Giuristi e politica nei comuni di Popolo

Siena, Perugia e Bologna, tre governi a confronto

Sara Menzinger
Collana: Ius nostrum, 34
Pubblicazione: Settembre 2006
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Edizione cartacea
pp. 384, 17x24 cm, bross.
ISBN: 9788883342004
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ISBN: 9788883347689
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Il libro si concentra sul rapporto che nei Comuni duecenteschi si instaura tra gli esperti di diritto e il governo delle proprie città. L’indagine ha per oggetto una fase specifica della storia comunale, la seconda metà del Duecento, quando molte città italiane danno vita a forme di governo popolari, caratterizzate dall’affermazione istituzionale di quella parte della cittadinanza generalmente dedita all’esercizio di un mestiere, che non si identifica e si oppone alla aristocrazia urbana (militia). L’interesse principalmente per tre aspetti, cioè il rapporto tra uomini di legge e potere, la dialettica tra identità sociale e ruolo politico del ceto dei giuristi, e più in generale la funzione attribuita al diritto nei governi di Popolo, ha suggerito l’importanza di un approccio comparativo, che mettesse al riparo dal rischio di un modello troppo condizionato da fattori locali. Da qui la scelta di lavorare su tre città (Siena, Perugia e Bologna) che, pur presentando affinità da un punto di vista politico-istituzionale, sono inserite in contesti regionali profondamente diversi.

Porre al centro della ricerca il funzionamento del sistema comunale e il ruolo del giurista al suo interno ha significato concretamente differenziare le tipologie di fonti a cui rivolgere l’attenzione, guardando, oltre alla produzione legislativa, la documentazione amministrativa e giudiziaria conservata negli archivi di queste tre città. È attraverso l’esame congiunto di questo materiale che si è cercato di ricostruire le forme istituzionali attraverso cui si esprime il coinvolgimento politico dei giuristi, la qualità del loro intervento, i problemi che derivano dall’enorme potere che, in certe fasi, esercitano le commissioni di esperti di diritto nella realtà comunale.

