Critica del testo. XII/1, 2009. Romània romana

Testata: Critica del testo • Anno di pubblicazione: 2009
Edizione cartacea
pp. viii+308, ISBN: 9788883344459
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Premessa
Roberto Antonelli


Giacomo da Lentini e l'invenzione della lirica italiana
Roberto Antonelli

Giacomo da Lentini e l’«invenzione» della lirica italiana
L’Autore riesamina il ruolo svolto da Giacomo da Lentini e dalle sue rime nella formazione e nello sviluppo della lirica italiana del Duecento. Oltre a dimostrare come fino a Dante e oltre la “funzione” del notaro sia stata fondamentale, sottolinea come dall’esame delle sue rime e delle loro riprese emerga in maniera inequivocabile la grandezza assoluta di Giacomo da Lentini quale primo grande poeta lirico della letteratura italiana.

The author re-examines the role played by Giacomo of Lentini and by his rhymes in the formation and development of the Italian thirteenth-century lyrics. He demonstrates the fundamental importance of the “Notaro” as Dante was to call him, well beyond his job as court official, and underlines the fact that an examination of his rhymes and their influence reveals inequivocably the utter greatness of Giacomo of Lentini as the first major lyrical poet in Italian literature.


Prolegomeni ad un dizionario dei simboli botanici in letteratura
Simonetta Bianchini

Prolegomeni ad un dizionario dei simboli botanici in letteratura
Il medioevo ha tramandato bestiari e lapidari, di enorme importanza per l’interpretazione e la migliore comprensione dei testi latini e romanzi. Anche il mondo vegetale è ricco di significati simbolici, spesso molto complessi, come dimostrano gli esempi tratti dalle letterature romanze. In allegato si offre anche la scheda relativa alla voce abies, la prima del Dizionario dei simboli botanici attualmente in preparazione.

The Middle Ages have bequeathed us bestiaries and lapidaries which are extraordinarily important for the interpretation and deeper understanding of Latin and Romance texts. The vegetable world, too, is rich in symbolic meanings, which are often very complex, as shown by examples taken from Romance literature. An entry regarding the word “abies”, the first in a Dictionary of Botanic Symbols now being prepared, is attached to this article.


La foresta di piume e i sei lati del mondo : per ricordare Giorgio Raimondo Cardona
Corrado Bologna

La foresta di piume e i sei lati del mondo. Per ricordare Giorgio Raimondo Cardona
A vent’anni dalla scomparsa di Giorgio Raimondo Cardona (1945-1988) tornare a riflettere sulla sua personalità umana e culturale e sulle sue proposte scientifiche significa cogliere i molti aspetti di innovatività e di precoce intuizione che connotarono la sua vita generosa e la sua acuta investigazione. Cardona inaugurò l’esplorazione delle relazioni fra il piano linguistico e quello che lui stesso definiva «noetico», imperniato sui modelli psicologico-corporei storicamente elaborati dalle diverse culture. Una particolare attenzione Cardona dedicò al rapporto tra forme del pensare e forme dello scrivere, e alla mediazione del «discorso interiore» che «trascrive» il pensiero in linguaggio, l’esperienza dell’esteriorità in rappresentazione mentale degli insiemi di conoscenze acquisite.

To go back and reflect, twenty years after his death, on the human and cultural personality of Giorgio Raimondo Cardona (1945-1988) and on his scientific proposals, leads us to recognize the innovation and precocious intuition which was characteristic of his generous life and acute investigation. Cardona started to explore the relations between the linguistic level and that which he defined “noetic”, hingeing on psichocorporeal models historically elaborated by different cultures. Cardona devoted special attention to the relationship between forms of thought and forms of writing and to the way in which “interior discourse” mediates the transcription of thought into language.


Cartografie del viaggio : sulle relazioni fra la Mappamundi di Fra Mauro e il Milione
Eugenio Burgio

“Cartografie” del viaggio. Sulle relazioni fra la Mappamundi di Fra Mauro e il Milione
Il saggio affronta il tema del rapporto tra testi e immagini nella cartografia tardo medievale: il caso delle didascalie che accompagnano il Mappamondo del camaldolese Fra’ Mauro (metà del XV sec.) funziona da pretesto da una parte per saggiare fisionomia e trattamento delle fonti utilizzate dal cartografo (e particolarmente il Milione), e dall’altra per definire le relazioni cognitive e culturali che legano la pictura cartografica alle informazioni testuali.

This article is concerned with the relationship between the text and the image in late medieval cartography. The captions that accompany the World Map made by Fra Mauro of Camaldoli in the middle of the fifteenth century have been used as a pretext, on the one hand, to study the physiognomy and the treatment of the sources used by the cartographer (especially the Milione) and, on the other, to define the cognitive and cultural relations that link the actual map with the textual information.


