Quanto vale e quanto dura il canone?

Autore: Cesare Segre
In: Critica del testo. X/1, 2007
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Abstract

Quanto vale e quanto dura il canone?
In un certo senso la storia della letteratura è la storia dei canoni che organizzano le nostre conoscenze sui testi letterari. Naturalmente i canoni sono ispirati e governati dal gusto dominante, e perciò la successione dei canoni corrisponde agli sviluppi e ai mutamenti del gusto. A guardare le cose a distanza, ci si rende conto di rivolgimenti memorabili che hanno mandato all’aria canoni che parevano assodati. Ci potrà essere un’accettazione parziale di un canone, e una sua trasformazione, oppure il suo rovesciamento. L’entrata di uno scrittore nel canone ha motivi, se non cogenti, almeno solidi, nell’apporto che quello scrittore, o qualche sua opera, ha dato al successivo sviluppo della successiva letteratura. Non è solo un problema di qualità intrinseche: è che i grandi scrittori portano innovazioni nella sensibilità dei lettori, con mutamenti tematici e formali. Il canone allinea dunque gli autori o le opere che hanno prodotto una svolta nell’uso letterario. Ma in futuro si potrà ancora parlare di canone? Tanto più che un canone di autori e di opere implica la permanenza dei concetti di autore e di opera, la cui continuità e la cui validità al di sopra del tempo ispirano molti dubbi.

In a certain sense, the history of literature is the history of the canons that organize our knowledge of literary texts. Of course these canons are inspired and governed by the prevalent taste and therefore the succession of canons corresponds to the changes and developments of taste. Looking at things from a distance, it becomes clear that memorable revolutions of taste have overthrown canons that seemed to have been consolidated. A canon can be partially accepted, and then transformed or abolished. A writer is accepted in the canon for solid, if not cogent, reasons connected with the contribution given by that writer, or by one or more of his works, to the subsequent development of later literature. It is not merely a question of intrinsic qualities: it is due to the fact that great writers create innovation in the sensibility of readers, with consequent changes in form and theme. The canon, therefore, delineates a succession of authors and works that have created changes in the practice of literature. But shall we be able to speak of a canon in the future? A canon of authors and works implies that our idea of the author and the literary work must be permanent, but it is doubtful whether this can remain forever valid in the course of time.