L’Ulysse de Dante et la modernité

Autore: Piero Boitani
In: Critica del testo. XIII/1, 2010
doi:10.1400/150542
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Abstract

L’Ulysse de Dante et la modernité
L’esame dei Diari di Victor Klemperer, dell’autobiografia di Altiero Spinelli, e delle opere di Mussolini rivela che nel XX secolo la figura dell’Ulisse di Omero e di Dante possiede un grande fascino su uomini dalle inclinazioni ideologiche e politiche opposte. È necessario quindi ritornare a Inferno XXVI e studiarlo con un occhio alla modernità. Dante ha a sua disposizione tre tradizioni riguardanti Ulisse. Le usa tutte, ma adattandole alle sue intenzioni e creando un personaggio e una storia che sono aperti al moderno. Interpreti ed esploratori dal Cinquecento in poi danno al suo Ulisse uno sviluppo nuovo, che si concretizza nell’Ottocento, sin quando Primo Levi riprende tragicamente in mano la figura nel lager di Auschwitz, riconducendoci all’inizio.

A reading of Victor Klemperer’s Diaries, of Altiero Spinelli’s autobiography, and of Mussolini’s works reveals that in the twentieth century the figure of Homer’s and Dante’s Ulysses greatly fascinates men of opposed ideological and political inclinations. It is therefore necessary to return to Inferno XXVI and study it from the point of view of modernity. Dante had at his disposal three traditions regarding Ulysses. He uses them all, but adapting them to his purpose and creating a story and a character which are open to modern ideas. Interpreters and explorers from the sixteenth century onwards gave his Ulysses a new development, which finds its supreme realization in the nineteenth century, until Primo Levi tragically reads his figure in the death camp of Auschwitz, bringing us back to the beginning.