Critica del testo. XV/3, 2012. Fra Autore e Lettore
La filologia romanza nel XXI secolo fra l’Europa e il mondo

Testata: Critica del testo • Anno di pubblicazione: 2012
Edizione cartacea
pp. 392, ISBN: 9788867280421
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Il testo fra Autore e Lettore
Roberto Antonelli

Il testo fra Autore e Lettore
L’A. pone in discussione il concetto e l’ideologia dell’auctor, sia nei suoi presupposti storico-culturali sia nelle conseguenze che tali presupposti hanno avuto nell’elaborazione della critica del testo da Lachmann fino a Bédier e all’ecdotica post-bédieriana. Conclude proponendo un’inversione di prospettiva: da una filologia dell’Autore ad una filologia del Lettore.

The author discusses the very conception of the auctor, its historical and cultural foundations and the influence such foundations had on the theory of textual criticism from Lachmann to Bédier and beyond. The proposal is to reverse the issue and attempt now not a textual criticism based on the author but one based on the reader.


Impegni vecchi e nuovi per una disciplina di formazione, e il ruolo delle riviste
Valeria Bertolucci Pizzorusso

Impegni vecchi e nuovi per una disciplina di formazione, e il ruolo delle riviste
Il saggio discute dei metodi della filologia romanza (arricchitasi ultimamente degli strumenti d’indagine sui manoscritti medievali, che forniscono una notevole quantità di nuovi dati all’elaborazione del filologo) e della ricezione della disciplina nell’ordinamento degli studi. In esso piuttosto che venire riconosciuta la sua indubbia funzione formativa si tende a frammentare lo studio in settori separati, consentendo solo qualche analisi comparatista in prospettiva europea. L’autrice avanza anche proposte riguardo al ruolo delle riviste (cartacee e on-line) e fornisce una sintetica scheda di «Studi Mediolatini e Volgari», rivista fondata del 1953, e attualmente da lei diretta.

The author discusses the methodology and scientific standing of Romance Philology and its role within the university curriculum which often – far from reflecting its cultural relevance – tends to be fragmented in several disciplines which lend themselves only to some comparative studies in a European perspective. The author discusses also therole of periodicals (both on paper and on-line) and provides a synthetic description of «Studi Mediolatini e Volgari», founded in 1953, and currently edited by her.


La centralità degli studi sul testo nella tradizione e nelle prospettive della filologia romanza
Luciana Borghi Cedrini

La centralità degli studi sul testo nella tradizione e nelle prospettive della filologia romanza
Gli studi sul testo sono centrali nella tradizione e nelle prospettive della filologia romanza; in questo senso, la visione comparatistica, la collocazione storico-letteraria e l’attenzione alla forma linguistica trovano la loro collocazione. Questo metodo “tradizionale”, storicistico e positivo, ha consentito anche l’allargamento dei nostri studi verso l’individuazione dei livelli di significato del testo, del mutamento che la trasmissione vi introduce, della mentalità e dei miti che vi sono sottesi e delle aspettative del suo pubblico. L’esperienza scientifica di d’Arco Silvio Avalle ha mostrato a tutti dove possono condurre degli studi fondati sul testo. Lo statuto storico e positivo naturalmente può comportare delle restrizioni dal punto di vista ricostruttivo e anche da quello critico, ma si tratta di limiti costitutivi, aldilà dei quali, di fatto, la filologia cessa di essere tale.

Studies on the text are central in the tradition and in the future of romance philology; in this view comparative remarks, literary history and linguistic analysis will find their place from textual studies. This traditional method, based on historical and positive researches, has also enlarged the perspective of our studies toward analysis of levels of signification of the text, of the changes made by its tradition, of its culture and mythologies and the expectation of its public. The scientific experience of d’Arco Silvio Avalle has showed to all us where studies based on the text can lead to. The historical and positive point of view can obviously involve some restrictions in the fields of the reconstruction and the interpretation of the text, but this concerns the status of our discipline, beyond which philology simply cease to be.


