Critica del testo. VII/2, 2004. Romània romana. Giornata di studi in onore di Giuseppe Tavani

Testata: Critica del testo • Anno di pubblicazione: 2005
Edizione cartacea
pp. vii+354 (p. 563-916), ISBN: 9788883341755
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Edizione digitale
PDF • ISBN: 9788883348693
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Per Madonna, dir vo voglio
Roberto Antonelli

Per Madonna, dir vo voglio
Si propone una nuova edizione di Madonna, dir vo voglio con commento integrale.
The author presents a new edition of Madonna, dir vo voglio with critical comment.


Adornare/adunare: verbum dicendi, proposta interpretativa e inventario
Fabrizio Beggiato

Adonare/adunare: verbum dicendi, proposta interpretativa e inventario
Partendo dalla constatazione del valore di verbum dicendi che l’afr. aduner assume in Sequenza di Sant’Eulalia, v. 15 ed in altri testi (cfr. F. Beggiato in «Critica del testo», III/2, 2000, pp. 563- 586), l’indagine sulle possibili ulteriori occorrenze di tale valore semantico si allarga ad esiti di AD��N��RE presenti in altri testi, cominciando da alcune liriche della scuola poetica siciliana.
The article begins with the constatation of the value of verbum dicendi which the term “aduner” assumes in Sequenza di Sant’Eulalia, v. 15 and in other texts (cfr. F. Beggiato in «Critica del testo», III/2, 2000, pp. 563-586), and posits the possible existence of further occurrences of the same semantic value. The enquiry extends to examples of “AD��N��RE” present in other texts, starting with certain lyrics of the Sicilian poetic school.


Da don Denis a Raimbaut de Vaqueiras
Furio Brugnolo

Da don Denis a Raimbaut de Vaqueiras
Don Denis è il trovatore galego-portoghese maggiormente influenzato da Raimbaut de Vaqueiras: lo mostra in particolare la pastorella Vi oj’eu cantar d’amor, in cui agisce il ricordo del contrasto bilingue Domna, tant vos ai preiada.
Don Denis is the Galego-Portuguese troubadour who is most strongly influenced by Raimbaut de Vaqueiras. This can be seen especially in the “pastorella” Vi oj’eu cantar d’amor, which reveals echoes of Domna, tant vos ai preiada.


Il tempo pre-occupato : ipotesi per una storia della letteratura brasiliana
Ettore Finazzi-Agrò

Il tempo pre-occupato. Ipotesi per una storia letteraria brasiliana
Il saggio, dopo aver passato in rassegna alcuni “usi” del tempo e della memoria nella teoria e nella pratica storiografiche novecentesche, affronta la questione del “fare storia” in un contesto letterario post-coloniale come quello brasiliano. La rilettura di tesi esemplari, avanzate da intellettuali e artisti nel transito fra Otto e Novecento, consente di formulare l’ipotesi di una storia letteraria che tenga conto della non-consequenzialità del tempo brasiliano, all’interno di una lettura “figurale” e “intempestiva” di tematiche che lo attraversano.
After pointing out instances of how time and memory are used in the theory and practice of nineteenth-century historiography, this article addresses the question of “making history” in a post-colonial literary context, that of Brazil. The re-reading of exemplary texts produced by artists and intellectuals in the period of transition between the eighteenth and nineteenth centuries enables us to formulate a hypothesis of literary history that takes into account the non-consequentiality of time in Brazilian, giving a virtually timeless and figurative reading to the themes running through it.


La più antica (?) traduzione italiana del Corano e il Liber Habentometi di Ibn Tumart in una compilazione di viaggi del primo Cinquecento
Luciano Formisano

