Spiriti e fiammette: dalla metonimia alla metafora

Autore: Matteo Auciello
In: Critica del testo. IV/1, 2001
doi:10.1400/121507
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Abstract

Spiriti e fiammette: dalla metonimia alla metafora
La rappresentazione del caos psicofisico indotto da Amore può essere assunta come dimensione esemplare dell’opera di Guido Cavalcanti. Un ruolo di grande rilievo, nella psico-fisiologia elaborata dal poeta, è svolto dai procedimenti metonimici, che sfruttano le strette interrelazioni fra soma e psiche postulate dalla pneumatologia medievale. Nella loro ricezione ad opera del Boccaccio, tuttavia, i modelli di rappresentazione dell’interiorità elaborati dallo stilnovista perdono l’originario valore biologico per assumere significati astratti, di ordine strettamente morale e psicologico. Alla priorità ermeneutica della metonimia si sostituisce così quella della metafora, conformemente con la cristallizzazione letteraria (di segno pre-umanistico) della psicologia amorosa duecentesca.

The representation of psychophysical chaos induced by Love may be considered an exemplary aspect of the work of Guido Cavalcanti. In the poet’s psychophysiology, metonymic procedures exploiting the close interrelations between soma and psyche, as postulated by medieval psychology, play a significant role. In Boccaccio’s work, however, the representational patterns of introversion that he inherited from the stilnovo poet lose their original biological value and take on abstract meanings of a strictly moral and psychological nature. The hermeneutical priority of the metonym is superseded by that of the metaphor, in conformity with the pre-humanist literary crystallisation of the thirteenth-century psychology of love.