Meridiana. 97. Terrorismo e mafia

Testata: Meridiana • Anno di pubblicazione: 2020
Edizione cartacea
pp. 274, ISBN: 9788833134666
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PDF • ISBN: 9788833134673
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La significativa ripresa del dibattito storico degli ultimi anni in materia di terrorismo e il mai arrestato dibattito giuridico sulla mafia hanno fornito l’occasione per avviare una riflessione contestuale e unitaria delle strategie di contrasto a questi due fenomeni. L’inedito confronto tra storici e giuristi presente in questo numero di «Meridiana» si propone di superare stereotipi, opporsi agli imperanti complottismi, uscire dalle narrazioni parziali e leggere in continuità, senza frammentazioni, la vicenda della repressione al terrorismo e alla mafia nell’Italia repubblicana.

La ricerca di una verità storica e di una giudiziaria riguarda fenomeni che presentano aspetti polivalenti, mettendo in evidenza la tentazione frequente dei giudici di avvalersi delle ricostruzioni storiografiche e, viceversa, degli storici di avvalersi di documenti normativi e di materiali giudiziari per analizzare vicende che vanno ben al di là dell’aspetto criminale. In questa stessa prospettiva, è possibile suggerire un’ipotesi di lettura relativa alle conseguenze dell’uccisione di Falcone rispetto alle cesure del sistema politico italiano nel corso del primo quarantennio repubblicano.

Del resto, la giustizia penale è solo l’ultimo anello della catena istituzionale del contrasto alla criminalità inteso come repressione legale: l’ottica del contrasto concorre infatti a definire le finalità del diritto e della giustizia penale, anche in un ordinamento liberale nel quale il principio di legalità e quelli del «giusto processo» hanno una funzione di garanzia di diritti di fronte all’autorità. La dimensione storica di questi problemi è peraltro tenuta presente per mostrare come la risposta penale sia stata in grado di determinare il successo delle istituzioni nella lotta al terrorismo. Al tempo stesso, la normalizzazione dell’eccezionalità e il suo divenire ossimoricamente perenne sul versante del diritto sostanziale e processuale disvelano aspetti sia positivi che negativi.

Un tipico prodotto di questo doppio binario è la figura del «pentito». Il pentitismo e la struttura delle imputazioni, la duttile applicazione del paradigma del reato associativo, il ricorso a maxi-inchieste e maxi-processi possono deformare gli scopi del rito penale in funzione politico-criminale. D’altra parte, da strumento fondamentale di indagine, diffuso e utilizzato già ai tempi della risposta al banditismo stragista, il sapere interno e intorno alle associazioni diveniva una chiave di volta per sconfiggere il terrorismo e, successivamente, per penetrare l’omertà delle strutture mafiose. In diversi contributi si richiama quindi l’attenzione sugli elementi di intreccio tra repressione al terrorismo e alla criminalità organizzata, sottolineando come la magistratura abbia avuto il merito di saper disegnare, sin dagli anni di piombo, strategie unitarie di indagine e di accusa, soprattutto attraverso la capacità di ricercare i «nessi» fra le vicende. Non mancano tuttavia aspetti critici e negativi. Tra tutti, il fatto che le «emergenze», anziché restare eccezionali ed «esterne», hanno invaso le strutture grammaticali del pensiero penalistico, sono entrate nel codice e poi nel suo «sistema» più generale.

