La tradizione figurata della Commedia. Appunti per una storia

Autore: Lucia Battaglia Ricci
In: Critica del testo. XIV/2, 2011
doi:10.1400/177128
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Abstract

La tradizione figurata della Commedia. Appunti per una storia

Illustrare la Commedia o tradurre in opere d’arte autonome quanto il poema narra è pratica che si intreccia, da sempre, con il successo dell’opera e con le varie "idee di Dante" che il secolare commento ha conosciuto. Per questo, tale tradizione costituisce un capitolo importante, oltre che imponente, della storia della recezione del poema sacro. In attesa di un censimento sistematico, nel saggio si privilegia la tradizione del "Dante figurato" compresa tra la prima uscita del libro e l’invenzione della stampa. Manoscritti e pergamene costituiscono un assieme compatto ed estremamente diversificato al suo interno: ciò consente di mettere a fuoco le procedure che hanno permesso ai singoli artisti di costruire corredi figurativi pieni di senso e al contempo di verificare, in prospettiva sincronica come in prospettiva diacronica, la stretta connessione delle soluzioni figurative con le varie prospettive critiche attivate dai lettori del tempo.

Both the illustration of the Commedia as a text and its translation in autonomous works of art have always been deeply connected to the poem’s fortuna and to the various "ideas of Dante" that the long-lasting commentary tradition developed throughout centuries. Therefore, this tradition of illustration is a significant portion of the reception history of the poema sacro. Whilst a systematic census is yet to be carried out, this essay focuses on the tradition of the "illustrated Dante" from its beginnings to the age of printing. Manuscripts and parchments build up a cohesive whole that, at the same time, is highly diverse. This allows us to single out the procedure that different artists followed in order to develop highly meaningful illustrated cycles and, at the same time, to verify from both a synchronic and a diachronic point of view the strong relationship between figurative outputs and contemporary readers’ critical perspectives.