  • Introduzione
  • I. Posizione dei giudici in un Comune ghibellino: l’intervento politico degli iudices-domini di Siena nel passaggio dal governo podestarile a quello di Popolo
    • Introduzione
    • 1. Resistenza e fedeltà a Federico II: la posizione politica dei giudici senesi nel governo podestarile e filoimperiale
      • 1.1. Vigilanza sul personale forestiero. 1.2. Legittimazione di una politica d’espansione territoriale. 1.3. Autoreferenzialità dei giudici senesi nelle discussioni politiche della metà del XIII secolo
    • 2. Il problema del ricorso ai giudici con l’affermazione del governo di Popolo
      • 2.1. Denuncia contro il funzionamento della giustizia comunale: la comparsa dei «Sex boni homines de Populo». 2.2. «Iudices» e «Mercatores». 2.3. La diffidenza verso i «sapientes iuris». 2.4. Il ricorso ai giuristi per la definizione dei poteri del capitano e del podestà. 2.5. La magistratura dei tre «Iudices de Populo». 2.6. L’interpretazione dello statuto nel Consiglio.
    • Conclusioni
  • II. Definizione di una politica di Popolo: la funzione degli esperti di diritto di Perugia
    • Introduzione
    • 1. Presenza dei giuristi negli organi collegiali del Comune: continuità o frattura?
      • 1.1. Gli ordinamenti popolari del 1260 e il Collegio degli Anziani. 1.2. Forme di consultazione dei «sapientes» tra il 1256 e il 1262. 1.3. Il «Consilium Sapientum de Credentia». 1.4. Ruolo e composizione del Consiglio dei Sapienti.
    • 2. Identità professionale, sociale e politica dei «sapientes iuris» di Perugia
      • 2.1. Criteri di identificazione. 2.2. I giuristi nel Consiglio dei Sapienti. 2.3. Giuristi e «domini». 2.4. «Sapientes iuris», «domini» e Popolo.
    • 3. Ruolo politico dei giuristi
      • 3.1. «Sapientes iuris» locali e ufficiali forestieri. 3.2. Materie demandate alle commissioni di giuristi.
    • 4. Definizione di una politica giudiziaria
      • 4.1. La giurisdizione del capitano del Popolo e i poteri dei revisori delle sentenze negli anni Cinquanta e Sessanta del XIII secolo. 4.2. Denuncia dei revisori delle sentenze: la discussione del 1275 e gli statuti del 1279. 4.3. I poteri di inquisizione dei magistrati forestieri e l’annullamento delle sentenze di bando nello statuto del 1276, e nelle sedute del Consiglio dei Sapienti del 1277. 4.4. L’attacco del Popolo ai revisori delle sentenze nel 1278. 4.5. Il problema politico della revisione delle sentenze negli anni Ottanta del Duecento: la magistratura del Giudice Sgravatore. 4.6. L’annullamento delle sentenze dei chierici nell’ambito dell’attività giudiziaria e delle riflessioni dottrinarie di Alberto Gandino.
    • 5. Le forme e gli effetti delle consultazioni di giuristi
      • 5.1. Dai «consilia sapientum» alla produzione normativa. 5.2. Dal sapere accademico alla discussione politica. 5.3. I «consilia sapientum» come testimonianza della contiguità tra l’espressione politica e tecnica della cultura giuridica.
    • Conclusioni
    • Appendice. Nomi, titoli professionali e interventi in campo politico, diplomatico e giudiziario dei giuristi di Perugia attivi nella seconda parte del XIII secolo
  • III. Il ruolo dei giudici e dei doctores legum di Bologna nel funzionamento di un sistema politico popolare
    • Introduzione
    • 1. Sviluppi istituzionali e coinvolgimento politico dei giuristi dall’affermazione del podestà forestiero all’espulsione dei Lambertazzi (XII ex-1274)
      • 1.1. Il coinvolgimento politico dei giuristi bolognesi tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo. 1.2. Sviluppi istituzionali e politici della seconda metà del Duecento. 1.3. Un «consilium» politico: l’autorizzazione alla guerra.
    • 2. Trasformazioni istituzionali e produzione legislativa tra il 1282 e il 1286
      • 2.1. Gli Ordinamenti Sacrati del 1282. 2.2. L’attacco agli Ordinamenti antimagnatizi del 1283-1284. 2.3. La reazione all’attacco: la promulgazione degli Ordinamenti Sacratissimi nel dicembre 1284. 2.4. La produzione legislativa del 1285 e del 1286.
    • 3. I «sapientes» nei consigli: da consulenti occasionali a membri di fatto
      • 3.1. L’ambiguità del titolo di «sapiens». 3.2. Le commissioni di «sapientes» nel 1282. 3.3. Le commissioni di «sapientes» tra il 1284 e il 1287.
    • 4. L’intervento politico dei «sapientes iuris»
      • 4.1. Il ruolo dei giuristi nei consigli. 4.2. Diplomazia e protezione dei diritti comunali: la scomunica del 1284. 4.3. Interventi nella politica giudiziaria popolare.
    • 5. «Doctores legum» e «iudices»: stratificazione sociale delle professioni giuridiche
      • 5.1. Magnati, «milites», dottori in legge e altri ricchi. 5.2. «Iudices de Populo».
    • Conclusioni
    • Appendice I. Consiglio degli Anziani di Bologna: luglio-dicembre 1284. Appendice II. Commissioni di sapientes iuris convocate dagli Anziani nel 1282. Appendice III. Liste dei quaranta sapienti elencati per ogni singolo mese nel secondo semestre 1284. Appendice IV. Commissioni di giuristi nel 1284. Appendice V. La scomunica di Bologna del 1284
  • Conclusioni
  • Fonti
    Bibliografia

Sara Menzinger

Sara Menzinger è professore di Storia del diritto medievale e moderno presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università “Roma Tre”. Per i nostri tipi ha pubblicato, tra l’altro, Giuristi e politica nei comuni di Popolo (2006) e La Summa Trium Librorum di Rolando da Lucca (1195-1234). Fisco, politica, scientia iuris (con Emanuele Conte, 2012).

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