Il punto che vinse Dante in Paradiso

Autore: Corrado Bologna
In: Critica del testo. VI/2, 2003
doi:10.1400/118384
Acquista PDF Acquista PDF Acquista PDF
Abstract

Il «punto» che «vinse» Dante in Paradiso
La parola punto, che individua la più piccola realtà misurabile, è assunta nella Commedia quale emblema dell’assoluta concentrazione del nesso significante-significato. Dai versi iniziali («io non so ben dire come io v’entrai, / tant’era pien di sonno in quel punto») fino agli ultimi, sulla soglia della dichiarazione d’impotenza a dire («un punto solo m’è maggior letargo…»), punto è un vocabolo-pilastro dell’architettura-Commedia. Perfetta «rappresentazione geometrica della riduzione estrema» (Contini), attraverso un’analisi intesa a cogliere il valore del dettaglio sulla scala del sistema-libro il punto rivela una profonda ambiguità semantica: è il doppio del pernio su cui fa centro il compasso del Creatore (del Mondo, del Testo), e nel contempo il luogo mentale in cui il testo s’incrina, mostrando la sua consustanziale, irrisarcibile fragilità. Alla fine del testo, proprio là dove esso sembra ottenere la difficile saldatura tra forma e contenuto, tra urgenza alla significazione e conquista del significato, un “punto”, lo stesso (la ripresa verbale è impressionante) che «vinse » Paolo e Francesca, allegoricamente “vince” anche Dante, la sua vista e il suo intelletto, la sua “alta fantasia” creatrice.
In Dante’s Comedy, the word «punto» (‘point’), which indicates the smallest reality that can be measured, is taken as an emblem of the absolute concentration of the connection between signifier and signified. From the initial verses («io non so ben dire come io v’entrai / tant’era pien di sonno in quel punto») to the very last, just before the poet declares his inability to speak, («un punto solo m’è maggior letargo») the word «punto» constitutes a pillar in the architecture of the Comedy. Contini calls it the perfect «rappresentazione geometrica della riduzione estrema». Through an analysis that captures the value of every detail on the scale of the booksystem, the word «punto» reveals a profound semantic ambiguity: on this point pivot the compasses of both creators, the Creator of the world and the Creator of the text, but at the same time it is a mental point at which the text seems to crack and show its consubstantial, irredeemable fragility. At the end of the text, just where it seems to achieve the difficult fusion of form and content, the reconciliation between the urgency to signify and the achievement of signification, the same «punto» that overwhelmed Paolo and Francesca, (the verbal reiteration is striking), allegorically overwhelms Dante himself, his sight, his intellect and his lofty creative imagination.