Sopravvivere nel Gulag

La resistenza quotidiana delle prigioniere ucraine

Oksana Kis’
Traduzione e cura di Simone A. Bellezza e Iryna Kashchey

In collaborazione con Memorial Italia
Collana: I libri di Viella, 451
Pubblicazione: Marzo 2023
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Edizione cartacea
pp. 376 + 16 ill. col., 15x21 cm, bross.
ISBN: 9791254690079
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Centinaia di migliaia di donne ucraine furono condannate al Gulag negli anni Quaranta e Cinquanta. Solo la metà di loro sopravvisse. Oksana Kis ha prodotto il primo studio sulla vita quotidiana delle prigioniere politiche ucraine nei campi sovietici.

Basato su memorie scritte, autobiografie e storie orali di oltre 150 sopravvissute, il volume descrive la resistenza delle donne alla brutalità delle condizioni dei campi, che si facevano forza non solo attraverso la conservazione dei costumi e delle tradizioni, ma anche superando spesso le differenze regionali e confessionali.

Questo libro costituisce un unicum nella storiografia sull’argomento, perché affronta direttamente e per la prima volta la questione di genere nei Gulag, e lo fa tramite l’ottica particolare della storia orale e della specificità nazionale ucraina. Si rivela una lettura fondamentale per conoscere, sempre in una prospettiva di genere, le strategie di sopravvivenza, adattamento e resistenza agli effetti disumanizzanti del Gulag.

  • Una svolta storiografica al femminile di Simone Attilio Bellezza
  • Nota all’edizione italiana
  • Introduzione
  • 1. La vita quotidiana delle donne nel Gulag nelle ricerche e nelle narrazioni individuali
    • 1. L’esperienza delle prigioniere politiche nel contesto post-sovietico
    • 2. Le “memorie dai campi” femminili come fonte d’informazione specifica
    • 3. Le autrici ucraine e la loro missione: da chi e per quale ragione sono composte le memorie
    • 4. Temi principali e lacune delle narrazioni femminili sul Gulag
    • 5. Impostazione teorica della ricerca
  • 2. Le condizioni della prigionia nelle carceri e nei campi negli anni Quaranta e Cinquanta
    • 1. Alloggio e situazione igienico-sanitaria
    • 2. Condizioni di lavoro e quote di produzione
    • 3. Nutrizione, stato di salute e assistenza medica
  • 3. L’identità nazionale e la fede cristiana in prigionia
    • 1. La solidarietà nazionale nel campo
    • 2. Legami con la patria
    • 3. Relazioni interetniche: solidarietà e attriti
    • 4. Preghiere e altre pratiche religiose
  • 4. Creatività e tempo libero
    • 1. Canzoni popolari e di prigionia
    • 2. La poesia delle prigioniere politiche
    • 3. Performance teatrali e celebrazioni
    • 4. Il ricamo e la sua funzione sociale
    • 5. Disegno e altre attività
  • 5. Umanità e femminilità in prigionia
    • 1. La disumanizzazione dei prigionieri
    • 2. Sostegno, solidarietà e sorellanza
    • 3. Un aspetto poco femminile
    • 4. Organizzare lo spazio come attività femminile
  • 6. Corpo, sessualità e amore
    • 1. La distruzione e la conservazione dei corpi delle donne in prigionia
    • 2. Abuso sessuale
    • 3. La sessualità come risorsa e rischio
    • 4. Relazioni con gli uomini
  • 7. La maternità dietro le sbarre: una benedizione maledetta
    • 1. Donne con bambini nelle prigioni e durante i trasferimenti
    • 2. “Mamme” nei campi
    • 3. Bambini prigionieri
    • 4. Separazione dai bambini
  • Conclusioni
  • Sigle e abbreviazioni
  • Testimonianze utilizzate
  • Glossario
  • Elenco dei luoghi di detenzione

In copertina: Foto di due prigioniere mandata dal campo di Tajšet, 1954 (elaborazione grafica). Archivio familiare di Marjana Bajdak.

Oksana Kis’

Oksana Kis’ è una storica e antropologa che si occupa di storia delle donne, antropologia femminista, storia orale e trasformazioni di genere nei paesi post-socialisti. è ricercatrice senior presso l’Accademia nazionale delle scienze dell’Ucraina e presidente dell’Associazione ucraina per la ricerca sulla storia delle donne.

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