Dante poeta e lector: «poesia» e «riflessione tecnica» (con divagazioni sulla Vita nova)

Autore: Zygmunt G. Baranski
In: Critica del testo. XIV/1, 2011
doi:10.1400/176997
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Abstract

Dante poeta e lector: «poesia» e «riflessione tecnica» (con divagazioni sulla Vita nova )

L’articolo prende in esame l’impatto che l’Introduzione (1938) di Gianfranco Contini alla sua edizione delle Rime di Dante ha avuto sullo sviluppo degli studi danteschi in campo internazionale a partire dal secondo dopoguerra. Particolare attenzione è rivolta all’intuizione continiana dell’auto-coscienza di Dante scrittore. Come la disamina della Vita nova spera di dimostrare, la "riflessione tecnica" di Dante ha fatto sì che il poeta elaborasse un nuovo modello di letteratura e di analisi letteraria.

The chapter examines the impact of Gianfranco Contini’s 1938 Introduction to his edition of Dante’s Rime on the development of post-war international Dante studies. Particular attention is paid to Contini’s intuition that Dante is fundamentally a self-reflective writer, which, as the discussion of the Vita nova hopes to demonstrate, led the poet to develop a new model of literature and of literary evaluation.