La filologia e l’ora della leggibilità
Antonio Pioletti

La filologia e l’ora della leggibilità
Dall’esigenza di comprendere la natura della Crisi dell’oggi e i caratteri del conflitto fra paradigmi culturali antitetici che attraversa il campo dei saperi, lungo le suggestioni calviniane sul senso della letteratura, si ripercorrono le acquisizioni maggiormente fondanti che agli inizi del nuovo Millennio segnano il campo degli studi di filologia romanza. La loro fecondità viene verificata rispetto ai terreni della dialettica fra uno e molteplice, del rapporto fra presente e passato, della ridefinizione della filologia come filologia della ricostruzione della leggibilità.

This paper starts from the need to comprehend the nature of today’s crisis and the characteristics of the conflict between antithetical cultural paradigms which invests the field of knowledge. It is inspired by Calvino’s suggestions on the meaning of literature. The paper offers a survey of the most important acquisitions made in the field of romance philology at the beginning of the new Millennium. The fertility of these acquisitions is discussed in the context of the dialectic between the one and the many, the relationship between present and past, the redefinition of philology as philology of reconstruction of readability.


Scienze del testo e scienze umane: prove di matrimonio
Nicolò Pasero

Scienze del testo e scienze umane: prove di matrimonio
L’intervento segue la storia della rivista «L’Immagine Riflessa », dalla prima serie (sottotitolata «Rivista di sociologia dei testi»), di predominante impostazione sociologico-letteraria, all’attuale seconda serie (sottotitolata «Testi, società culture»), in cui occupa maggior spazio l’antropologia della letteratura.

This paper sums up briefly the evolution of the journal «L’Immagine Riflessa», from the first series (subtitled «Rivista 374 Riassunti – Summaries di sociologia dei testi»), primarly interested in the sociology of literature, to the current second series («Testi, società, culture»), where a cultural-anthropological perspective prevails.


Filologia romanza e (è) letteratura comparata
Maria Luisa Meneghetti

Filologia romanza e (è) letteratura comparata
L’analisi di un volumetto poco conosciuto del filologo e glottologo Giacomo De Gregorio (1893), nel quale per l’allora nuovissima disciplina denominata Storia comparata delle Lingue e Letterature neolatine veniva propugnato l’ancoraggio ai principi della comparatistica, offre lo spunto per una riflessione su come possa oggi proporsi il tema del rapporto tra la Filologia romanza e lo studio delle Letterature comparate, o, meglio ancora, su quali possano essere le migliori strategie e tipologie d’approccio di una solida ricerca di tipo comparatistico condotta nell’ambito delle letterature romanze medievali.

This paper deals with the analysis of a little known booklet written by the philologist and glottologist Giacomo De Gregorio (1893), in which he proposed to connect the very new branch of learning named Storia comparata delle Lingue e Letterature neolatine with the principles of the Comparative Litteratures. Such an analysis suggests us how the topic of the relationship between Romance Philology and the study of Comparative Litteratures can be now proposed, or, rather, what are the best strategies and ways to approach a sound research in the field of the medieval romance litteratures from a comparative point of view.


«Verba» y la filología gallega
Ramón Lorenzo

«Verba» y la filología gallega
L’A. presenta la rivista «Verba» e analizza i motivi per cui è stata creata, la sua struttura e i cambiamenti organizzativi realizzati nel corso degli anni. Analizza, quindi, il contenuto dei volumi, facendo riferimento alle lingue adoperate e al numero degli articoli dedicati ad ogni lingua, con delle statistiche che dimostrano la preponderanza degli studi sullo spagnolo. Continua con i 67 “Anessi” pubblicati, in cui dominano gli studi sul gallego. Di seguito, si sofferma sull’indicazione dei lavori relativi alla filologia medievale, che appaiono nella rivista e negli annessi; infine, descriva i parametri di valutazione delle riviste, criticando lo scarso valore tributato alle riviste di materie umanistiche.