Catalogo ragionato delle antologie petrarchiste del secondo Cinquecento (Rime I-IX, Rime delle donne, Rime scelte I-II, Stanze I-II)
Maria Luisa Cerrón Puga

Catalogo ragionato delle antologie petrarchiste del secondo Cinquecento (Rime I-IX, Rime delle donne, Rime scelte I-II, Stanze I-II)
Si presenta la conclusione di una lunga e complessa ricerca sulle antologie di lirica petrarchista del Cinquecento che sarà pubblicata da Olschki a Firenze con il titolo Catalogo ragionato delle antologie petrarchiste del ’500 (Rime I-IX, Rime delle donne, Rime scelte I-II, Stanze I-II).

This paper presents the end of a long and complex research about XVIth century Italian Petrarchist anthologies to be published at Florence by Olschki as Catalogo ragionato delle antologie petrarchiste del ’500 (Rime I-IX, Rime delle donne, Rime scelte I-II, Stanze I-II).


Morire a torto : appunti sul Mare amoroso
Giovannella Desideri

«Morire a torto». Appunti sul Mare amoroso Si propone un rilettura della silloge costituita dal Riccardiano 2908 in relazione alla destinazione d’uso e alla coerenza della selezione operata sui testi assemblati. Le testimonianze addotte sulla figura del mare come figura del Secolo (Ovidio, Agostino, Alano di Lilla, Roman de Tristan, Dante e Brunetto) inducono a ritenere la metaforica marina utilizzata immediatamente collegabile al tema dell’esilio.

This paper puts forward a new reading of the collection consisting of texts assembled in Riccardiano 2908 in connection with the destination, use and coherence of the selection made. All the testimony focussing on the image of the sea as the rhetorical figure of the Saeculum (Ovid, Augustine, Alano of Lille, the Roman de Tristan, Dante and Brunetto) leads us to think that the marine metaphor used was directly connected with the theme of exile.


Filtri d'oïl in Bernardo di Ventadorn
Gaia Gubbini

Filtri d’oïl in Bernardo di Ventadorn
A partire dal v. 21 della canzone A! tantas bonas chansos di Bernardo di Ventadorn, si esamina la rara diffusione nella lirica trobadorica dei termini poizonar e poizos. Dal raffronto con l’ambito d’oïl – dove invece i lemmi corrispondenti empoisonner e poison sono ben attestati – si ravvisa, dietro l’impiego bernardiano del verbo, un esplicito richiamo al mondo del romanzo e, in particolare, alla vicenda tristaniana. Moving from the canso A! tantas bonas chansos (v. 21) by Bernart de Ventadorn, the rare occurrences of the terms poizonar and poizos in troubadour poetry are investigated. A comparison is carried out with oïl literature, where the corresponding terms empoisonner and poison are well documented; we conclude that the use of poizonar by Bernart de Ventadorn signals a reference to romances and, in particular, to the Tristanian tradition.


Il Medioevo e una disputa d'Antichi e Moderni : sulla storiografia di Henri Pirenne, Étienne Gilson e Leo Strauss
Lorenzo Mainini

Il Medioevo e una disputa d’Antichi e Moderni. Sulla storiografia di Henri Pirenne, étienne Gilson e Leo Strauss
L’articolo riconsidera tre complessive interpretazione dell’ “epoca medievale”, sviluppate dai loro autori in reciproca indipendenza, e le pone in relazione. L’immagine del Medioevo romano-germanico in Henri Pirenne, la “scoperta” delle fonti greco-arabe in Étienne Gilson e l’ideale antichità del Medioevo arabo in Leo Strauss sono, infatti, tenute insieme dallo sforzo di collocare lo stesso Medioevo – e la sua idea – nel seno d’una dialettica Antico-Moderno, della quale le tre ipotesi storiografiche qui considerate sembrano perpetuare gli schemi in nuovi contesti semantici.

The text re-thinks about three general interpretations of medieval Age, developed by the authors independently, and relates them. The Henri Pirenne’s image of Romano-Germanic Middle Age, the Étienne Gilson’s “discovery” of Greco-Arabic sources and the Leo Strauss’s ideal antiquity of Arabic Middle Age are linked by the effort to place the Middle Age – and its idea – in an Ancients-Moderns dialectic, which the three hypotheses considered perpetuate the model to new semantic contexts.


