Gioacchino da Fiore tra Bernardo di Clairvaux e Innocenzo III

A cura di Roberto Rusconi
Collana: Opere di Gioacchino da Fiore: testi e strumenti, 13
Pubblicazione: Gennaio 2001
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Edizione cartacea
pp. 378, 12 tav. b/n e col. f.t., 17x24 cm, bross.
ISBN: 9788883340338
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Esiste un profondo collegamento fra il pensiero teologico di Gioacchino da Fiore († 1202) e il suo personale coinvolgimento nei grandi avvenimenti della politica ecclesiastica dell’epoca: la lotta per la libertas ecclesiae, i rapporti con l’impero germanico, il ruolo di monaci e laici nella riforma della Chiesa. Anche le fasi successive della crescente reputazione del monaco calabrese furono assai strettamente legate ai suoi rapporti con i vari pontefici, sino a Innocenzo III.

Abbandonate le antiche polemiche sulla sua ortodossia, è ormai evidente che Gioacchino incarnò una istanza riformistica peculiare all’interno del mondo monastico del secolo XII, tesa verso un ritorno a una primitiva purezza in maniera del tutto inseparabile dal grande tronco dell’ordo sancti Benedicti, dal quale erano già derivate le riforme di Cluny e di Cîteaux. Il nesso tra riforma del monachesimo e attesa della fine dei tempi si risolveva in Gioacchino nell’elaborazione di un’escatologia a carattere monastico.

Il lungo e faticoso lavoro di edizione degli scritti autentici dell’abate calabrese apre finalmente la strada a una nuova, e più genuina, interpretazione della sua figura. A Gioacchino da Fiore non si addiceva un’inverosimile inconsapevolezza degli orientamenti e degli sviluppi fondamentali della teologia del proprio tempo, anche se a lui si può attribuire un ruolo ai margini, se non al di là dei confini, in particolare rispetto alla nascente teologia scolastica parigina, e in una certa misura anche in rapporto alla teologia monastica dell’epoca, rappresentata in particolare da Bernardo di Clairvaux.

  • Programma del Congresso (p. 7-10)
  • I. Gioacchino da Fiore tra storia ed escatologia
    • Cosimo Damiano Fonseca, Gioacchino da Fiore tra riforma del monachesimo e attesa della fine (p. 13-26)).
    • Bernard McGinn, Ratio and Visio: Reflections on Joachim of Fiore’s Place in Twelfth-Century Theology (p. 27-46).
    • Kurt-Victor Selge, Trinität, Millennium, Apokalypse im Denken Joachims von Fiore (p. 47-69).
  • II. Le relazioni di Gioacchino con la Chiesa, il papato e l’impero
    • Giancarlo Andenna, Dai Normanni agli Svevi (p. 73-92).
    • Giorgio Picasso, Gioacchino e i cistercensi (p. 93-104).
    • Valeria De Fraja, Le prime fondazioni florensi (p. 105-128).
    • Christoph Egger, Joachim von Fiore, Rainer von Ponza und die römische Kurie (p. 129-162).
  • III. L’orizzonte speculativo di Gioacchino: fonti e dottrine
    • Alessandro Ghisalberti, Monoteismo e trinità nello Psalterium decem cordarum (p. 165-182).
    • Gian Luca Potestà, La visione della storia di Gioacchino: dal modello binario ai modelli alfa e omega (p. 183-208).
    • E. Randolph Daniel, A New Understanding of Joachim: The Concords, the Exile, and the Exodus (p. 209-222).
    • Luigi Mantuano, Liturgia e storia nelle opere di Gioacchino da Fiore (p. 223-250).
    • Robert E. Lerner, Joachim and the Scholastics (p. 251-264).
  • IV. La diffusione del messaggio di Gioacchino da Fiore
    • Fabio Troncarelli, Il Liber figurarum tra “gioachimiti” e “gioachimisti” (p. 267-286).
    • Matthias Kaup, Pseudo-Joachim Reads a Heavenly Letter: Extrabiblical Prophecy in the Early Joachimite Literature (p. 287-314).
    • Marjorie Reeves, Joachimist Christology and Progressive Revelation (p. 315-326).
  • Conclusione
    • Roberto Rusconi, Gioacchino da Fiore tra Bernardo di Clairvaux e Innocenzo III (p. 329-343).
  • Opere citate (p. 345)
    Indice dei nomi (p. 369)

Atti del 5° congresso internazionale di studi gioachimiti, San Giovanni in Fiore, 16-21 settembre 1999

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