The article consists of a brief exposition of «Verba», analysing the reasons of its creation, its structure and the changes it underwent over the years. Attention is also paid to the contents of the volumes so far published and to the languages used and the number of articles devoted to each language: the statistics indicate a preponderance of studies on Spanish. Information in given about the 67 annexed volumes in which studies on Galician language predominate and the studies on Medieval Philology included in «Verba» and in its annexed volumes. The article concludes with notes on the Reviews Scoring System and Procedure which confirm their inadequacy for the evaluation of journals devoted to the Humanities.


Rifondare la disciplina, al di là delle tecniche?
Luciano Rossi

Rifondare la disciplina, al di là delle tecniche?
L’articolo è incentrato sulla necessità di rivedere i rapporti fra filologia, filosofia ed ermeneutica, al fine d’una rifondazione della nostra disciplina che vada al di là delle tecniche oggi in auge. Una riflessione particolare è riservata all’opera di Friedrich Schlegel.

The present article focuses on the need to review the relationship between philology, philosophy and hermeneutics, in order to revising a very extensive overhaul of our discipline, far beyond the techniques now in wide use. Particularly detailed consideration is given to the work of Friedrich Schlegel.


La storia paradossale di «Romance Philology» negli Stati Uniti
Barbara De Marco

La storia paradossale di «Romance Philology» negli Stati Uniti
La rivista «Romance Philology» fu fondata da Yakov Malkiel nell’anno di 1947 all’Università di California, Berkeley, con lo scopo di perpetuare una tradizione intellettuale interamente europea in un ambiente del tutto americano. Negli anni seguenti, «Romance Philology» aggiunse nuovi interessi a quelli tradizionali, in particolare lo studio e la ricerca delle lingue romanze nelle Americhe. La rivista continua a mettere in evidenza il duplice binario di ricerca improntato sul Vecchio e sul Nuovo: nel 1996 uscì il numero inaugurale di una nuova serie su “La Romania Mediterranea”; nel contempo un folto numero di articoli su testi spagnoli sei- e settecenteschi relativi al Sudovest americano attiravano nuovi lettori alla rivista. Mentre la disciplina tradizionale di Filologia romanza sta cedendo il passo negli Stati Uniti a ricerche più alla moda, «Romance Philology» mantiene salda la sua posizione di rivista più prestigiosa in ambito specialistico americano dedita allo studio delle Letterature medievali romanze e alla Storia delle lingue romanze, con riferimento all’Europa o alle Americhe.

The journal «Romance Philology» was founded by Yakov Malkiel in 1947 at the University of California, Berkeley, for the avowed purpose of continuing a completely European intellectual tradition in a completely American setting. Over the course of the next years, «Romance Philology», while still maintaining its traditional interests, introduced a new consideration to the discipline of philology: the history and development of the Romance languages in the Americas. The journal continues to emphasize its twin focus on the Old and New Worlds: 1996 saw the appearance of the inaugural issue of a series on “Romania Mediterranea”; at the same time, a concentration of articles on early Spanish texts from the American Southwest gained a new audience for the journal. As the traditional discipline of Romance philology yields to newer academic trends in universities throughout the United States, the journal of «Romance Philology» continues to maintain its position as the premier journal for publishing studies of medieval Romance literatures and the historical development of the Romance languages, whether that history occurred in Europe or in the Americas.


La «Vox Romanica»: rivista di filologia svizzera e la visione di una filologia oltre i confini
Rita Franceschini

La «Vox Romanica»: rivista di filologia svizzera e la visione di una filologia oltre i confini
Il contributo presenta una breve cronistoria della rivista di filologia «Vox Romanica», di emanazione elvetica, fondata nel 1936 come risposta contro la chiusura intellettuale di quegli anni. Si illustrano l’avvicendamento delle redazioni e le costanti delle linee editoriali. Alla fine, si delinea una filologia linguistica aperta a fenomeni di contatto, allo scambio comunicativo, da cui dovrebbe partire ogni ricognizione filologica.