Varietà metriche e scenarî satirico-parodici : un'ipotesi per due componimenti del Monge de Montaudon
Dario Mantovani

Varietà metriche e scenarî satirico-parodici: un’ipotesi per due componimenti del Monge de Montaudon
Il contributo illumina alcune delle peculiarità del canzoniere satirico del Monge de Montaudon: in particolare, si nota come egli, ben attento nella produzione cortese a rappresentare, a livello metrico, l’ “uso” della sua generazione poetica, mostri sul versante umoristico e parodico una spiccata predilezione per la variatio e per la contaminazione di modelli antichi. Nelle appendici, si trova l’edizione annotata di alcuni dei componimenti presi in esame.

The contribution elucidates some peculiarities of Monk of Montaudon’s satyrical chansonnier. In particular, it shows how the troubadour, while paying due respect to the metrical use of his poetic generation in courtly poems, clearly shifts towards variation and contamination of ancient forms in his humourous and parodic production. An annotated edition of some of the relevant poems is given in the appendices.


Note sulla sezione iniziale del canzoniere provenzale P
Stefano Resconi

Note sulla sezione iniziale del canzoniere provenzale P
L’autore propone un’analisi della sezione iniziale del canzoniere provenzale P (P1), individuandovi le caratteristiche di una Gelegenheitssammlung allestita in Italia nord-occidentale e da qui passata in Toscana e a Gubbio per il tramite della Lunigiana non prima degli ultimi decenni del XIII secolo. Il peculiare stato attributivo della raccolta si spiega come un tentativo di riordino di materiali disomogenei supportato anche da elementi testuali.

The author analyses the first section of the Provençal chansonnier P (P1) and recognizes the features of a Gelegenheitssammlung that was created in north-western Italy and that during the last decades of the Thirteenth century arrived in Tuscany and than in Gubbio, where it was copied, through Lunigiana. The great number of poems which are wrongly ascribed in this part of the manuscript has to be considered the outcome of an attempted organization of the poetic items based also on textual elements.


Anonymat poétique et hétéronymie : le cas des premiers troubadours et trouvères
Luciano Rossi

Anonymat poétique et hétéronymie. Le cas des premiers troubadours et trouvères
Si esamina la pertinenza del concetto di «eteronimia» (inteso non solo in quanto pseudonimo cui l’autore conferisce un’esistenza reale, ma anche in quanto “disseminazione poetica di significati-chiave”). Gli esempi prescelti sono fra i più significativi attribuibili a Guglielmo IX, Jaufre Rudel, Cercamon, Marcabru e Chrétien de Troyes.

The article provides an overview of the concept of heteronymy and its relevance when the texts of the early troubadours and trouvères are examined. The examples, selected among the most peculiar cases ascribable to William IX, Duke of Aquitaine, Jaufre Rudel, Cercamon, Marcabru and Chrétien de Troyes, show that «heteronyms» are not merely pseudonyms reflecting personalities invented by the authors, but they belong to a special class as a dissemination of key meanings.


Scritture avventizie e volgare : verifica di una ipotesi
Maddalena Signorini

Scritture avventizie e volgare. Verifica di una ipotesi
Si indaga sul concetto di “traccia” o “scritta avventizia” attraverso l’esame di alcuni testi delle origini di area francese e italiana. Su questa base si propone una più complessa articolazione della procedura di scrittura dei primi testi romanzi, soprattutto per quanto riguarda il rapporto con il supporto ospite e l’individuazione di una seppure minima tradizione per copie successive.

The purpose of this present research is to consider the concept of “traccia” and “scritta avventizia” drawing from a selection of texts which date back to the Origins of French and Italian territories. The study of such texts makes it possible to hypothesize the way in which they were first transcribed and reaffirms how they should be considered from a more complex point of view, especially regarding the relationships between those texts and the manuscripts that conserve them. It also in some cases permits us to identify a small tradition of copies.


Anonymat et pseudonymie dans la littérature latine médiévale
Jean-Yves Tilliette

Anonymat et pseudonymie dans la littérature latine médiévale
Selon une opinion fréquemment répandue, les oeuvres latines du moyen âge circulent le plus souvent sous le couvert de l’anonymat. L’article s’emploie à nuancer cette opinion en établissant, sur la base de divers exemples, que la mention ou non du nom de l’auteur est fonction des époques et des genres, et répond à des stratégies de communication précises. En somme, elle témoigne de l’autonomisation progressive de la littérature, et /ou suggère un protocole de lecture du texte.

According to a very common opinion, Latin writings of the Middle Ages circulate anonymously in most cases. The present essay sets out to correct this judgement by demonstrating, on the basis of many examples, that the mention of author’s name depends on epoch and on literary genre, and obeys determined communication strategies. In short, it attests the gradual rise of literature’s selfconsciousness, and/or aims to control the process of reading.