Studi di miniatura lombarda

Giovannino de Grassi. Belbello da Pavia

Antonio Cadei
Collana: Studi di arte medievale, 1
Pubblicazione: Dicembre 1984
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Edizione cartacea
pp. 212, 99 ill., 8 tav. f.t., 17x24 cm, bross.
ISBN: 9788885669055
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Giovannino de Grassi e Belbello da Pavia – che la committenza viscontea ha indissolubilmente legato all’offiziolo visconteo della Biblioteca Nazionale di Firenze – stanno ai capi opposti della secolare vicenda tardogotica lombarda: del 1370 è una delle prime miniature di Giovannino, intorno al 1470 si collocano le ultime opere note di Belbello. Di questa vicenda rappresentano anche due aspetti profondamente diversi per le vicende di lavoro e di vita, per il carattere e, soprattutto, per il modo in cui si rapportarono al proprio tempo e al proprio mondo: il primo in un’armonia di accordo che ne fa un esponente specifico; il secondo, invece, dal suo mondo si isolò progressivamente, in una parabola discendente da pittore di corte ad artista ospitato quasi per carità in cambio del suo lavoro.

  • Profili
    • Giovannino de Grassi. Belbello da Pavia
  • La formazione di Belbello
    • Una miniatura trascurata
  • Offiziolo Visconti: Giovannino e Salomone de Grassi
    • Iconografia dell’ornato. Lo stile di Giovannino de Grassi. Il maestro e la bottega. Corollari.
  • Offiziolo Visconti: i miniatori quattrocenteschi
    • Il maestro della Genesi. Il maestro del battesimo.
  • Il Maestro del De Natura Deorum e Michelino da Besozzo
    • Michelino.
  • Belbello 1430-35
    • Il Landau-Finally. Gli Acta Sanctorum braidensi e la bibbia estense. Il Maestro delle Vitae Imperatorum. Due artisti a confronto.
  • Il messale di Mantova e l’opera tarda di Belbello
    • I documenti. Le due fasi del messale. Le ultime opere e l’eredità di Belbello.
  • Note

Antonio Cadei

Antonio Cadei (1944-2009) è stato professore di Storia dell’arte medievale presso La Sapienza-Università di Roma. I suoi primi studi si indirizzarono al Tardogotico e al primo Rinascimento lombardo, continuando poi con contributi sul Bramante a Pavia, sulla teoria progettuale gotica a Bologna e Milano, sulla storia della miniatura lombarda nel Quattrocento. Ha in seguito ampliato i propri interessi all’architettura degli ordini monastici, in particolare quella cistercense e degli ordini mendicanti. Si è occupato anche di architettura militare e di architettura sacra templare. È stato socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei, redattore di «Arte medievale» e vicedirettore della Enciclopedia dell’arte medievale.

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