Guelfi e ghibellini nell’Italia del Rinascimento

A cura di Marco Gentile
Collana: I libri di Viella, 52
Pubblicazione: Settembre 2005
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Edizione cartacea
pp. 708, 14x21 cm, bross.
ISBN: 9788883341816
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ISBN: 9788883345579
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Nella coscienza collettiva i guelfi e i ghibellini evocano insanabili discordie civili e feroci lotte intestine, e rappresentano il lato oscuro di quell’età comunale che per altri versi simboleggia un momento altissimo nella storia civile e politica d’Italia. La tradizione storiografica, da parte sua, ha spesso alimentato l’idea che questa coppia terminologica di sorprendente longevità non faccia che sopravvivere a se stessa già a partire dal Trecento. Eppure i contemporanei non cessano di utilizzare guelfi e ghibellini come chiave interpretativa degli avvenimenti fino al pieno Cinquecento. È davvero possibile, allora, che ben due terzi della parabola del binomio politico forse di maggior successo della storia italiana si riducano alla lenta agonia di parole così precocemente destituite di senso? È il principale interrogativo cui cerca di rispondere questo libro, che indaga la presenza e il rilievo dei guelfi e ghibellini nella politica interna ed estera degli stati dell’Italia centro-settentrionale nell’età del Rinascimento.

  • Guelfi, ghibellini, Rinascimento. Nota introduttiva di Marco Gentile (p. vii-xxv).
  • I. Origini, eclissi, ritorni
    • Rosa Maria Dessì, I nomi dei guelfi e ghibellini da Carlo I d’Angiò a Petrarca (p. 3-78).
    • Giovanni Rossi, «... partialitas in civitate est tanquam vermis in caseo...»: il giudizio (negativo) sulle fazioni politiche in Giovanni Nevizzano (1490 ca.-1540) (p. 79-108).
    • Claudio Donati, Tra urgenza politica e memoria storica: la ricomparsa dei ghibellini (e dei guelfi) nell’Italia del primo Settecento (p. 109-128).
  • II. Lombardia di fazioni
    • Francesco Somaini, Il binomio imperfetto: alcune osservazioni su guelfi e ghibellini a Milano in età visconteo-sforzesca (p. 131-215).
    • Andrea Gamberini, Da universale a locale. La metamorfosi del linguaggio politico delle Parti attraverso il caso reggiano (secoli XIV-XVI) (p. 217-248).
    • Marco Gentile, «Postquam malignitates temporum hec nobis dedere nomina…». Fazioni, idiomi politici e pratiche di governo nella tarda età viscontea (p. 249-274).
    • Massimo Della Misericordia, La «coda» dei gentiluomini. Fazioni, mediazione politica, clientelismo nello stato territoriale: il caso della montagna lombarda durante il dominio sforzesco (XV secolo) (p. 275-389).
    • Letizia Arcangeli, Appunti su guelfi e ghibellini in Lombardia nelle guerre d’Italia (1494-1530) (p. 391-472).
  • III. Casi italiani
    • Christine Shaw, The Roman barons and the Guelf and Ghibelline factions in the Papal States (p. 475-494).
    • Paolo Grillo, «Regnando la parcialità grande». La rinascita delle fazioni a Cuneo (fine XV-inizi XVI sec.) (p. 495-522).
    • Riccardo Musso, I «colori» delle Riviere: fazioni politiche e familiari a Genova e nel suo dominio tra XV e XVI secolo (p. 523-561).
    • Gian Maria Varanini, Nelle città della Marca Trevigiana: dalle fazioni al patriziato (secoli XIII-XV) (p. 563-602).
    • John E. Law, Guelfs and Ghibellines in Belluno c. 1400 (p. 603-624).
    • Serena Ferente, Soldato di ventura e «partesano». Bracceschi e guelfi alla metà del Quattrocento (p. 625-650).
  • Indice dei nomi a cura di Fabrizio Martello (p. 651)
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