Nel mondo dei trovatori

Storia e cultura di una società medievale

Linda M. Paterson
Collana: La storia. Temi, 8
Pubblicazione: Novembre 2007
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Edizione cartacea
pp. 432, 15x21 cm, bross.
ISBN: 9788883342493
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L’Occitania, che oggi è semplicemente la parte meridionale della Francia, nel Medioevo era una regione che disponeva di una lingua propria e che aveva elaborato una cultura originale e un’identità specifica a lungo difesa dalle pretese espansionistiche del regno di Francia. Ai trovatori occitani del XII secolo si deve l’invenzione dell’amore cortese e l’elaborazione di un nuovo linguaggio poetico capace di influenzare per secoli lo sviluppo della letteratura e della riflessione intorno all’amore in Europa: senza di loro non avremmo avuto lo Stil Novo toscano, Dante e Petrarca.

Questo libro è il primo studio a tutto tondo della società in cui i trovatori hanno vissuto e operato, un’area oggi ingiustamente trascurata e che non è, e soprattutto non era, soltanto una regione della Francia.

Il lettore vi troverà descritto, con stile piacevole ma approfondito, la vita delle corti – come quella di Guglielmo d’Aquitania, poeta e governante illuminato – in cui si incontravano nobildonne, trovatori e cavalieri, ma anche la vita quotidiana delle campagne, delle donne e dei bambini, la religiosità – oggetto di forti tensioni e conflitti culminati nella crociata contro i Catari – e il dinamismo culturale in ambito medico, letterario e filosofico di questo territorio che faceva da cerniera e da tramite culturale tra l’Europa cristiana e la Spagna ancora in parte musulmana.

  • Presentazione di Stefano Asperti
  • Ringraziamenti
  • 1. Introduzione. Occitania: identità e coscienza di sé
  • 2. Il “feudalesimo” occitanico
    • 1. Questioni e definizioni. 2. Proprietà e vassallaggio nell’epica occitanica. 3. I trovatori e le metafore del vassallaggio.
  • 3. I cavalieri e i combattenti non cavalieri
    • 1. La comparsa del cavaliere nell’Europa medievale. 2. Cavalieri e servizi cavallereschi in Occitania e Catalogna. 3. Il cavaliere, la guerra e le altre truppe.
  • 4. Il cavaliere e la cavalleria
    • 1. L’ascesa della cavalleria in Europa. 2. La cavalleria in Occitania.
  • 5. Le corti e i cortigiani
    • 1. Le corti dei trovatori. 2. La vita di corte. 3. Il personale di corte. 4. Trovatori e joglars. 5. I grandi festeggiamenti di corte.
  • 6. I contadini
    • 1. La terra e il lavoro. 2. I contadini nella letteratura occitanica. 3. Quali contadini. 4. Poderi e condizioni di vita dei contadini. 5. La signoria bannale.
  • 7. Le città
    • 1. L’espansione urbana nel XII secolo. 2. I cavalieri urbani. 3. Borzes e prosomes. 4. I mercati e le attività commerciali. 5. Gli artigiani e i piccoli commercianti. 6. I consoli. 7. Gli uomini di legge. 8. Gli ebrei. 9. Gli inservienti, i poveri e gli infermi. 10. Le città e gli uomini d’affari nella letterartura occitanica.
  • 8. I medici e la medicina
    • 1. L’Occitania e la trasmissione della medicina greco-araba. 2. Montpellier agli esordi. 3. I primi scritti medici in Occitania. 4. Gli ebrei occitanici e la medicina. 5. L’insegnamento della medicina. 6. Le attitudini e le condizioni professionali. 7. I tipi di medicina: l’approccio della ragione, dell’esperienza e della magia. 8. Il ruolo delle donne nella medicina. 9. La Chiesa e la medicina. 10. La chirurgia. 11. La dietetica. 12. Concetti medici e poesia trobadorica.
  • 9. Le donne
    • 1. Il potere politico ed economico. 2. Il matrimonio. 3. La religione. 4. L’educazione. 5. La letteratura. 6. Il lavoro. 7. La salute delle donne e l’esperienza del loro corpo.
  • 10. I bambini
    • Ariès e la coscienza dell’infanzia. 2. I bambini e la società nella letteratura occitanica. 3. La letteratura pediatrica, 1256-1315.
  • 11. Il clero, gli eretici e gli inquisitori
    • 1. La crisi gregoriana. 2. I vescovi. 3. I canonici. 4. Il clero secolare. 5. I monaci. 6. I frati mendicanti. 7. L’eresia catara. 8. Gli inquisitori.
  • Conclusione
  • Bibliografia
  • Indice dei nomi e dei luoghi

Edizione italiana a cura di Anna Radaelli
Presentazione di Stefano Asperti

Stefano Asperti

Stefano Asperti è professore di Filologia e linguistica romanza alla Sapienza-Università di Roma. Si è occupato principalmente di letteratura medievale catalana e di poesia lirica del Medioevo. Tra le sue pubblicazioni: Il trovatore Raimon Jordan, edizione critica (Mucchi 1990), Carlo I d’Angiò e i trovatori (Longo 1995), Le letterature medievali romanze d’area iberica (con V. Bertolucci e C. Alvar, Laterza 1999).

Edizione originale: Linda M. Paterson, The World of the Troubadours. Medieval Occitan society, c. 1100-c. 1300, Cambridge University Press, 1993.
Traduzione di Annalisa Agrati e Luciana Salmoiraghi

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