The contribution aims at presenting a brief chronicle of the philological journal «Vox Romanica», which was founded in Switzerland in 1936 in response to the intellectual restrictions of those years. The article illustrates alternations in the editorial board, and an underlying continuity in the editorial stance itself. The contribution closes with some reflections regarding the future of philology: a philology which is open to contact phenomena and the interactive exchange from which each philological work should take its departure.


Passato e prospettive delle «Lettres Romanes»
Gian Paolo Giudicetti

Passato e prospettive delle «Lettres Romanes» (1947-2010)
L’A. presenta alcune riflessioni sul rapporto fra Autore, Testo, Lettore partendo dalla rivista dell’Università di Lovanio «Les Lettres Romanes». In particolare si affrontano le seguenti questioni: il ruolo del testo letterario nella società; l’individualità del testo letterario, cioè il rapporto tra testo individuale e storia letteraria; il significato del termine romanzo oggi, di che cosa voglia dire studi romanzi in un paese come il Belgio.

The author discusses issues relating to the relationship between Author, Text and Reader with reference to the periodical «Les Lettres Romanes» published by the University of Louvain. In particular he deals with the role of the literary text in society, the nature of the literary text as the product of an individual text in a given literary context, the meaning of the term romance today and what does romance studies mean in a country like Belgium today.


Le XXIe siecle: le crépuscule de la philologie romane en Allemagne?
Franz Lebsanft

Le XXIe siècle: le crépuscule de la philologie romane en Allemagne?
Attualmente, la critica del testo non gode di un posto preponderante nella «Romanische Forschungen», una delle riviste scientifiche più antiche nel campo degli Studi romanzi. Allo scopo di comprendere tale situazione, il saggio si propone di offrire un qua378 Riassunti – Summaries dro breve della storia della critica del testo negli Studi romanzi in Germania. Nel periodo fra le due guerre, la critica del testo perde la centralità scientifica di cui godeva durante il precedente Impero germanico. A partire dal 1920 in poi, gli Studi romanzi in Germania si rivolgono sempre di più a studi di linguistica e di letteratura con orientamento sincronico. Se la critica del testo mantiene una sua posizione dopo la seconda guerra mondiale, questo è dovuto a importanti progetti a lungo termine nella lessicografia storica e alla ripresa di un orientamento teorico degli studi medievistici. Negli anni Novanta il dibattito fruttuoso sulla “New Philology” ha condotto ad un rivalorizzazione della critica del testo negli studi romanzi tedeschi, sostenuto dall’attuale “politica editoriale” della «Romanische Forschungen».

Today, textual criticism does not hold a preponderant place in «Romanische Forschungen», one of the oldest existing scientific journals in the field of Romance studies. In order to understand this situation, the paper gives a short overview on the history of textual criticism in Romance studies in Germany. In the period of the “Entre-deux-guerres”, textual criticism lost its scientific leadership position which had made the pride of the humanities during the former German Empire. From the 1920s onward, Romance studies in Germany turned more and more to synchronically-oriented linguistics and to literary studies. If textual criticism maintained a certain position after World War II, this was due to important and long-running projects in historical lexicography and to the theoretically-oriented renewal of medieval studies. In the 1990s, the fructuous debate on the “New Philology” has led to a revalorisation of textual criticism in German Romance studies, supported by the actual “editorial politics” of «Romanische Forschungen».


