Critica del testo. VII/1, 2004. Storia, geografia, tradizioni manoscritte

Testata: Critica del testo • Anno di pubblicazione: 2004
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pp. ix+560, ISBN: 9788883341533
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Presentazione
Roberto Antonelli, Gioia Paradisi, Arianna Punzi


I volgarizzamenti oitanici della Bibbia nel XIII secolo (un bilancio sullo stato delle ricerche)
Eugenio Burgio

I volgarizzamenti oitanici della Bibbia nel XIII secolo (un bilancio sullo stato delle ricerche)
Oggetto del contributo è la sola Bibbia in volgare presente per oltre due secoli sul mercato librario francese basso-medievale, la “Bible historiale complétée”, compilazione nata a Parigi dalla fusione in un solo libro di parte della “Bible du XIIIe siècle” (1260- 1270 ca.) con la “Bible historiale”, adattamento dell’Historia scholastica di Pietro Comestore redatto da Guiard des Moulins (1290 ca.). L’articolo vuole offrire una ricostruzione dello stato attuale degli studi e delle ragioni socio-culturali del successo editoriale di quest’opera – prodotta dal felice congiungersi dei metodi della lectura universitaria della Bibbia e degli interessi professionali dei librarii (insieme copisti e illustratori dei codici) – che viveva una prima, importante stagione di crescita, sullo sfondo della nascita di un pubblico di lettori laici, estraneo al ceto degli clerici.
The object of this essay is the only Bible in the vernacular that was available for more than two centuries in the late medieval book market in France: the “Bible historiale complétée”, compiled in Paris by merging into one book part of the “Bible du XIIIe siècle” (ca. 1260-1270 ) and the “Bible historiale”, an adaptation of the Historia scholastica by Pietro Comestore, edited by Guiard des Moulins (ca. 1290). This article intends to offer a reconstruction of the current state of the studies and of the socio-cultural reasons for the editorial success of this work – produced by the lucky combination of Biblical reading methods in the universities and the professional interests of the booksellers (who were both copiers and illustrators of the codices). Moreover, this early success was promoted by the birth of a new lay readership, independent of both the clerical caste.


Copisti e varianti : codici gemelli nella tradizione manoscritta della Geste de Guillaume d'Orange e della Geste des Loherains
Maria Careri, Paolo Rinoldi

Copisti e varianti: codici gemelli nella tradizione manoscritta della Geste de Guillaume d’Orange e della Geste des Loherains
Le chansons de geste sono un tradizionale terreno di battaglia per chi cerca di studiare la genesi della mouvance testuale e di misurarne i contorni. Scegliendo un campione di laboratorio ridotto in estensione, gli autori analizzano i casi di microvarianza all’interno di due gruppi di manoscritti “gemelli” di due celebri gestes (dei Lorenesi e di Guillaume d’Orange), cercando di trarne conclusioni più generali circa la qualità e specificità delle varianti nella trasmissione scritta di testi epici.
The chansons de geste constitute a traditional battlefield for those who study the genesis of textual mouvance and try to identify its limits. After choosing a laboratory sample of limited size, the authors have analysed instances of microvariation within two groups of “twin” manuscripts of two famous gestes (that of Lorraine and that of Guillaume d’Orange); and from these they have endeavoured to draw more general conclusions concerning the quality and the specificity of variants in the written transmission of epic texts.


L'epica spagnola medievale : aspetti della tradizione
Salvatore Luongo

L’epica spagnola medievale: aspetti della tradizione Il lascito diretto della poesia epica spagnola si riduce a due testi quasi completi, il Cantar de Mio Cid e le Mocedades de Rodrigo, a un frammento, il Roncesvalles, e a una redazione in cuaderna vía del Poema de Fernán González; per il resto le leggende eroiche sono state assorbite nella prosa delle cronache. Dati interni e/o referti codicologici indicano che la preservazione dei testi superstiti è stata assicurata, talora previa profonda risemantizzazione, da centri monastici o diocesiani. Nel presente intervento, con incursioni nella tradizione della prosificazioni, si propone una mise au jour della questione.
The direct heritage of Spanish epic poetry can be reduced to two almost complete texts, the Cantar de Mio Cid and the Mocedades de Rodrigo, to a fragment, the Roncesvalles, and to a version of the Poema de Fernán González, in cuarderna vía. Otherwise, heroic legends have been absorbed into the prose of the chronicles. Internal evidence and/or codicological discoveries suggest that the preservation of surviving texts has been ensured, even if radically resemanticised, by monasteries and diocesan centres. This article attempts a mise au jour of the issue, with references to the prosifying tradition.


