Una città cosmopolita

Fiume e il suo fronte-mare nell’età dualistica (1870-1914)

Guido Zucconi
Collana: Interadria. Culture dell’Adriatico, 10
Pubblicazione: Giugno 2008
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pp. 120, 59 ill. b/n, 17x24 cm, bross.
ISBN: 9788883343599
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Nella cosiddetta “fase dualistica”, ovvero tra il 1870 e il 1914, il porto di Fiume vive un eccezionale momento di espansione che discende da un progetto ambizioso: realizzare il nuovo, grande scalo marittimo del Regno d’Ungheria.

Nello stesso periodo, anche la città cresce e si trasforma lungo un percorso parallelo che lega lo sviluppo del porto alla nascita e al consolidamento di un nuovo quartiere marittimo. Il vecchio centro murato si apre al mare dando forma ad un nuovo waterfront: se il porto viene disegnato in modo unitario, il nuovo quartiere marittimo è concepito da diversi operatori a partire da una serie di modelli architettonici di ispirazione internazionale.

L’ampiezza del disegno espansivo risulta facilmente leggibile nell’ampio catalogo di edifici che fanno da contorno alle attrezzature portuali: sedi di assicurazioni e di compagnie di navigazione, alberghi, edifici pubblici, teatri e altre strutture per il tempo libero, oltre ad un certo numero di residenze di pregio. Alla fine il nuovo fronte mare costituirà la più efficace testimonianza del grande sforzo di modernizzazione compiuto da una città che, sullo sfondo di un’identità tradizionalmente composita, consoliderà un carattere cosmopolita. Ad essa sembrano indissolubilmente legarsi le fortune economiche e commerciali del centro adriatico.

  • Premessa
  • 1. Il contesto e gli attori
    • Per un imperial-regio Adriatico . L’ascesa di una città outsider. Nuovi statuti per la città. Rappresentanza locale e potere centrale. Il porto dell’Ungheria. Le basi dello sviluppo commerciale.
  • 2. Il nuovo porto
    • Lo spostamento a ovest. Dai primi interventi al primo progetto. La realizzazione del porto Entrepôt. L’allacciamento alla ferrovia ungherese. Il raccordo Südbahn e la nascita dell’hôtellerie. La seconda fase di lavori. La realizzazione dei docks. La terza fase di lavori. Il nuovo nucleo industriale.
  • 3. La «urbs nova»
    • Un nuovo modello di crescita. Regolamenti e gestione edilizia. Il quartiere del molo. L’architettura, riflesso della grandeur. I servizi municipali. La costruzione del sistema scolastico. L’architettura, riflesso di contrasti latenti? Eccellenza magiara e fiumana. La città nel suo insieme.
  • 4. La «civitas mercatorum»
    • La piazza del commercio. La popolazione di una città in mutamento. Identità nazionali e identità fiumana. Dinastie familiari. Crisi e dissoluzione della pax etnica. La fine della città cosmopolita.

Guido Zucconi

Guido Zucconi è professore ordinario di Storia dell’architettura presso l’Università IUAV di Venezia. Studioso di storia della città e dell’architettura italiana, in particolare nell’Otto e Novecento.

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