Le triomphe du texte et la disparition du lecteur
Michel Zink

Le triomphe du texte et la disparition du lecteur
En France, l’ecdotique a trop longtemps été considérée comme une science auxiliaire au service de l’histoire, de la critique et de la théorie littéraire. La situation est aujourd’hui entièrement retournée. C’est précisément l’effondrement de la théorie littéraire à la fin du XXe siècle qui a ramené l’attention sur les manuscrits et leur édition, comme la philologie italienne n’avait jamais cessé de le faire. Mais, à une époque où les belles-lettres ne sont plus au centre des préoccupations, même dans les élites cultivées, l’extrême focalisation sur ces questions érudites présente aussi un danger: le danger de voir une poignée de spécialistes consacrer une science minutieuse, querelleuse et maniaque à l’établissement impeccable de textes qui n’ont plus de lecteurs.

In France textual criticism has been considered for too long as a service science for history and literary criticism. The situation is totally reversed today. The progression of theoretical and critical studies of literature at the end of the XXth c. have pointed towards the relevance of the study of manuscripts and their edition, an approach which has always been familiar to Italian philologists. However, today – at a time when literature is no longer at the heart of cultural concerns – the extreme focalisation on such issues does afford also the danger of seeing a handful of extremely specialized scholars dedicated to a pedantic science devoted to the impeccable edition of texts which no longer have any readers.


La Filologia romanza formato quaderno
Luciano Formisano

La Filologia romanza formato quaderno
Presentazione dei «Quaderni di Filologia romanza» (Università di Bologna): bilancio e prospettive.

«Quaderni di Filologia romanza» (University of Bologna): history and prospects.


De la nécessité de changer pour rester fidèle: la «Revue des langues romanes» cent-quarante ans après
Gérard Gouiran

De la nécessité de changer pour rester fidèle: la «Revue des langues romanes» cent-quarante ans après
L’A. riattraversa la storia della «Revue des langues romanes» e delle diverse sollecitazioni che l’hanno condotta ad assumere la sua fisionomia di rivista con un’attenzione specifica al provenzale e all’antico-francese pur mantenendosi aperta ad altre proposte d’impianto linguistico.

The author reasses the cultural project and the various decisions which have led the «Revue des langues romanes» to privilege Provençal and old French studies over other linguistic issues, towards which, however, it still remains open.


«Estudis Romànics» y la lingüística románica
Joan Veny

«Estudis Romànics» y la lingüística románica
On analyse les deux phases de la revue «Estudis Romànics», avec ses précédents, on procède à un commentaire critique des critères èvaluation des revues en ce qui concerne les Humanités et on rend compte de l’intérêt des chercheurs catalans pour la linguistique romane

We analyze the two periods of the journal «Estudis Romànics», with its previous bases, we proceed to a critical remark about the evaluation criteria of journals regarding Humanities and we reflect the interest of Catalan researchers for Romance linguistics.


Filologia editoriale e lessicografia storica
Wolfgang Schweickard

Filologia editoriale e lessicografia storica
L’articolo tratta di alcuni aspetti della filologia italiana e romanza dal punto di vista della linguistica storica e della lessicografia. Il punto di riferimento principale sono i testi a stampa, non i manoscritti, Nella prima parte del saggio si discutono pregi e difetti delle edizioni esistenti e si elencano le edizioni che andrebbero fatte. Nella seconda si descrive l’influenza che i corpora elettronici hanno sulla critica testuale.

The article deals with some aspects of Italian and Romance textual philology, from the point of view of historical linguistics and lexicography. The main reference point are printed texts, not manuscripts. In the first part, the advantages and disadvantages of the existing editions are discussed and remaining desiderata are listed. In the second part, the influence of electronic corpora on the development of textual philology is described.


Les «Cahiers de Civilisation Médiévale», la philologie romane et l’interdisciplinarité
Martin Aurell

Les «Cahiers de Civilisation Médiévale», la philologie romane et l’interdisciplinarité
Si les «Cahiers de Civilisation Médiévale» n’appartiennent pas à la catégorie de revues de philologie, un tiers de ses articles concernent la littérature et la linguistique médiévales. Leur histoire se mêle inextricablement au Centre d’Études Supérieures de Civilisation Médiévale, né, il y a environ cinquante ans, à l’Université de Poitiers par la volonté décentralisatrice des autorités françaises. Leur signe distinctif est l’interdisciplinarité et l’ouverture aux chercheurs étrangers, auteurs jusqu’à présent de deux tiers des articles. L’ancienneté de la revue ne nous empêche pas de l’adapter aux nouvelles techniques, surtout par l’informatisation de sa bibliographie.