Enrico II Plantageneto, i Capetingi e il peso della storia : sul successo della Geste des Normanz di Wace e della Chronique des ducs de Normandie di Benoît
Gioia Paradisi

Enrico II Plantageneto, i Capetingi e il «peso della storia». Sul successo della Geste des Normanz di Wace e della Chronique des ducs de Normandie di Benoît
Di cosa parliamo quando parliamo del successo di un’opera storica nel medioevo? E in particolare quando facciamo riferimento alla Geste des Normanz di Wace e alla Chronique des ducs de Normandie di Benoît, le cronache dinastiche dei duchi normanni patrocinate da Enrico II Plantageneto? Il contributo intende approfondire il rapporto tra ciò che chiamiamo successo (o insuccesso) di un testo storico e l’eziologia propriamente politica delle opere in questione, a partire dal loro statuto di storiografia militante (impegnata nelle intenzioni del sovrano e degli autori a favore della sovranità plantageneta contro le pretese della corona di Francia in un preciso momento storico) e dalla loro destinazione a una diffusione vocale, nel corso di letture pubbliche.
What do we mean when we speak of the success of a historical work in the Middle Ages? In particular, when we refer to the Geste des Normanz and to the Chronique des ducs de Normandie by Benoît, the dynastic chronicles of the Norman Dukes patronized by Henry II Plantagenet? This essay examines in depth the relations between what we call the success (or failure) of a historical text and the actual political etiology of the works in question, starting with their militant storiographic status (the commitment of the sovereign and of the authors, at a particular historical moment, to supporting Plantagenet sovereignty against the claims of the French throne), and with their destiny, that of being spread orally in the course of public readings.


Le metamorfosi di Darete Frigio : la materia troiana in Italia (con un'appendice sul ms. Vat. Barb. lat. 3953)
Arianna Punzi

Le metamorfosi di Darete Frigio: la materia troiana in Italia (con un’appendice sul ms. Vat. Barb. lat. 3953)
Il saggio si propone di ripercorrere la circolazione della materia troiana in Italia analizzando sia le opere, latine e volgari, lette, copiate e tradotte nella nostra penisola, sia la fisionomia materiale dei codici che le tramandano. Nell’Appendice si ragiona sull’ordinamento della prima parte del manoscritto Barb. lat. 3953 che si apre con una cronaca latina sulla guerra di Troia.
This essay traces the circulation of the Trojan material in Italy, analysing both the works themselves, in Latin and in the vernacular, that were read, copied and translated in our peninsula, and the material physiognomy of the codices that transmitted them. The appendix gives an explanation of the ordering of the first part of the manuscript Barb. lat. 3953 which starts with a Latin chronicle of the Trojan War.


Histoire ancienne jusqu'à César: forme e percorsi del testo
Maria Laura Palermi

Histoire ancienne jusqu’à César: forme e percorsi del testo
A partire dal vaglio delle notizie desumibili dai cataloghi e dagli studi che sotto diversi profili si sono occupati dell’Histoire ancienne jusqu’à César, si prova a delineare il quadro di diffusione dell’opera entro coordinate storico-geografiche, attraverso il confronto tra i testimoni in riferimento ai diversi tempi e luoghi di copia. Il contributo si sofferma infine sui problemi sollevati dall’identificazione nei Registri angioini dei manoscritti Città del Vaticano, BAV, Vat. lat. 5895 e London, British Library, Royal 20 D I.
This article starts with a careful analysis of information obtained from various catalogues and studies concerned with the Histoire ancienne jusqu’à César from different viewpoints. It goes on to outline the historical-geographical framework within which this work was diffused, by comparing instances referring to times and places where it was copied. Finally, the article deals with the problems raised by the identification, in the Registri angioini, of the manuscripts, BAV, Vat. lat. 5895 in the Vatican City and Royal 20 D I in the British Library in London.


Frammenti arturiani : percorsi e nuove individuazioni : l'Estoire del saint Graal
Roberto Benedetti

Frammenti arturiani. Percorsi e nuove individuazioni: l’Estoire del saint Graal
Mettendo a confronto due frammenti inediti dell’Estoire del saint Graal, differenziati per ambiti di produzione, di riuso e di conservazione, l’articolo indaga problemi relativi al reperimento e all’edizione di testi tràditi da fogli di manoscritti smembrati. Viene proposto un metodo possibile di ricerca per individuare altri fogli appartenuti a uno stesso codice, attraverso un esame mirato dei fondi bibliotecari.
This article compares two unpublished fragments of the Estoire du saint Graal, which differ in respect of their source, their reutilisation and their preservation. It addresses problems relating to the tracing, recovery and editing of texts that have been broken up. A possible method of research is proposed for the purpose of identifying separate sheets belonging to the same codex by means of a specific examination in libraries to this effect.


