La tradizione smarrita

Le origini non scritte delle letterature romanze

Francesco Benozzo
Collana: La storia. Temi, 5
Pubblicazione: 2007
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Edizione cartacea
pp. 224, 12 ill. b/n, 15x21 cm, bross.
ISBN: 9788883342486
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ISBN: 9788883345210
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Che cosa hanno in comune gli anonimi cantori antichi come e più di Omero, i bardi e i druidi celti, i trovatori, e i poeti delle chansons de geste e dei romanzi arturiani? La risposta che qui si suggerisce è che questi professionisti della parola, prima orale e poi scritta, siano stati il tramite di una trasmissione culturale millenaria.

Utilizzando una metodologia innovativa che incrocia linguistica, antropologia e archeologia, l’autore prende in esame in una prospettiva inedita fonti che vanno dall’Età del Bronzo al pieno Medioevo, indaga la continuità e le strategie di trasformazione di motivi mitici e leggendari dall’età dei metalli (ma forse ancora più indietro nel tempo) ai secoli XI-XIII e propone una nuova interpretazione delle letterature medievali e delle radici europee.

  • Introduzione
  • I. Prima del Medioevo
    • I professionisti europei della parola poetica
      • 1. Da dove viene il trovatore? 2. I professionisti della parola: gli sciamani indeuropei. 3. I professionisti della parola nell’antica Gallia: bardi, vates, druidae. 4. Il sapere appreso dai professionisti della parola e i suoi riflessi nella struttura del canto. 5. Vestigia del canto sciamanico nella poesia europea dei secoli VIX e nella lirica romanza delle origini. 6. Una concordanza onomastica di lunga durata: lo sciamano, il bardo, il maestro di rune e il trovatore come “cantori-dei-confini”. 7. L’etimologia di trovatore e di trovare. Bibliografia.
  • II. Dal Paleolitico alle letterature dei secoli XI-XIII
    • 1. Strategie di trasformazione stilistica: dalle strofe in lingua gallica alla lassa epica romanza
      • 1. Il condottiero-corvo. 2. Caratteristiche dello stile epico celtico. 3. Caratteristiche dello stile epico romanzo. 4. Continuità dello stile eroico nell’area celto-romanza. Bibliografia.
    • 2. Strategie di trasformazione leggendaria: dagli eroi progenitori paleo-mesolitici alle storie medievali su re Artù
      • 1. Brennos e Belgios, gemelli divini paleoeuropei. 2. Sulle tracce di una continuità mitologico-storica: Beli / Belgios, Brân / Brennos. 3. Stratigrafie paleo-mesolitiche della leggenda arturiana. Bibliografia.
    • 3. Strategie di trasformazione rituale: dall’adorazione della dea al servizio d’amore trobadorico
      • 1. Persistenze di un’antropologia religiosa nell’amore cortese. 2. Quale dea? La divinità celto-romana dei guerrieri a cavallo. 3. Riflessi del culto di Epona nella concezione della dama trobadorica. 4. Altri riscontri folklorici. Bibliografia.
  • Conclusioni
  • Indici
    • 1. Autori, opere anonime, studiosi. 2. Personaggi storici, personaggi letterari, divinità. 3. Etnonimi. 4. Nomi geografici. 5. Forme linguistiche analizzate.
  • Referenze delle illustrazioni

Francesco Benozzo

Francesco Benozzo è ricercatore in Filologia Romanza all’Università di Bologna. Studioso di linguistica, antropologia e storia letteraria, è ideatore e direttore della rivista internazionale «Studi Celtici», e tra i fondatori del gruppo di ricerca sulla Teoria della Continuità Paleolitica delle lingue e culture indoeuropee.

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