  • 1. Tra giuristi e storici
    2. Verità degli storici e verità dei giudici
    3. La trattativa
    4. Il mondo di mezzo
  • Giovanni Mario Ceci, Verso il crollo della «Repubblica dei partiti»: le conseguenze della morte di Falcone sulla politica italiana
    • 1. Introduzione
      2. «La mafia non ha vinto»?
      3. Maggio ’92: le conseguenze della strage di Capaci sulla politica italiana
      4. Un (lungo) processo di delegittimazione
      5. Conclusioni
  • Domenico Pulitanò, Strategie di contrasto a terrorismo e mafia. Fra giustizia penale e storia
    • 1. Dicitori e cercatori di verità
      2. Modelli normativi di contrasto
      3. Strategie di contrasto al terrorismo degli anni di piombo
      4. La storia nel processo
      5. La storia nei processi come oggetto di indagine storica
  • Andrea Baravelli, Per una storia della risposta penale al terrorismo italiano (1976-82)
    • 1. La «risposta» dello Stato
      2. Lotta armata e risposta penale delle istituzioni: il processo di Torino come discrimine
      3. Nel pieno dell’attacco terrorista allo Stato: l’introduzione della legislazione speciale
      4. Una conclusione, nuove piste di ricerca
  • Renzo Orlandi, L’emergenza figlia delle garanzie? Riflessioni intorno alle norme e alle pratiche di contrasto alla mafia e al terrorismo
    • 1. La perenne emergenza
      2. Varietà dei fenomeni da contrastare e omogeneità delle strategie preventivo-repressive
      3. Il periodo detto dell’emergenza
      4. Cultura delle garanzie e spinte emergenziali. Doppio binario? O procedimento separato?
      5. Conclusioni
  • Gabriele Licciardi, La rivoluzione è finita, la guerra continua. Carceri, pentiti e dissociati 1980-87
    • 1. L’Angelo nero
      2. «Le masse operaie ci avrebbero seguito?»
      3. Né con (questo) Stato, né con le Br
      4. La dissociazione non è normalizzazione
      5. Dissociazione amorale e perdono
  • Paola Maggio, Uso della collaborazione processuale e dialogo fra magistrati nel contrasto al terrorismo e alla mafia
    • 1. Premessa
      2. Proiezione mediatica dei riti e giudici protagonisti
      3. Le costanti (e le variabili) della collaborazione processuale
      4. Il massimario per la verifica delle dichiarazioni dei correi e la rotazione dei ricorsi
      5. Punti di non ritorno?
  • Andrea Marino, Il «caso Cirillo». Il «laboratorio» Br, l’incontro con la camorra e la politica criminale
    • 1. Il «laboratorio» Br nella Napoli del terremoto e delle tensioni sociali
      2. La convergenza Br-Nco e l’obiettivo «Cirillo»
      3. La «trattativa»
      4. Il caso Cirillo nello spazio pubblico
  • Giovanni Tamburino, Terrorismo vinto, mafia non vincente. Possibilità e limiti di un confronto
    • 1. La verità come ricerca
      2. Strategia e complotto
      3. La strategia della tensione
      4. Sui Servizi segreti
      5. La democrazia ha vinto?
      6. Conclusioni
  • Antonino Blando, La sottile linea rossa. Storie di confidenti, infiltrati e traditori nella lotta al crimine organizzato
    • 1. La verità investigativa
      2. La verità giornalistica
      3. La trattativa
      4. La verità giudiziaria
      5. Il processo alla trattativa
  • Massimo Donini, Mafia e terrorismo come «parte generale» del diritto penale
    • 1. La normalizzazione inclusiva del diritto penale del secondo Novecento
      2. Il problema degli interi «microsistemi autonomi di eccezione» e il ruolo costituzionale della giurisdizione
      3. L’esperienza del diritto penale dell’emergenza: tra eccezioni alle regole e sistemi di eccezione
      4. Il modello del diritto penale del nemico nella costruzione di Günther Jakobs nella lettura processuale di Piero Gaeta
      5. La disciplina della criminalità organizzata (e del terrorismo) quale tipico diritto penale di lotta
      6. La logica d’autore come essenza del reato associativo e il ruolo del concorso esterno
      7. Le nuove norme di una parte generale di eccezione «normalizzata»
      8. Conclusione
  • Saggi
    • Donato Di Sanzo, Gli accordi di Lavello (1989). Sindacato e braccianti agricoli stranieri tra Puglia e Basilicata
      • 1. Immigrazione straniera e agricoltura tra Puglia e Basilicata fino alla seconda metà degli anni ottanta
        2. L’estate del 1989 e l’iniziativa del sindacato: la sottoscrizione degli accordi di Lavello
        3. Epilogo: una buona prassi riconosciuta e una «rimozione collettiva» dell’esperienza di Lavello
    • Valeria Piro, Politiche migratorie e disfunzioni funzionali. Il caso della legge Martelli
      • 1. Inroduzione
        2. La genesi della legge
        3. Le novità apportate dalla legge Martelli
        4. Conclusioni
  • Gli autori di questo numero
  • Summaries