If the «Cahiers de Civilisation Médiévale» do not belong to the category of reviews on philology, one third of their articles is related to medieval literature and linguistics. Their history is inextricably mingled with the Centre d’Études Supérieures de Civilisation Médiévale, born around fifty years ago at the University of Poitiers by a decentralizing decision of French authorities. Their hallmark is interdisciplinarity and openness to foreign researchers, authors until now of two thirds of the articles. Even old, the «Cahiers» adapt to new technologies, especially the computerization of their bibliography.


Filologia e Medioevo romanzo
Lino Leonardi

Filologia e Medioevo romanzo
Riflettendo sul ruolo e sulle prospettive della filologia applicata al Medioevo romanzo, si propone di reagire alla tendenza che negli ultimi anni ha visto prevalere le ragioni del manoscritto in quanto oggetto (sincronia) sulle ragioni del manoscritto in quanto momento della tradizione di un testo (diacronia). Solo un approccio che assuma come valore l’anacronismo della ricostruzione filologica, come proprio di ogni storiografia consapevole, può riaprire la strada per una più efficace comprensione della tradizione testuale e letteraria del Medioevo.

It is time to say that the study of medieval manuscripts as objects (synchrony) more than as witnesses of a textual tradition (diachrony) leads to a weakness of the philological approach face to the fragmentation of medieval culture. If we don’t want to follow the main stream of European cultural politics, viewing the manuscripts only in their value as “cultural heritage”, we should foster a methodological issue that emphasize anachronism as an achievement of modern storiography.


«Studj romanzi», dalle origini a oggi
Roberto Antonelli, Fabrizio Beggiato

«Studj romanzi», dalle origini a oggi
Gli A. ripercorrono la storia della Rivista «Studj romanzi», a partire dalla sua fase di fondazione (il primo numero è del 1903) fino alla ripresa avvenuta nel 2005 quando la rivista è ricominciata ad uscire con cadenza periodica.

The authors review the history of «Studj romanzi» from 1903 to the new series started in 2005 when the periodical resumed regular publications.


La «Revista de Filología Española» en el contexto románico
Pilar García Mouton

La «Revista de Filología Española» en el contexto románico
Estas páginas suponen un recorrido sintético por los casi cien años de la «Revista de Filología Española» («RFE») – fundada por Ramón Menéndez Pidal y editada en Madrid (España) por el Consejo Superior de Investigaciones Científicas –, considerando sus distintas etapas, suadaptación a la situación actual y su lugar en el marco de la Filología Románica. Las últimas páginas se ocupan de cómo afrontar el futuro de la disciplina y cómo sobrevivir sin perder las marcas de identidad en un entorno que impone a las revistas filológicas unos patrones que hasta hace pocos a ños les eran ajenos.

The article provides a brief survey of the100 years of publication of the «Revista de Filología Española» («RFE») established by Ramón Menéndez Pidal and published in Madrid by the Consejo Superior de Investigaciones Científicas, with a view to establishing its place today in Romance Language studies. In conclusion the article deals with the challenges which are ahead for our discipline and how it could survive without losing its distinct character at a time when philological periodicals need to meet requirements which until now have never been considered as essential.


Il Testo e la mente
Paolo Canettieri

Il Testo e la mente
Si discutono le numerose prospettive di incontro fra Scienze del Testo e Scienze della Mente, mostrando come la Filologia, intesa in termini tradizionali, abbia in questo particolare periodo, per ragioni storiche, più possibilità di rinnovamento di altre discipline e possa fornire un contributo fondamentale alle Scienze Cognitive.

