Meridiana. 100. Storia e scienze sociali

Testata: Meridiana • Anno di pubblicazione: 2021
Edizione cartacea
pp. 280, ISBN: 9788833138213
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PDF • 9788833138220
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Il rapporto tra storia e scienze sociali è la marca distintiva di «Meridiana». Per questa ragione abbiamo deciso di farne il tema centrale del numero 100 della rivista, nella convinzione tuttavia che esso stia acquisendo una nuova rilevanza, soprattutto se declinato in termini di interdisciplinarietà. Il fascicolo propone quindi un ricco itinerario di temi e problemi. Il percorso prende avvio con una riflessione sul rapporto tra natura e società, richiamando il dibattito sull’Antropocene e il dialogo con altre conoscenze disciplinari. In particolare sono messe a fuoco le relazioni tra scienze naturali e scienze sociali, sottolineando la crescente necessità di assegnare a queste ultime un ruolo più centrale nelle questioni relative all’ambiente. In un altro contributo si mostra come le scienze sociali siano state meno «coraggiose» di quelle naturali, non riuscendo a cogliere e a prendere sul serio l’importanza delle scoperte della fisica quantistica. Da queste analisi emerge la preoccupazione di recuperare la dimensione applicativa del sapere delle scienze sociali, la loro capacità di presidiare il senso comune e di prendersi cura del reale.

L’attenzione si sposta poi sul dibattito sull’eurocentrismo e la «provincializzazione dell’Europa». Il punto di vista storiografico è messo qui a confronto con la prospettiva degli studi postcoloniali, a una parte importante dei quali viene rimproverato un orientamento destoricizzato e decontestualizzato. Si evidenzia in questo caso un difetto di comunicazione e integrazione tra discipline diverse. Un esempio ben riuscito di pratica interdisciplinare riguarda invece lo studio dei processi di costruzione sociale del male, affrontato prendendo in esame le rappresentazioni simboliche tipizzate che alimentano l’immaginario sociale e si diffondono con successo nella sfera pubblica. Un’altra lettura interdisciplinare è relativa alla riscoperta del pensiero utopico da parte delle scienze sociali. L’utopia può essere un potente antidoto contro il «principio rassegnazione», evocando l’importanza del futuro come progetto individuale e collettivo. Viene poi problematizzata la crisi della democrazia, contestualizzando il ruolo politico dello Stato e la questione dei differenziali di potere tra governanti e governati. Spostandoci sul versante del funzionamento dell’economia, è proposta una critica dell’idea di homo economicus, soprattutto del fatto che gli economisti la difendano senza troppo curarsi dei danni sociali che produce. Successivamente l’attenzione è rivolta ai processi di mutamento sociale, indagati attraverso l’analisi dei reticoli sociali e gli strumenti messi a punto dalla microstoria e dalla storia orale. Un altro contributo si sofferma sull’approccio biografico, considerato come prospettiva teorica e metodologica per studiare il mutamento politico. E un altro ancora approfondisce la sociologia di Norbert Elias.

Come rivelano nel complesso i saggi di questo numero, la ricerca interdisciplinare richiede capacità di apertura e di dialogo. Non si tratta di annullare i confini delle discipline, quanto di creare condizioni e possibilità che ne consentano un superamento o, quantomeno, un attraversamento, incentivando pratiche conoscitive orientate alla contaminazione dei saperi. È quello che da sempre cerca di fare «Meridiana».

