Tesori

Forme di accumulazione della ricchezza nell’alto medioevo (secoli V-XI)

A cura di Sauro Gelichi e Cristina La Rocca
Collana: Altomedioevo, 3
Pubblicazione: 2004
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pp. 328, 52 ill. b/n, 14x21 cm, bross.
ISBN: 9788883340932
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Come venivano accumulati e conservati determinati beni materiali – preziosi, ma anche di uso comune – tra la tarda antichità e l’alto medioevo? A quale scopo venivano sottratti all’uso e alla circolazione? Quale valore potevano assumere questi “tesori” al di là di quello immediatamente economico?

Il termine tesoro è stato prevalentemente utilizzato in campo archeologico, ma la parola latina “thesaurus” compare anche con frequenza nelle fonti scritte, e il fenomeno si presta ad essere studiato da un punto di vista più generale di storia della mentalità e della cultura materiale. Esistono tesori “invisibili”, nascosti e gelosamente custoditi come forme di risparmio a lungo termine o per difenderli dal pericolo di furto o distruzione nei momenti di crisi. E tesori destinati ad essere accumulati o esibiti come manifestazione di status sia dai re e dai potenti laici che dagli ecclesiastici: abiti, ornamenti preziosi, ricchi corredi funerari, reliquiari, arredi liturgici, ma anche libri e carte d’archivio.

I tesori, dunque, non costituiscono insiemi di beni di univoca interpretazione; né è possibile fornire un’unica spiegazione (economica, votiva, culturale) per definire il senso e il significato di questo termine. Motivi contingenti, attitudini e consuetudini, aspetti economici o extraeconomici si muovono contestualmente, e spesso contemporaneamente, a caratterizzare questo fenomeno. I contributi qui riuniti presentano le diverse prospettive e i diversi linguaggi usati nel corso dell’alto medioevo nell’Europa occidentale – e in particolare in Italia – per raccogliere, nascondere, accumulare e distribuire alcuni oggetti di particolare rilevanza e valore simbolico.

  • Sauro Gelichi e Cristina La Rocca, Presentazione (p. 7-8).
  • Chris Wickham, Introduzione: tesori nascosti e tesori esposti (p. 9-18).
  • Sauro Gelichi, Condita ab ignotis dominis tempore vetustiore mobilia. Note su archeologia e tesori tra la tarda antichità e il medioevo (p. 19-45).
  • Stefano Gasparri, Il tesoro del re (p. 47-67).
  • François Bougard, Tesori e mobilia italiani dell’alto medioevo (p. 69-122).
  • Cristina La Rocca, Tesori terrestri, tesori celesti (p. 123-141).
  • Monica Baldassarri e Maria Chiara Favilla, Forme di tesaurizzazione in area italiana tra tardo antico e alto medioevo: l’evidenza archeologica (p. 143-205).
  • Gisela Ripoll, Il tesoro di Guarrazar. La tradizione dell’oreficeria nella tarda antichità (p. 207-240).
  • Alessia Rovelli, Tesori monetali (p. 241-256).
  • Nicoletta Giovè Marchioli, I libri del tesoro (p. 257-288).
  • Bibliografia (p. 289).
  • Indici, a cura di Maria Fiano (p. 308)
    • Indice dei nomi e dei luoghi
      Indice delle cose notevoli
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