativi del nuovo corso, che suscitò le attenzioni del Cremlino e diede avvio a una nuova fase dei rapporti bilaterali.
Questo volume ripercorre l’intreccio delle relazioni politiche, economiche, e culturali che si stabilirono tra Roma e Mosca, attraverso un’ampia documentazione, per lo più inedita, proveniente da archivi russi e italiani.

Questo volume è stato realizzato con il sostegno dell'Archivio storico dell'Eni

  • Elenco delle abbreviazioni e degli acronimi
  • Introduzione
  • 1. Dalle elezioni del 1958 al viaggio di Gronchi in Urss
    • 1. Il “fattore URSS” nelle elezioni del 1958
    • 2. Il II governo Fanfani e la «svolta diplomatica» in politica estera
    • 3. I primi colloqui dell’ambasciatore Pietromarchi
    • 4. Il governo Segni e la questione dei missili Jupiter
    • 5. Un laico e un credente in Unione Sovietica: Saragat e La Pira in URSS
    • 6. Lo sviluppo delle relazioni commerciali e la visita del ministro Del Bo in Unione Sovietica
    • 7. Verso il viaggio di Gronchi in Unione Sovietica
    • 8. I colloqui di Gronchi e Pella a Mosca
  • 2. Dal governo Tambroni alla crisi di Cuba
    • 1. La crisi governativa e il nuovo esecutivo Tambroni
    • 2. Il governo delle “convergenze parallele” e le attese di Mosca
    • 3. L’anno della svolta nelle relazioni economiche: il 1960
    • 4. I preparativi del centro-sinistra. Alla ricerca di legittimazione internazionale
    • 5. Il viaggio di Fanfani e Segni in URSS
    • 6. Il bilancio del viaggio e la crisi di Berlino. L’Italia mediatrice tra Est e Ovest?
    • 7. Il XXII congresso del PCUS e il PCI
    • 8. Il primo governo di centro-sinistra e l’elezione di Segni alla presidenza della Repubblica
    • 9. L’intreccio delle relazioni commerciali e politiche nel 1962
    • 10. L’Italia e la crisi di Cuba: un moderato appoggio alla causa atlantica?
  • 3. 1963-1964: il biennio dei cambiamenti o delle conferme?
    • 1. URSS e Santa Sede: prove di dialogo per favorire (o strumentalizzare?) la pace
    • 2. Le elezioni del 1963: avanzata comunista e fine della leadership di Fanfani
    • 3. Il governo Leone
    • 4. La questione socialista e la scissione del PSIUP
    • 5. Il centro-sinistra organico. Prove di dialogo
    • 6. La morte di Togliatti e il Memoriale di Yalta
    • 7. La nuova dirigenza del PCI e il IX congresso nazionale DC
    • 8. La destituzione di Chruščëv: «fine di un uomo o di una politica?»
    • 9. Le relazioni bilaterali nel 1964
  • 4. I governi moro-fanfani e l’urss (1965-1968)
    • 1. Il 1965. La normalizzazione dei rapporti bilaterali
    • 2. L’Italia tra equilibrio bipolare e questione vietnamita
    • 3. La visita del ministro degli Esteri Gromyko in Italia
    • 4. Dall’accordo FIAT alle trattative per il gasdotto ENI
    • 5. Il presidente del Prezidium del Consiglio Supremo dell’URSS Podgornij in Italia
    • 6. Il ministro degli Esteri Fanfani torna a Mosca
    • 7. La fine della IV legislatura e le elezioni del maggio 1968
  • Epilogo
  • Bibliografia
  • Indice dei nomi

Questo volume è stato realizzato con il sostegno dell'Archivio storico dell'Eni

Alessandro Salacone

Alessandro Salacone è dottore di ricerca in Storia dell’Italia contemporanea, attualmente assegnista di ricerca presso l’Università “L’Orientale” di Napoli e collaboratore dell’Istituto di Storia mondiale presso l’Accademia delle Scienze della Federazione Russa. Autore di vari saggi sulle relazioni italo-sovietiche, per i nostri tipi ha curato (con F. Bettanin, M. Prozumenščikov, A. Roccucci) L’Italia vista dal Cremlino (2015).

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