Il patto con Geoffroy de Villehardouin per il Peloponneso 1209

A cura di Andrea Nanetti
Collana: Pacta veneta, 13
Pubblicazione: Giugno 2009
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Edizione cartacea
pp. 80, 4 tav. b/n f.t., 17x24 cm, bross.
ISBN: 9788883344008
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In senso stretto il documento qui edito, rogato nell’isola di Sapienza nel 1209, è una cartula manifestationis, un «atto costitutivo di obbligazione» che ratifica quanto deciso nella forma di giuramento di fedeltà di Geoffrey di Villehardouin allo stato veneziano. Con tale atto Venezia affermava la pienezza dei propri diritti su Corone e Modone con il loro modesto entroterra mentre il Villehardouin riceveva in feudo il resto del Peloponneso. Veniva così legittimata la nascita del principato d’Acaia e si chiarivano formalmente gli assetti esistenti.

Venezia era stata ben attenta a che il documento stipulato non ledesse in alcun modo le prerogative di cui disponeva. Nessuna rinuncia. Soltanto una concessione che manteneva integri tutti i diritti e faceva del principe di Acaia un proprio suddito. Quanto a Corone e Modone, se ne configurava una volta per tutte il ruolo fondamentale di «occhi della Repubblica» e punto strategico sulle vie che dalla laguna portavano la presenza veneziana oltre l’Adriatico. Tali sarebbero rimasti fino all’agosto 1500 quando vennero prese dalle truppe del sultano Bayazet II.

  • Premessa, di Gherardo Ortalli
    Il giuramento di Sapienza, i patti e la cultura politica veneziana
  • Introduzione, di Andrea Nanetti
    Il patto di Sapienza: dalla Quarta Crociata allo Stato da Mare
  • Documento
    1209 giugno, Sapienza
  • Fonti e bibliografia

Premessa di Gherardo Ortalli

Gherardo Ortalli

Gherardo Ortalli insegna Storia medievale presso l’Università di Venezia.

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