Radix amoris: Agostino, Dante e Petrarca (con Bernardo di Ventadorn)

Autore: Gaia Gubbini
In: Critica del testo. XIV/2, 2011
doi:10.1400/177123
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Abstract

Radix amoris: Agostino, Dante e Petrarca (con Bernardo di Ventadorn)

A partire dai vv. 121-126 di Inferno 5 dove compaiono i rimanti radice : felice, viene indagata la presenza del tema della radix amoris nella Patristica. Nei Padri della Chiesa, e in particolare in Agostino, l’immagine della radix si presenta a più riprese come elemento "segnaletico" del discorso oppositivo caritas vs cupiditas: dove infatti l’amore-caritas è fortemente radicato in Dio, l’amor carnalis è "sradicato" e quindi soggetto ai "venti" delle passioni, in analogia con la punizione dei lussuriosi di Inferno 5. I medesimi rimanti ricompaiono nella canzone della mutatio animi di Petrarca, una canzone in cui l’Io lirico si presenta diviso fra il desiderio e il pentimento. Tale oscillazione è verbalizzata da Petrarca attraverso l’immagine – già impiegata analogamente da Bernardo di Ventadorn – del desiderio che mette radici nel cuore e non lascia respirare: il pentimento per Petrarca richiede dunque lo "sradicamento" del desiderio.

Moving from If 5, 121-126, where the rhyming words radice : felice appear, an exploration is carried out on the sources of the concept of radix amoris. The Patristic literature, Augustine in particular, set this theme in the context of the opposition between amor-caritas, that is strongly "rooted" in God, and amor carnalis not "rooted" and subject to the winds of passions, an image that is found again in the punishment of sinful lovers in Inferno 5. The same rhyming words are present in Francesco Petrarca’s canzone of mutatio animi, where he is divided between the lure of passion and the resulting guilt. This fluctuation is expressed by Petrarca through the image – derived from Bernart de Ventadorn – of desire that sets its roots in the heart and makes breathing impossible; repentance – for Petrarca – requires then the "eradication" of desire.