Come (e perché) Dante ha scritto la Divina Commedia?

Autore: Roberto Antonelli
In: Critica del testo. XIV/1, 2011
doi:10.1400/176991
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Abstract

Come (e perché) Dante ha scritto la Divina Commedia?

L’autore tenta di spiegare le modalità attraverso le quali è stata composta la Divina Commedia: secondo una stesura progressiva e in evoluzione o secondo un progetto fin dall’inizio ben preciso, sia nelle sue linee generali sia nei personaggi e nei fatti narrati? E se è vera questa seconda ipotesi, come ha concretamente lavorato Dante? Riprendendo gli studi di F. Yates e di H. Weinrich, Antonelli ritiene che Dante sin dall’inizio avesse elaborato un piano molto preciso e orientato, utilizzando gli insegnamenti dell’arte della memoria. Ma la struttura, i molteplici richiami intratestuali e intertestuali e la poesia stessa del poema non si spiegano soltanto attraverso l’uso della memoria rerum: Dante dimostra di avere ben presenti e di applicare anche i principi della memoria verborum, l’altra tecnica prevista dall’ars memoriae. La visione dantesca del mondo e la sua realizzazione poetica debbono dunque essere interpretate come parti di un unico progetto: le loro reciproche relazioni aiutano a capire in modo decisivo non solo come ma anche perché Dante ha scritto la Divina Commedia e forniscono le chiavi per una più completa e complessa modalità di lettura.

The paper investigates the strategy of composition of the Divina Commedia: was it written according to a plan in constant evolution or was it based from the very beginning on a detailed project, both from a structural point of view and as regards the outline of characters and episodes? And if we decide in favour of this second option, what were the practical procedures adopted? Following F. Yates and H. Weinrich, Antonelli maintains that Dante started off with a very specific structure in mind, according to the techniques of the ars memoriae. But to explain the complex structure of crossreferences, both intra-textual and inter-textual, and even the very poetry of the poem, memoria rerum is not enough. Dante is indeed well aware of the principles of memoria verborum, the second technique of ars memoriae, and uses them. Dante’s Weltanschauung and his poetic representation should therefore be interpreted as parts of the same project: their mutual connections make us understand not only how but also why Dante wrote the Divina Commedia and give us the clues for a complete and more complex reading approach.