The article discusses possible intersections between Textual Sciences and Cognitive Science. Traditional textual criticism is being rethought and it could provide a fundamental contribution also to the advancement of research on the functioning of the brain.


La Filologia romanza. Crisi e futuro
Vicenç Beltran

La Filologia romanza. Crisi e futuro
La crisi degli studi di Filologia romanza non è dovuta tanto a un debilitamento dei nostri metodi o del nostro campo di ricerca quanto a un cambiamento incontrollabile della società che ha reso prioritari altri temi, altre aree di lavoro e altre lingue, e alla conseguente trasformazione dei piani di studio e della struttura amministrativa dell’Università; d’altro canto, la solidità scientifica della disciplina e la sua forte tradizione hanno ostacolato la nostra capacità di adattamento a tali trasformazioni. Tuttavia, i nostri metodi continuano a essere validi e sono adottati anche da studiosi di altri settori; il nostro terreno tradizionale di ricerca, sebbene spesso ignorato dalle autorità accademiche, esercita ancora un certo fascino sugli studenti e sulla società, e disponiamo di un immenso capitale accumulato in forma di studiosi di grande prestigio, scuole filologiche molto attive, biblioteche e pubblicazioni specializzate di altissimo livello. Sebbene il momento sia molto complesso, dovremmo cercare di sfruttare la crisi per ampliare il nostro campo di ricerca inserendo aree e metodi poco diffusi, applicando altresì le nuove tecnologie e rivendicando la nostra presenza in tutte le comunità accademiche.

The crisis of Romance Philology studies is not due so much to a crisis of our methods or of our field of study, as to an uncontrollable change in our society, which has prioritized other issues or subjects, other areas of work and other languages, and to the consequent adaptation of the study programs and the administrative structure of the University. In turn, the scientific solidity of the discipline and its strong tradition have impeded our ability to adapt to the changes. However, our methods are still valid and are being used by scholars in other fields; our traditional field of research, often ignored by academic authorities, is still attractive to students and to society, and we have an immense capital accumulated in form of highly regarded scholars, very active philological schools, libraries and specialized journals whose level is undisputed. Although at this time we have to go against the tide, we need to use the crisis to expand our field of research incorporating areas and methods little known, to apply new technologies and assert our presence in all academic forums.


La Filologia romanza nei periodici. Dossier sperimentale
Furio Brugnolo, Fabio Sangiovanni

La Filologia romanza nei periodici. Dossier sperimentale
Il contributo intende presentare e discutere i materiali di un primo, provvisorio censimento dei periodici tuttora attivi, nazionali ed internazionali, afferenti anche parzialmente al dominio della Filologia romanza. Il proposito è di natura statistico-classificatoria: si avvia dunque una tassonomia sperimentale (in cinque classi) della romanistica trattata nelle riviste, con relativa discussione dei dati inferibili (distribuzione geografica, settoriale e dimensione diacronica). Ne risulta un quadro orientativo e quantitativo della trattazione della disciplina allo stato attuale.

The paper aims to present and to discuss materials concerning a first, provisional census of national and international journals dealing with Romance Philology. Statistics and classification are the main purpose by means of an experimental taxonomy (based on five classes) related to the presence of the discipline, with a discussion about respective data (geographical and sectorial distribution, diachronic proportion), trying to verify the current status of the treatment of Romance Philology in journals and mostly aiming at quantitative analyses.


«Ecdotica»
Francisco Rico

«Ecdotica»
L’A. descrive le prospettive scientifiche che sottendono la rivista «Ecdotica», sottolineando come l’ecdotica che la rivista contempla come proprio orizzonte non si limiti alla critica testuale ma si estenda a tutti gli elementi che segnano l’intero cammino di un testo dall’autore ai lettori (o fruitori).

The author describes the scientific perspectives of the periodical «Ecdotica», stressing the fact that the “ecdotica” there pursued is not limited to traditional textual criticism, but encompasses all the processes leading a text from its author to the readers.