La più antica (?) traduzione italiana del Corano e il Liber Habentometi di Ibn Tumart in una compilazione di viaggi del primo Cinquecento
Nel 1547 il “librario” in odore di eterodossia Andrea Arrivabene stampa, a Venezia, quella che fino ad oggi è stata considerata la più antica traduzione del Corano non solo in italiano, ma in una lingua europea moderna: traduzione dovuta allo stesso stampatore e basata sulla fortunata versione latina di Roberto di Ketten, proprio in quegli anni tornata in auge grazie all’edizione procuratane, col patrocinio di Lutero, dal teologo calvinista Theodor Buchmann (Bibliander). Esiste, tuttavia, una traduzione più antica, condotta sulla redazione latina di Marco da Toledo e fin qui, salvo errore, sfuggita agli specialisti, probabilmente perché conservata in un contesto insospettabile quale il codice Riccardiano 1910: manoscritto di ambiente mercantile, in cui il fiorentino Piero Vaglienti ha raccolto alcune tra le più importanti relazioni di viaggio tra Quattro e Cinquecento non solo in assoluto (vedi le lettere in volgare attribuite ad Amerigo Vespucci), ma anche nella prospettiva della storia delle relazioni tra Firenze e il Portogallo nell’età delle grandi scoperte. Ma c’è di più: nel codice, il volgarizzamento della versione di Marco (il proemio e una scelta di sure) è seguito da quello del Liber Habentometi, traduzione latina del Libro dell’Unione di Ibn Tumart, Mahdi degli Almoadi. Anche in questo caso la traduzione latina che funge da intermediario è dovuta a Marco da Toledo, mentre la versione italiana è datata all’ottobre 1461 e firmata da un Niccolaio di Berto, a cui, con ogni probabilità, andrà attribuito anche il volgarizzamento del Corano che immediatamente la precede.
In 1547 Andrea Arrivabene prints in Venice what so far has been considered the earliest translation of the Quran not only into Italian but also into a modern European language. This translation, which is by the printer himself, is based on the Latin version commissioned to Robert of Ketton by Peter the Venerable, which, in these years, becomes popular thanks to the Calvinist theologer Theodor Buchmann (Bibliander)’s version, published with the patronage of Luther. However, there is an earlier translation based 908 Riassunti – Summaries on the Latin version by Mark of Toledo which, I believe, has not been noticed by scholars probably because it is included in an unusual context, namely the Riccardiano codex 1910. This is a manuscript containing mercantile writings in which the Florentine Piero Vaglienti has gathered some amongst the most important travel writings written between the fifteenth and sixteenth century (see for example the vernacular letters attributed to Amerigo Vespucci) and particularly significant for the history of the relationships between Florence and Portugal during the years of the great discoveries. Moreover, in the same manuscript, the translation into the vernacular of Mark’s version (the preface and a selection of suras) is followed by the Profession of Faith by Ibn T��mart, the founder of the Almohad movement. In this case too the Latin translation (Liber Habentometi), also by Mark of Toledo, acts as intermediary for the Italian version, which is dated October 1461 and signed by Niccolaio di Berto, very likely the author of the translation into Italian of Mark’s Quran version.


Saur ab peyl cum de peysson : una proposta d'interpretazione per il v. 60 del Frammento di Alessandro
Annalisa Landolfi

«Saur ab lo peyl cum de peysson». Una proposta d’interpretazione per il v. 60 del Frammento di Alessandro
Il saggio è dedicato allo studio di un luogo problematico del frammento laurenziano su Alessandro attribuito ad Alberico di Besançon. Attraverso l’analisi dei due termini del verso saur e peyl, apparentemente irrilevanti, si è cercato di risalire al significato del termine peysson, comunemente recepito come il punto più oscuro del verso. Non sembrando plausibile quella corrente, l’A. propone pertanto una diversa interpretazione.
This essay is concerned with a problematic point of the Laurentian fragment on Alexander attributed to Alberico of Besançon. By analysing the two apparently irrelevant terms in the verse, saur and peyl, we have tried to work out the meaning of the term peysson, generally considered the most obscure point in the verse. Since the current interpretation does not seem plausible, we have put forward a different one.


Il Cancioneiro da Ajuda prima di Carolina Michaëlis (1904)
Mariña Arbor Aldea, Carlo Pulsoni

Il Cancioneiro da Ajuda prima di Carolina Michaëlis (1904)
L’articolo si compone di due parti: nella prima si dà conto del ritrovamento di una copia del Cancioneiro da Ajuda nella Biblioteca Jagiellonska di Cracovia. Si tratta della prima trascrizione finora nota del codice ed è particolarmente significativa, da un lato perché è l’apografo dell’edizione Stuart di Ajuda (Paris 1823), dall’altro perché è grazie ad essa che Raynouard entra in contatto con la lirica galego-portoghese. Nella seconda parte si analizza come la copia di Cracovia e quella di Lisbona permettono di evidenziare due momenti della fisionomia materiale di Ajuda, finora sconosciuti, prima del lavoro di ricostruzione filologica del codice compiuta dalla Michaëlis (1904).
This article is composed of two parts. The first part relates to the discovery of a copy of the Cancioneiro da Ajuda in the Jagiellonska Library in Cracow. It is the first transcription of the codex that is known up to date and it is particularly significant because, on the one hand, it is the apograph of the Stuart edition of Ajuda (Paris 1823), on the other, it is thanks to this copy that Raynouard came into contact with Galego-Portuguese lyrics. The second part of this article consists in an analysis of the way in which the Cracow and Lisbon copies put in evidence two aspects of the material physiognomy of Ajuda, hitherto unknown, before the philological reconstruction of the codex carried out by Michaëlis (1904)