  • Rocco Sciarrone, Tra storia e scienze sociali: ponti, porte e finestre  
    • 1. Introduzione
    • 2. Percorsi, temi e problemi
    • 3. Il particolare e il generale
    • 4. La spiegazione, il mutamento sociale e l’ordine del tempo
    • 5. La ricerca pubblica e applicata
    • 6. Una nota conclusiva sulla ricerca interdisciplinare
  • Gabriella Corona, Natura e società: una sfida per gli storici
    • 1. Alle origini del dibattito sull’Antropocene
    • 2. Ripensare i rapporti tra natura e società
    • 3. Storia della natura e storia degli esseri umani
    • 4. Environmental history o storia dell’Antropocene?
    • 5. Oltre il divide
  • Piero Vereni, Anche Boas è stato a Helgoland. Le scienze sociali e l’audacia epistemologica
    • 1. Scienziati sull’isola
    • 2. Dal nome al verbo
    • 3. Memento audere semper! O no?
    • 4. Conclusioni: presidiare il senso comune
  • Patrizia Delpiano, Dall’eurocentrismo alla provincializzazione dell’Europa. Gli studi postcoloniali e la storia
    • 1. Introduzione
    • 2. Orientalismo ed eurocentrismo
    • 3. L’eurocentrismo nel global turn
    • 4. Sulle origini dell’eurocentrismo
    • 5. Conclusioni
  • Francesco Benigno, Tra storia e scienze sociali: la costruzione sociale del male
    • 1. La costruzione del male
    • 2. Pensare la tipizzazione
    • 3. Come nascono le rappresentazioni simboliche tipizzate?
    • 4. Identificazione
    • 5. Repressione
    • 6. Conclusioni
  • Manuela Ceretta, Al di là del principio rassegnazione: la riscoperta dell’utopia da parte delle scienze sociali
    • 1. «Le grandi rivoluzioni diventeranno rare» o del principio rassegnazione
    • 2. Nostalgia e retrotopia
    • 3. Come l’Araba Fenice o della resilienza dell’utopia
    • 4. L’utopia come compito e l’utopia come metodo
    • 5. Utopie al plurale, utopie come processi e... utopie senza utopisti
  • Alfio Mastropaolo, Come la storia può aiutarci a intendere lo stato attuale dei regimi democratici
    • 1. Crisi, democrazia e storia
    • 2. La prima riduzione del differenziale
    • 3. Dalla grande pacificazione del suffragio al ripristino dei differenziali di potere
    • 4. Mercato totalitario?
  • Maurizio Franzini, L’homo economicus, le sue conseguenze e l’indulgenza degli economisti
    • 1. Introduzione
    • 2. Homo economicus: un’ipotesi da abbandonare?
    • 3. L’egoismo disciplinato: la «mano invisibile»
    • 4. L’invisibile «mano invisibile»: egoismo e potere di mercato
    • 5. Purché cresca il Pil...
    • 6. Per concludere
  • Gabriella Gribaudi, I ricercatori, i soggetti e la polifonia delle voci nella storia. Oltre i confini delle discipline
    • 1. Storia, antropologia, microstoria
    • 2. Il Mezzogiorno, gli studi di comunità, i mediatori
    • 3. La storia orale, le scienze sociali e la memoria
    • 4. Memorie traumatiche, empatia, distanza
  • Irene Bono, Statisti fuori dal governo e frontiere della politica. Per un approccio biografico al mutamento politico
    • 1. Introduzione
    • 2. La costruzione degli attori del mutamento, un retaggio biografico inespresso
    • 3. Come leggere il mutamento politico da una prospettiva biografica?
  • Angela Perulli, Perché la sociologia non può non essere storica: la lezione di Norbert Elias
    • 1. Premessa
    • 2. Sociologia storica o sociologia?
    • 3. Gli strumenti figurazionali della sociologia tra processi, interdipendenze e vita quotidiana
    • 4. Tra sociogenesi e psicogenesi: esempi di figurazione
    • 5. Qualche considerazione finale
  • Biblioteca
    • Davide Arcidiacono, Eolico e professionisti della green economy: il «vento forte» della rivoluzione verde
      • 1. Un tema sempre più rilevante
      • 2. Transizione ecologica e nuove professioni
      • 3. Questioni aperte e piste di ricerca
    • Andrea Di Lorenzo, Dimenticare il presente, monetizzare il futuro: una teoria del fallimento nell’era digitale
      • 1. Ripensare il fallimento come fenomeno culturale
      • 2. Negare e valorizzare: il fallimento nella cultura imprenditoriale
      • 3. Conclusioni: «Failure as identity, not calamity»
  • Gli autori di questo numero
  • Summaries

In copertina: dettaglio Rooms by the Sea di Edward Hopper.

Tra storia e scienze sociali: ponti, porte e finestre
Rocco Sciarrone

The relationship between history and social sciences, which has always been central to «Meridiana», is acquiring a new relevance, especially if it is declined by addressing the question of interdisciplinarity. This introductory essay proposes an itinerary of themes and problems, which focuses attention on the relationships between different disciplinary fields. The main topics discussed are: the connection between particular and general, the different levels of scale, the problem of the explanation, the study of social change, the different regimes of temporality, the public and applied dimension of historical and social research. In conclusion, the conditions that make interdisciplinary research practices possible are problematized. To this end, the «bridges» are certainly needed, but the «doors» are even more useful, allowing for more fruitful cooperation between different kinds of knowledge.

Keywords: History and social sciences; Temporality; Public and applied research; Interdisciplinarity.