Canone e anticanone nella letteratura itliana del Novecento

Autore: Francesca Bernardini Napoletano
In: Critica del testo. X/1, 2007
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Abstract

Canone e anticanone nella letteratura italiana del Novecento
La letteratura novecentesca si inaugura all’insegna della crisi e della contestazione nei confronti del canone, che viene sottoposto a revisione, in rapporto alla tradizione del moderno, dagli autori sperimentali, o del tutto rifiutato mediante l’elaborazione di un anticanone o nuovo canone (avanguardie storiche e neoavanguardia). La “letteratura della crisi” si caratterizza per alcuni elementi innovativi, che resteranno validi anche per la letteratura del secondo Novecento: ricerca sperimentale, in particolare nel linguaggio e nelle strutture poetiche e narrative; allargamento della prospettiva, in una dimensione sovranazionale e cosmopolita; unità delle arti e fusione dei codici espressivi; superamento della distinzione tra i generi letterari; dimensione metaletteraria. Nei diversi periodi storici, che nel secondo Novecento tendono ad abbreviare sempre più sensibilmente i propri termini cronologici, si assiste alla formulazione di modelli tendenzialmente canonizzati (parole in libertà, frammento, prosa d’arte, poesia pura, o oggettiva, o informale, ecc.; romanzo “moderno”, analitico, o neorealista, o realista “socialista”, o industriale, ecc.), in una dialettica sempre più effimera di adesione / scarto rispetto al modello.

The literature of the twentieth century began with a crisis and a reaction against the canon, which was either revised by experimental authors in relation to a modern tradition, or rejected altogether in a total break with tradition by means of the creation of a new or anti-canon (the new avant-garde movement). The “literature of the crisis” was characterized by certain innovative elements which remained throughout the late twentieth century: experimental research, particularly in the field of language and of poetic and narrative structure; a broadening of outlook in a cosmopolitan and international perspective; a unification of the arts and a fusion of expressive codes; the rejection of any distinction between literary genres; the use of metaliterature. In the different historical periods, which diminished in length during the later twentieth century, there was a tendency for certain models to be accepted in the canon (words in liberty, fragments, artistic prose, informal or objective or pure poetry, etc.; the “modern”, analytical, realist or neorealist, “socialist” or industrial novel, etc.) but the degree of adhesion to, or differentiation from, the original model varied continually.