Stalinismo di frontiera

Colonizzazione agricola, sterminio dei nomadi e costruzione statale in Asia centrale (1905-1936)

Niccolò Pianciola
Collana: Media et Orientalis Europa, 3
Pubblicazione: Aprile 2009
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Edizione cartacea
pp. 552, 15x21 cm, bross.
ISBN: 9788883343520
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ISBN: 9788883347320
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Perché i nomadi kazachi soffrirono più di ogni altra popolazione sovietica la «rivoluzione dall’alto staliniana», e più di un terzo di loro, un milione e mezzo di persone, morì nella grande carestia all’inizio degli anni Trenta del Novecento? Quale fu la realtà delle politiche di «modernizzazione dall’alto» in Asia centrale, dove i popoli nomadi furono sottoposti a processi di «sedentarizzazione» guidata dallo Stato e di trasformazione culturale violenta? Quale fu l’importanza dell’eredità del colonialismo zarista in Asia centrale per le politiche di Lenin e Stalin? Che ruolo giocò la presenza di una vasta popolazione di contadini slavi, immigrati nella steppa centroasiatica negli ultimi decenni dello zarismo, nella tragedia kazaca? Come interagirono le politiche sovietiche delle nazionalità e le politiche economiche staliniane in Asia centrale?

Queste domande ruotano intorno al problema della natura ambigua dello Stato sovietico in Asia, un potere in parte neocoloniale e in parte decolonizzatore. Sulla base di anni di ricerche negli archivi ex sovietici della Federazione russa, del Kazakstan e dell’Uzbekistan, il libro prova a dare risposte a queste e ad altre questioni, affrontando l’evento più traumatico nella formazione dell’Asia centrale contemporanea.

  • Ringraziamenti
  • Introduzione. La grande migrazione slava in Asia (1892-1964)
    • 1. Stato, contadini e pastori. 2. «Nesso » rurale» e Statebuilding. 3. Struttura e fonti della ricerca. 4. La storiografia.
  • 1. La lotta per la terra (1892-1913)
    • 1. Il Turkestan e i suoi abitanti. 2. La migrazione dalle regioni slave dell’Impero. 3. Il 1905 e le riforme di Stolypin. 4. La stratificazione di una società di frontiera.
  • 2. Guerre e rivoluzioni (1914-1920)
    • 1. La guerra nelle retrovie. 2. La rivolta del 1916. 3. Il contesto della guerra civile. 4. Il «nesso coloniale» in Turkestan. 5. «Insegnavamo a vivere in modo nuovo e giusto e il popolo ci amava perché avevamo ragione»: il 1917. 6. La guerra civile.
  • 3. Pacificazione e decolonizzazione (1920-1922)
    • 1. I «comunisti musulmani» di Taškent. 2. Carestie, profughi e basmaèestvo. 3. La «riforma della terra e dell’acqua».
  • 4. La situazione economica negli anni Venti
    • 1. Dopo la catastrofe. 2. La popolazione. 3. Le relazioni economiche tra nomadi e contadini. 4. Le strategie economiche dei pastori.
  • 5. La politicizzazione della differenza etnica (1923-1927)
    • 1. Etnicità e territorio. 2. Nazionalità e risorse agricole. 3. La politica migratoria. 4. La «nativizzazione». 5. Alleanze e divisioni negli apparati locali. 6. Conclusione.
  • 6. Lo Stato all’attacco (1928-1929)
    • 1. La crisi dell’inverno 1927-1928. 2. La fine della «decolonizzazione». 3. La rivoluzione culturale: i costumi diventano crimini. 4. Il džut dell’inverno 1927-1928. 5. La campagna di ammassi: i contadini europei. 6. Disordini urbani. 7. La «debajzzazione». 8. L’Armata Rossa arruola i kazachi. 9. La riforma delle unità amministrative. 10. La riapertura del Kazakstan all’immigrazione. 11. Gli ammassi del 1928-1929.
  • 7. La «vertigine del successo» (1930-1931)
    • 1. La prima campagna di collettivizzazione totale. 2. La «sedentarizzazione». 3. L’arrivo dei «coloni speciali». 4. La collettivizzazione in Kirghizia. 5. La svolta del 1931. 6. Il meccanismo di impoverimento dei nomadi.
  • 8. La grande carestia (1931-1933)
    • 1. Fame, epidemie e fuga dei kazachi. 2. I percorsi dei profughi. 3. I bambini abbandonati. 4. Il ritorno dei profughi. 5. La politica di «sedentarizzazione» nel nuovo contesto. 6. La Kirghizia. 7. La gestione dei profughi di ritorno. 8. Le politiche dello Stato durante la carestia. 9. Gli «aiuti» alla popolazione. 10. Le cifre dello sterminio. 11. Il problema della catena di comando. 12. Conclusione: uno sguardo al post-carestia.
  • Conclusioni
    • 1. Pastori, contadini e Stato. 2. Superare il colonialismo con metodi coloniali. 3. Realismo politico e «utopie amministrative». 4. I paradossi del Kazakstan staliniano. 5. Le politiche sovietiche delle nazionalità e la «grande svolta». 6. Costruzione statale e costruzioni nazionali in Urss.
  • Glossario
  • Appendice statistica
  • Bibliografia e fonti Indice dei nomi

Niccolò Pianciola

Niccolò Pianciola si è formato alle Università di Torino, Napoli e Harvard e insegna Storia dell’Europa orientale all’Università di Trento.
e-mail: niccop@gmail.com

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