La città assediata

Poteri e identità politiche a Reggio in età viscontea

Andrea Gamberini
Collana: I libri di Viella, 35
Pubblicazione: Gennaio 2003
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Edizione cartacea
pp. 360, 15 schemi genealogici, 14x21 cm, bross.
ISBN: 9788883340734
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ISBN: 9788883349799
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Nella seconda metà del Trecento Reggio Emilia era una città con un debole controllo del suo contado, guidata da un’oligarchia e soggetta a un potere, quello dei Visconti, ancora nella fase sperimentale del suo sviluppo. Prendendo le mosse da una realtà periferica tanto dinamica e fluida, il volume affronta in modo originale il problema delle origini dello Stato e del mutamento politico nell’Italia tardomedievale. Ne emerge la vivacità della vita politica locale, animata da una pluralità di protagonisti – autorità cittadine, signori di castello, comunità rurali, magistrati e principe – in perenne competizione, disponibili ad alleanze, ma anche pronti a strumentalizzazioni reciproche.

Questo studio mette in luce la natura profonda del conflitto in atto, che opponeva non solo attori differenti, ma anche concezioni antagoniste del diritto e dell'autorità. Le fedeltà feudali, la protezione signorile dei rustici, la nozione cittadina di giursidizione, i nuovi attributi del principe affermati da Bernabò Visconti: sono queste alcune delle posizioni espresse nel dibattito sulla legittimità del potere che prende corpo nello stesso linguaggio delle fonti.

Allo stesso tempo si rileva che la competizione politica si sviluppava anche come concorrenza tra diverse identità di gruppo: i primi tentativi viscontei per trasformare i cives in sudditi non spensero, infatti, la coscienza di un’appartenenza cittadina, l’identità di lignaggio o la lealtà di fazione, che sia pure su piani diversi e spesso intersecanti continuarono a guidare gli uomini del tempo nella loro iniziativa.

  • Premessa
  • Abbreviazioni.
  • I. La comunità cittadina
  • Le strategie della città.
    • Le relazioni pericolose: la città e il suo podestà. Le rivendicazioni della città. Fra centro e periferia: la giustizia del podestà.
  • Squadra, fazione, cittadinanza: le identità plurime dei reggiani.
    • «Videntes ipsos potentes et largos in loquendo». La città e i lignaggi del contado. Identità forti e identità deboli.
  • Governo municipale e società cittadina.
    • Consigli e consiglieri: al governo del Comune. Un’oligarchia aperta.
  • II. Le signorie del contado
  • Fra arcaismi e modernità: le molte facce del potere signorile.
    • Governare col consenso. Una società ancora feudale. Le sorgenti della sovranità. Lo specchio dei tempi: qualche nota sulla Chiesa reggiana.
  • «Hec sunt opera nobilium Reginorum».
    • Identità guelfe e identità ghibelline: i da Sesso, i Boiardo e i Roberti. Ghibellini da sempre: i da Sesso. I Roberti di San Martino. I Boiardo. I Canossa. Prove di lignaggio. I Canossa di Bianello: l’ascesa di Gabriotto. I Canossa di Gesso. L’endogamia come scelta di sopravvivenza. Polvere di stelle. I da Bismantova. I Dallo. I della Palude. I Vallisnera. Tra Parma e Reggio: i da Correggio. I signori di Guardasone. I signori di Cavriago. I signori di Correggio, Fabbrico e Campagnola. I signori di Casalpò. Milites e usurai. I Gonzaga di Bagnolo e Novellara. Tra l’aquila e la vipera: i Manfredi. I signori dell’acqua: i da Roteglia. I Pico, signori della Mirandola. L’albero della discordia: i Fogliano. I signori di Gesso e Torricella. I signori di Dinazzano. I signori di Scandiano e Levizzano. I signori di Saltino e Fogliano. I signori di Baiso, Toano e Bebbio.
  • III. Il principe
    • Ideologia e prassi nel governo visconteo.
      • Bernabò e l’investitura di Reggio. Alle origini della politica feudale dei Visconti. «Honor Bernabovis». Una diversa idea di giustizia. Da Bernabò a Gian Galeazzo. Strutture e pratiche di governo a confronto.
  • Il principe e la città: un rapporto davvero preferenziale? Tre ambiti, una risposta.
    • Offici e officiali. Una riforma senza contropartite. Le scelte del principe.
  • Nota alle fonti
  • Schemi genealogici
  • Opere citate
  • Indice dei nomi
    Indice dei luoghi

Andrea Gamberini

Andrea Gamberini insegna Storia medievale presso l’Università di Milano. Con i nostri tipi ha pubblicato, fra gli altri, La città assediata (2003), Oltre le città (2009), La legittimità contesa (2016), e ha curato, con Isabella Lazzarini, Lo Stato del Rinascimento in Italia (2014).

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