Studi per le «Sorti»

Gioco, immagini, poesia oracolare a Venezia nel Cinquecento

A cura di Paolo Procaccioli
Collana: Ludica: collana di storia del gioco, 8
Pubblicazione: Ottobre 2007
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Edizione cartacea
pp. 276, 67 ill. b/n e col., 21x29,7 cm, bross.
ISBN: 9788883342769
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Francesco Marcolini, l’editore di Pietro Aretino e di Sebastiano Serlio, nella Venezia del primo Cinquecento era per tutti l’“ingegnoso” per i suoi interessi notori nel campo della meccanica e dell’ingegneria. Nel 1540 a queste competenze affiancò quella di autore, e pubblicò a suo nome Le sorti intitolate giardino d’i pensieri. L’opera, mentre sembrava assecondare una tradizione popolare mai sopita, in realtà offriva al lettore un libro-gioco che poco aveva a che fare con le ansie astrologiche e l’interrogazione dei destini individuali, e molto invece con la passione figurativa e combinatoria. Avevano collaborato all’iniziativa vari artisti, rimasti tutti nell’anonimato salvo l’autore del frontespizio, Giuseppe Porta, e un poeta, Lodovico Dolce, indicato però in cifra.

La qualità altissima del prodotto, attestata da lettori di indubbia competenza quali Vasari e Doni, era in sé tale da garantirgli una adeguata fortuna editoriale (a cominciare dalla ristampa del 1550), ma le ingiunzioni dell’Indice intervennero presto a troncare la vitalità di ogni occasione sortesca, anche non ludica. Ciononostante la fortuna delle immagini sarebbe stata vasta e protratta ben oltre il secolo.

I saggi qui raccolti – che in questa collana si affiancano all’anastatica e al tomo dedicato all’edizione delle terzine – approfondiscono la figura dell’autore, illustrano le caratteristiche tecniche dell’iniziativa tipografica e ne ripercorrono le vicende editoriali, si interrogano sui rapporti con la tradizione filosofico-astrologica e sulla fortuna del genere, sull’apparato iconografico, sulla società che in esso si rispecchiava e sulle regole allora prodotte in materia di gioco e astrologia.

  • Premessa (p. vii)
  • L’autore
    • Paolo Procaccioli, Marcolini autore «ingegnoso» (p. 3-18).
  • L’opera
    • Serena Berrettini, Le «Sorti» come macchina ludica: regole e procedure (p. 21-38).
  • La stampa e la sua tradizione
    • Maria Cristina Misiti, La «diligenza» e i fogli «gentili». Per una lettura bibliologica delle edizioni cinquecentesche delle «Sorti» (p. 41-63).
    • Maria Goldoni, Il giardino dei pensieri, o l’«Accademia delle Scienze» (p. 65-73).
    • Lucia Nadin, Il giardino rivisitato. Marcolini a palazzo Savorgnan (p. 75-81).
  • La tradizione del genere
    • Marie-Cecile van Hasselt, Être/paraître, de fausses perceptions sous l’enseigne de la vérité (p. 85-97).
    • Christian Rivoletti, L’uno e il molteplice: il sistema dei destini incrociati tra Ariosto, Marcolini e Calvino (p. 99-110).
  • L’apparato iconografico
    • Enrico Parlato, Le allegorie nel giardino delle «Sorti» (p. 113-137).
    • Giorgio Masi, Le magnifiche sorti delle immagini (p. 139-156).
    • Angelo Papi, Le perigliose sorti del duca Ercole. Considerazioni a margine di una dedica (p. 157-171).
  • Le carte
    • Manfred Zollinger, Giocare il libro. I libri delle «Sorti» nell’editoria dei secoli XV-XVIII (p. 175-187).
  • La società e le sue regole
    • Tiziana Tibo, Il gioco nelle parole dei predicatori, dei maestri, dei legislatori italiani del Quattro e Cinquecento (p. 191-206).
  • Elenco delle abbreviazioni e regesto bibliografico (p. 207)
  • Elenco delle illustrazioni (p. 255)
  • Indice dei nomi (p. 257)

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