Per la storia del Guiron le Courtois in Italia
Fabrizio Cigni

Per la storia del Guiron le Courtois in Italia
Il presente contributo traccia un bilancio dell’effettiva consistenza della tradizione manoscritta di mano italiana del Guiron le Courtois, alla luce delle recenti acquisizioni, di cui sono prese in esame le varie proposte attributive, e delinea, sulla base del lavoro di R. Lathuillère, una sommaria fisionomia del testo del romanzo conosciuto nelle corti e nelle città italiane tra i secc. XIII (seconda metà) e il XIV.
This article weighs the arguments concerning the real consistency of the Guiron le Courtois in the Italian manuscript tradition, in the light of recent acquisitions. It examines various attributions and outlines a summary physiognomy, based on the work of R. Lathuillère, of the romance text as it was known in the Italian courts and cities between the second half of the thirteenth and the fourteenth century.


La tradizione della Mort Artu in Italia
Daniela Delcorno Branca

La tradizione della Mort Artu in Italia
La Mort Artu conosce in Italia un cospicuo successo: al di là delle citazioni da parte di Dante e Boccaccio, sussiste un notevole gruppo di riscritture in volgare comprese fra Due e Quattrocento. Si può notare in questi testi una certa tendenza a isolare la Mort Artu dal ciclo Lancelot-Graal salvo poi operare montaggi (per esempio col ciclo di Tristano) nei quali appare a volte l’influsso della Post- Vulgata. Altra caratteristica della Mort Artu circolante in Italia è la resistenza all’entrelacement e una propensione verso costruzioni narrative giustapposte e monadiche. Di fronte a elementi di rilievo del romanzo (parentela Mordret-Artù; ruolo dell’amore di Lancillotto e Ginevra) si registrano oscillazioni probabilmente dovute, più che alla versione utilizzata, a reazioni personali di compilatori italiani.
The Mort Artu has been extremely successful in Italy: apart from quotations from it by Dante and Boccaccio, it was rewritten in a considerable number of vernacular versions between the thirteenth and the fifteenth centuries. In these texts, a certain tendency can be perceived to isolate the Mort Artu from the Lancelot-Graal cycle, although later it was often reintegrated (for instance in the Tristan cycle) apparently under the influence of the Post-Vulgate. Another characteristic of the Mort Artu circulating in Italy was its resistence to entrelacement and a tendency towards the juxtaposition of monadic narrative reconstructions. Variations can be noticed in the treatment of important elements in the romance (for instance, the relationship between Arthur and Mordred, the role of the love story between Lancelot and Guinevere), probably due to the personal reactions of the Italian compilers rather than to the version that they used.


Il romanzo francese del Quattrocento : Pierre de Provence e dintorni
Anna Maria Babbi

Il romanzo francese del Quattrocento: Pierre de Provence e dintorni
Muovendo da considerazioni d’assieme sui romanzi francesi in prosa del XV secolo, l’A. offre una precisa ricognizione della tradizione manoscritta di due opere, tra loro accostabili per affinità di argomento, che si distanziano per ambientazione dalla coeva produzione cavalleresca di area borgognone: Paris et Vienne e Pierre de Provence et la Belle Maguelonne. Quest’ultimo testo, in particolare, viene indagato nelle modalità di trasmissione e nelle caratteristiche materiali dei testimoni relatori, con speciale riguardo al codice coburghese che servì da modello a Veit Warbeck per la sua traduzione tedesca del Pierre de Provence, ultimata nel 1527 e impressa ad Augsburg nel 1537.
This article starts with general comments on fifteenth-century prose romances and goes on to establish a definite place in the manuscript tradition for two works, Paris et Vienne and Pierre de Provence et la Belle Maguelonne; works that can be linked inasmuch as they have similar subjects, although their setting differs from that of coeval production in the region of Burgundy. The modes of transmission, particularly in the latter work, and the characteristic matter of narrators and eye witnesses, are examined in this article with special reference to the Coburg codex, which served Veit Warbeck as a model for his German translation of Pierre de Provence, concluded in 1527 and printed in Augsburg in 1537.