Hestorja dell Rej dom Ramjro de lleom ...: nova versão de A Lenda de Gaia
Maria Ana Ramos

Hestorja dell Rej dom Ramjro de lleom… Nova versão de A Lenda de Gaia
Edizione diplomatica e studio d’un testo inedito: l’Hestorja dell Rej dom Ramjro de lleom… Nova versão de A Lenda de Gaia. Si tratta d’un ms. degli inizi del sec. XVI (BN Cod. 13182), recentemente acquisito dalla Biblioteca Nazionale di Lisbona e proveniente da una delle biblioteche private più importanti del Portogallo. La nuova versione della celebre Lenda de Gaia costituisce un’autentica trouvaille, che permette di ricostruire in maniera più adeguata e convincente uno dei testi più affascinanti della narrativa romanza delle origini, gettando una nuova luce sulla composizione di tale racconto e sulla sua grande fortuna europea.
A diploma edition and study of an unpublished text: l’Hestorja dell Rej dom Ramjro de lleom… Nova versão de A Lenda de Gaia. This is a manuscript dating from the beginning of the XVI century (BN Cod. 13182), recently purchased by the National Library in Lisbon from one of the most important private libraries in Portugal. This new version of the famous Lenda de Gaia is an authentic discovery, which enables us to reconstruct more adequately and convincingly one of the most fascinating texts at the origin of romance narrative literature, throwing new light on the composition of this story and on its great popularity in Europe.


Deux petits textes occitans : une oraison de la Vierge et une lettre du Christ, tombées du ciel
Peter T. Ricketts

Deux petits textes occitans: une oraison de la Vierge et une lettre du Christ, tombées du ciel
Les deux petits textes édités ici, sont d’une part une oraison à la Vierge pour demander sa protection, et, d’autre part, une lettre du Christ adressée aux fidèles pour leur rappeler l’observation du repos dominical. Le premier trouve un reflet dans beaucoup de traditions, et le deuxième existe dans beaucoup de langues. Ils se trouvent, l’un après l’autre dans le ms. Auch, Archives départementales du Gers, I, 4066.
The two small texts edited here are on the one hand a prayer to the Virgin to ask for her protection, and, on the other, a letter from Christ addressed to the faithful to remind them to observe Sunday as a day of rest. The first has its counterpart im many traditions, and the second is to be found in many languages. They are located, one following the other, in ms. Auch, Archives départementales du Gers, I, 4066.


Alain de Lille, Jean de Meun, Dante : nodi poetici e d'esegesi
Luciano Rossi

Alain de Lille, Jean de Meun, Dante: nodi poetici e d’esegesi
Nella prima parte del saggio sono sinteticamente presentate nuove acquisizioni documentarie e storico-letterarie relative sia ad Alain de Lille, sia a Jean de Meun. Tali dati evidenziano la ricchezza e complessità della preparazione culturale di entrambi i poeti, le cui opere dovranno esser sottoposte a un’analisi più raffinata che dovrebbe consentire di coglierne anche la dimensione ludica e ironica. Nella seconda parte, viene esaminato il rapporto che Dante intrattenne con Alain e Jean, in particolare in merito al problema del ruolo dell’Auctor e alla definizione dello Stil Novo.
The first part of this essay presents in synthesis new documentary and literary-historical material regarding both Alain de Lille and Jean de Meun.This material evidences the richness and complexity of the cultural background these poets possessed. Their works will have to be subjected to a more perceptive analysis, permitting us to discern their ironic and playful aspects. The second part of the essay examines the relationship that links Dante with Alain and Jean, especially in connection with the role of the Auctor and the definition of the Stil Novo.


Sulla divisione della catena grafica in antico occitano : scritture documentarie
Enrico Zimei

Sulla divisione della catena grafica in antico occitano. Scritture documentarie
L’articolo, che è il primo studio sistematico centrato su scritture in lingua d’oc, ha per oggetto la descrizione della divisione in parole praticata da quattro scrivani attivi in Rouergue nella seconda metà del secolo XII. Nel settore analizzato emergono già in azione alcune delle tendenze che saranno dominanti nei secoli successivi, come la segmentazione analitica delle parole piene e l’agglutinazione grafica dei mots-outils, pur nella diversità degli stili grafici praticati dai singoli scribi.
This article is the first systematic study of writing in langue d’oc and focusses on the division of words on the part of four scribes, writing in Rouergue in the second half of the twelfth century. Certain trends that would become dominant in the following centuries are already visible in the sector analysed, tendencies such as the analytic segmentation of complete words and the graphic agglutination of mots-outils, even if diversified in the graphic styles of individual scribes.