Statuti di Cologna Veneta del 1432

con le aggiunte quattro-cinquecentesche e la ristampa anastatica dell’edizione del 1593

A cura di Bruno Chiappa
Collana: Corpus statutario delle Venezie, 19
Pubblicazione: 2005
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Edizione cartacea
pp. 470, 8 tav. f.t., 17x24 cm, bross.
ISBN: 9788883341489
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Contesa fra le città di Verona (dalla quale fu governata in età comunale e signorile) e di Vicenza (alla quale fu – ed è ancora – soggetta ecclesiasticamente), la cittadina di Cologna Veneta si trovò a partire dal 1405, dal momento cioè della costituzione del dominio veneziano di Terraferma, in una singolare posizione istituzionale: fu infatti allora costituita in podesteria autonoma, e aggregata al Dogado veneziano (sestiere di Dorsoduro). Questa condizione, che nei secoli successivi la cultura locale non mancò di mitizzare, ebbe influssi significativi sull’organizzazione politica e amministrativa di Cologna e della sua podesteria, e non fu estranea nel 1432 alla elaborazione del primo statuto della cittadina (sostanzialmente basato, peraltro, sulla tradizione normativa veronese). Il testo, pervenuto in una trascrizione dei primi decenni del Cinquecento, rimase sino alla caduta della repubblica veneta la spina dorsale della legislazione locale. Fu tuttavia ampiamente integrato da provvisioni delle magistrature veneziane e da riformagioni del consiglio cittadino; negli ultimi decenni del Cinquecento, la colta élite colognese provvide ad un’ampia revisione e alla prima edizione a stampa.

Nel presente volume si pubblica per la prima volta il testo quattrocentesco con le provvisioni aggiunte fra il 1442 e il 1587; ad esso si aggiunge la ristampa anastatica dell’edizione veneziana del 1593. I testi sono preceduti da un’ampia introduzione, che esamina il contesto politico, istituzionale e sociale di questa ‘quasi città’ della pianura veneta tra tardo medioevo ed età moderna.

  • Premessa, di Bruno Chiappa e Gian Maria Varanini
  • Cologna Veneta e i suoi statuti, di Gian Maria Varanini
    • 1. Premessa. 2. Cologna Veneta in età comunale e signorile: cenni. 3. Cologna Veneta e Venezia: la svolta del maggio-giugno 1405. 4. Gli inizi del Quattrocento: tracce dell’amministrazione veneziana. 5. Lo statuto del 1432: tra Venezia e Verona. 6. Applicazione e integrazione degli statuti di Cologna Veneta: l’assestamento iniziale (1432-1442 circa). 7. Le aggiunte quattro-cinquecentesche agli statuti e la vita amministrativa a Cologna Veneta sino al 1530 circa. 8. Dal 1530 alla stampa degli statuti (1593). 9. La riforma dello statuto e le circostanze della stampa (1585-1593). 10. La ristampa settecentesca. 11. Epilogo.
  • Descrizione dei codici e delle stampe
    • 1. Il ms. 578 della Biblioteca Bertoliana di Vicenza (=V). 2. Il ms. P.D. 538 c/2 (= C1) della Biblioteca del Civico Museo Correr di Venezia. 3. Il manoscritto P.D. 439b (=C2) della Biblioteca del Civico Museo Correr di Venezia. 4. La trascrizione tardosettecentesca di una volgarizzazione degli statuti (ms. P.D. 538 c /3 =C3). 5. La stampa del 1593. 6. La stampa del 1762.
  • Tavola di corrispondenza fra i codici V (con Aggiunte), C1, C2 e l’edizione a stampa del 1593
  • Statuti di Cologna Veneta del 1432
    • Liber primus
      Liber secundus
      Liber tertius
  • Provvisioni e aggiunte (codice V)
  • Indici, a cura di Bruno Chiappa e Anna Zangarini
    • Indice delle provvisioni e aggiunte
      Indice dei nomi di di persona
      Indice dei nomi di luogo e di persona
  • Statuti di Cologna Veneta del 1593 (ristampa anastatica)

Con un saggio introduttivo di Gian Maria Varanini

Gian Maria Varanini

Gian Maria Varanini insegna Storia medievale all’Università di Verona. Si interessa di storia politica e sociale del tardo medioevo, di storia della storiografia, di fonti documentarie medievali.

Anna Zangarini

Anna Zangarini (Verona 1950) è docente atto di Editing alla facoltà di Lingue dell’Università di Verona. Ha svolto attività redazionale e di traduzione per numerose case editrici e istituzioni di ricerca, tra le quali il Museo di Castelvecchio di Verona, l’Istituto storico italo-germanico in Trento, il Centro studi sulla civiltà del tardo medioevo di San Miniato (per il quale ha curato curato il volume La morte e i suoi riti in Italia tra medioevo e prima eta moderna, 2007), la Fondazione Cariverona, e collabora a pubblicazioni di storia locale. È redattrice della collana “Il Rinascimento italiano e l’Europa” (Fondazione Cassamarca - Angelo Colla editore). Dal 2005 cura l’editing di “Reti Medievali Rivista”.

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