Appunti per una descrizone storico-geografica della tradizione manoscritta trobadorica
Carlo Pulsoni

Appunti per una descrizione storico-geografica della tradizione manoscritta trobadorica
Il presente contributo si propone da un lato di offrire una sintesi, ovviamente non esaustiva, sulla cronologia e sui luoghi della tradizione lirica trobadorica; dall’altro di esaminare come questa tradizione abbia influito su alcuni autori italiani del XIV secolo.
On the one hand, this article is intended to provide a synthesis, obviously not exhaustive, of the chronology and of the places where the troubadour lyrical tradition flourished. Secondly, it examines the way in which this tradition influenced some Italian authors in the fourteenth century.


Tradizioni regionali e tassonomie editoriali nei canzonieri antico-francesi
Dan Octavian Cepraga

Tradizioni regionali e tassonomie editoriali nei canzonieri antico-francesi
Le grandi antologie liriche medievali sono il luogo materiale e intellettuale dove con più forza ed evidenza si pone il problema dell’organizzazione gerarchica di tradizioni locali e municipali diverse e discordi all’interno di un sistema poetico unitario e sovraregionale. In questa prospettiva, si è cercato di mostrare l’incidenza del criterio geografico di ordinamento delle tradizioni poetiche all’interno dei progetti editoriali di alcuni grandi canzonieri oitanici (i sondaggi sono stati condotti in particolare sui canzonieri K, M ed U).
The hierarchical organisation of diverse, and often discordant, local and municipal traditions within a unified, superregional poetic system is a problem that must clearly be addressed in connection with the great anthologies of medieval lyrics. In this perspective, we have endeavoured to show the incidence of geographical criteria in the editorial planning of some great lyrical anthologies in the langue d’oïl (the research has been carried out on the canzonieri K, M and U in particular).


Osservazioni sulla tradizione manoscritta della lirica d'oc e d'oïl in area lorenese
Valeria Beldon

Osservazioni sulla tradizione manoscritta della lirica d’oc e d’oïl in area lorenese
Prendendo in esame i canzonieri lorenesi C (Bern, Bürgerbibliothek 389), I (Oxford, Bodleian Library, Douce 308) e U (Paris, BNF, f. fr. 20050), se ne analizzano le caratteristiche materiali, la struttura interna, le fonti e i criteri di ordinamento dei testi tramandati. Ne emerge una più stretta parentela tra i codici C ed U e in essi una predilezione per generi lirici nuovi, come le pastourelles, le chansons de toile, che affiancano le composizioni cortesi dei trovieri più noti. Riguardo a U, unico testimone con notazione musicale del ramo lorenese, si analizzano in particolare gli aspetti paleografico- musicali.
This article examines the canzonieri of the Lorraine district C, (Bern, Bürgerbibliothek 389), I (Oxford, Bodleian Library, Douce 308) and U (Paris, BNF, f. fr. 20050), analysing the characteristic materials, the internal structure, the sources and ordering criteria of the texts that have come down to us. A closer relationship between codices C and U emerges from this, as well as a predilection for new lyrical genres such as pastourelles, chansons de toile, which accompany courtly compositions by better-known troubadours.


Due rilievi per un atlante lirico italiano (secoli XIII-XIV)
Lino Leonardi

Due rilievi per un atlante lirico italiano (secoli XIII-XIV)
Si discutono due nodi della prima diffusione geoculturale della lirica in Italia: il ruolo di Bologna quale tramite presunto della penetrazione dei Siciliani in Toscana, laddove sussistono argomenti a favore piuttosto di un retroterra toscano occidentale, in area pisana; e l’esistenza di una presunta tradizione lirica nell’Italia settentrionale, parallela e indipendente da quella Toscana, laddove le pur importanti presenze liriche, anche molto antiche, configurano una produzione episodica, e non autorizzano a individuare una vera e propria tradizione organica, in un’area dominata dalla diffusione della poesia lirica in lingua d’oc.
This article discusses the roles of two geocultural centres from which lyricism spread throughout Italy. It is presumed that the Sicilians penetrated Tuscany through Bologna, where there are arguments in favour of their presence in the hinterland of western Tuscany around Pisa. There is also said to have been a lyrical tradition in northern Italy, parallel to and independent of the Tuscan movement, with an episodic production of lyrics, some of them very ancient. This does not, however, authorise us to recognize the existence of a genuine, organic tradition, in an area where widespread lyrical poetry in langue d’oc prevailed.


