Porti di frontiera

Industria e commercio a Trieste, Fiume e Pola tra le guerre mondiali

Laura Cerasi, Rolf Petri, Stefano Petrungaro
Collana: Interadria. Culture dell’Adriatico, 9
Pubblicazione: Giugno 2008
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Edizione cartacea
pp. 216, ill b/n, 17x24 cm, bross.
ISBN: 9788883343582
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All’indomani della Grande Guerra, quali furono le conseguenze che lo spostamento dei confini orientali produsse nell’economia marittima della Venezia Giulia, dell’Istria e dell’area del Quarnaro? Dopo il tramonto dell’Impero asburgico, le città portuali “redente” soffrirono per la frammentazione politica dell’hinterland centroeuropeo e balcanico, per i contraccolpi della grande crisi mondiale e, ancora, nel 1938, per l’annessione dell’Austria al Großdeutsches Reich.

Gli autori del volume indagano le ricadute concrete di questa faticosa integrazione e rivolgono lo sguardo ai risultati della legislazione speciale che lo Stato italiano adottò a favore di Trieste, Fiume e Pola nell’intento di compensare, con la fondazione di nuovi stabilimenti produttivi, gli incerti proventi dei traffici via mare.

La strategia di questi interventi si ispirava ai provvedimenti che avevano fatto nascere Porto Marghera. Ma per i porti di Trieste, Fiume e Pola, anch’essi divenuti largamente dipendenti dall’intervento pubblico, gli esiti sarebbero stati difformi da quelli ottenuti dal porto veneziano. Se da un lato si registrarono alcuni effetti stabilizzanti, dall’altro le resistenze dei gruppi dirigenti locali e le dinamiche economiche generali rallentarono l’impianto di nuove zone industriali. Attraverso lo studio e il confronto dei tre casi emergono i tratti di un sistema portuale alto-adriatico che tra le due guerre appare segnato dalla difficile combinazione fra intenzionalità politiche, cicli economici e assetti internazionali.

  • Introduzione di Rolf Petri (p. 7-13).
  • Rolf Petri, Il sistema portuale del Medio e Alto Adriatico (p. 15-39).
  • Laura Cerasi, Una Porto Marghera per la “porta orientale”? Traffici e industria a Trieste (p. 41-119).
  • Stefano Petrungaro, Una cruciale periferia: Fiume (p. 121-173).
  • Stefano Petrungaro, Pola, il porto e la sua penisola (p. 175-214).

Rolf Petri

Rolf Petri insegna Storia contemporanea presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. I suoi interessi vertono sulla storia economica, sui processi di identificazione collettiva, sulla storia europea e del concetto di Europa.

Stefano Petrungaro

Stefano Petrungaro è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Storia dell’Università di Padova e collabora con il Dipartimento di Storia dell’Università di Zagabria. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Riscrivere la storia. Il caso della manualistica croata, 1918-2004 (Aosta 2006; trad. croata Zagabria 2009) e, con Laura Cerasi e Rolf Petri, Porti di frontiera. Il sistema portuale e industriale altodriatico tra le due guerre (Roma 2008); ha curato il volume Fratelli di chi. Libertà, uguaglianza e guerra nel Quarantotto asburgico (Santa Maria Capua Vetere 2008).

Laura Cerasi

Laura Cerasi è docente a contratto di Storia contemporanea presso l’Università di Udine, studia la cultura politica fra età liberale e fascismo, e la memoria e rappresentazione delle città nel Novecento.

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