Sillogi municipali di lirica trecentesca : il caso del codice Ghinassi
Teresa Nocita

Sillogi municipali di lirica trecentesca. Il caso del codice Ghinassi
Quale specimen di un più ampio studio in corso sulle raccolte manoscritte di lirica italiana trecentesca, il contributo si propone di illustrare il caso del codice Ghinassi, copiato a Bologna verso la fine del XIV secolo. Nel manoscritto, attualmente smembrato in tre frammenti (Estense Càmpori app. 1258; Estense Càmpori app. 38; Vittorio Emanuele 563), è parso possibile riconoscere una singolare uniformità tematica, celata dietro una struttura miscellanea che affianca brani prosastici a componimenti poetici e alterna l’uso della lingua latina a quella volgare. L’individuazione delle strutture profonde della silloge permette di formulare precise ipotesi sui criteri seguiti nella selezione dei materiali, che sembrano rispondere ad un principio “geografico” e “locale”. Si ricostruisce così il legame esistente tra ragioni poetiche e ragioni politiche, cui sembra opportuno ricondurre la genesi della miscellanea.
This article proposes to illustrate the case of the Ghinassi codex, copied in Bologna towards the end of the fourteenth century, as a specimen in a vaster study of fourteenth-century manuscript collections of Italian lyrics. In this manuscript, which is at present broken up into three fragments (Estense Càmpori app. 1258, Estense Càmpori app. 38, Vittorio Emanuele 563), it seems possible to identify a curious thematic uniformity hidden beneath an irregular structure which juxtaposes prose passages and poetic compositions and alternates the use of the latin language with that of the vernacular. By identifying the deep structure of the collection we can formulate precise hypotheses concerning the criteria used in the selection of the material which seems to follow a “local”, or “geographical” principle. This enables us to reconstruct the existing link between poetic and political issues, which seems to underlie the genesis of the miscellany.


L'incanto del lotto Saibante-Hamilton 390: coordinate per un manoscritto
Gianni Vinciguerra

L’incanto del lotto Saibante-Hamilton 390. Coordinate per un manoscritto
Il codice Hamilton 390 organizza in compatta e serrata schiera testi rappresentativi della tradizione letteraria volgare lombardoveneta. Il contributo propone una descrizione del manoscritto come forma-libro, esemplata quasi per intero sul modello delle categorie del libro cortese, e al contempo intende esplorare il progetto editoriale sotteso alla costellazione testuale, prodotto d’una volontà consapevole delle parallele esperienze antologiche romanze.
The Hamilton codex 390 organises representative texts belonging to the vernacular literary tradition of Lombardy and Veneto into tightly compact groups. This article proposes a description of book’s form, modelled almost entirely on the category of courtly books. At the same time, it puts forward an editorial project, consciously inspired by parallel experiences in the preparation of romance anthologies, for the wide variety of texts.


Coordinate storico-geografiche del villancico iberico
Isabella Tomassetti

Coordinate storico-geografiche del villancico iberico
L’esame documentario della tradizione del villancico, genere lirico- musicale caratterizzato da una sensibile duttilità delle tipologie formali e da una peculiare eterogeneità dei temi e delle strutture retorico- stilistiche, offre un profilo relativamente nitido per quel che concerne i fuochi di sviluppo e le direttrici di diffusione del genere. L’ambito di origine del villancico sembrerebbe essere il regno napoletano- aragonese di Alfonso il Magnanimo, spazio cortese e circolo letterario in cui ebbero luogo le prime sperimentazioni, anche sul terreno musicale. Il genere si diffuse poi attraverso i percorsi privilegiati della lirica cortigiana quattrocentesca, fino a raggiungere la sua definitiva canonizzazione presso la corte castigliana dei Re Cattolici.
The villancico is a musical-lyrical genre, characterised by flexible formal structures and peculiarly heterogeneous themes and rhetorical styles. A documentary examination of this tradition provides a relatively clear picture of the main focus of the genre and of the directions in which it spread and developed. The villancico seems originally to have emerged in the Neapolitan- Aragonese kingdom of Alphonso the Magnanimous where early experiments took place in court circles in both the literary and musical fields. The genre spread through the privileged circles of fifteenth-century courtly lyricism until it was finally sanctioned by the Catholic kings at the Castiglian court.


Spunti per un panorama romanzo del manoscritto antologico
Maddalena Signorini

Spunti per un panorama romanzo del manoscritto antologico
Il contributo cerca di evidenziare – attraverso esempi relativi alla tradizione manoscritta iberica, francese e italiana – in che modo la particolare natura testuale che caratterizza il manoscritto antologico presenti, dal punto di vista codicologico e paleografico, momenti di rottura o significativi punti di contatto con la produzione coeva, in particolare quella di lingua latina.
Using examples from the Spanish, French and Italian manuscript tradition, this article evidences, from a paleographical and codicological viewpoint, both divergent features and significant points of contact with coeval production, particularly those in Latin.