Meridiana. 104, 2022. Smart working

Testata: Meridiana • Anno di pubblicazione: 2022
Edizione cartacea
pp. 268, ISBN: 9791254692288
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PDF • 9791254692295
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Le restrizioni messe in atto per arginare il contagio da Covid-19 hanno costretto le imprese a ricorrere in modo massiccio al lavoro da remoto, producendo cambiamenti imponenti nelle esperienze di milioni di persone. I contributi raccolti in questo numero analizzano l’introduzione del lavoro da remoto durante la pandemia, mettendo a fuoco uno snodo cruciale nell’evoluzione delle relazioni di impiego. La riflessione si muove su piani e discipline diverse – sociologia, storia, diritto, psicologia – e vuole andare oltre l’analisi della contingenza relativa all’emergenza pandemica, mettendo a confronto lo «smart working emergenziale» sia con il lavoro domestico del passato, sia con il lavoro agile nella sua versione «fisiologica». I temi toccati dal numero sono molti. Da un punto di vista giuridico, il venir meno dell’obbligo di recarsi sul luogo di lavoro scardina di fatto la tradizionale regolazione del lavoro subordinato basata sul tempo e sullo spazio. Le ricerche empiriche tuttavia sottolineano che, nel periodo emergenziale, questo non si traduce necessariamente in una maggiore autonomia del lavoratore. Per quanto riguarda lo spazio, i vincoli alla mobilità trasformano di fatto il lavoro agile in lavoro a domicilio (con interessanti assonanze con quanto avveniva in passato in comparti come il tessile o il calzaturiero): la libertà di decidere dove lavorare trasmette un senso di maggiore comodità (si può persino «lavorare sul divano»), ma l’assenza di standard ergonomici per le postazioni rischia di ripercuotersi sulla salute dei lavoratori. Anche la gestione individuale dei tempi di lavoro, sebbene permetta di limitare gli spostamenti e consenta maggiore autonomia e libertà, espone al rischio diffuso di overwork, a causa della porosità tra i momenti dedicati al lavoro retribuito e quelli dedicati allo svago o ai compiti di cura. La questione dei tempi di lavoro si riconnette in modo forte con quella della conciliazione, che vede nel periodo pandemico un momento di particolare tensione, anche a causa della chiusura temporanea delle scuole. Le analisi sottolineano come i compiti di cura siano ricaduti prevalentemente sulle donne, sebbene gli uomini se ne siano sentiti sovraccaricati. Rispetto alla portata dei cambiamenti introdotti, l’organizzazione del lavoro sembra essersi modificata in modo meno radicale del previsto. In ambiti ad alta burocratizzazione come la scuola si impara a snellire alcune procedure e a rimettere a fuoco gli obiettivi, ma più in generale le ricerche delineano una polarizzazione negli effetti delle nuove tecnologie: il controllo esercitato dagli strumenti digitali è più stringente per le professioni poco qualificate, mentre in quelle più qualificate emergono il controllo orizzontale dei colleghi e quello autoimposto sulla base dell’etica professionale. Ma questi sono solo alcuni dei cambiamenti nelle relazioni di lavoro: il lavoro da remoto annulla l’interazione reiterata e prolungata nel tempo con i colleghi e con i superiori, incrinando i meccanismi tradizionali di costruzione di legami fiduciari che sono preziosi per le organizzazioni, non solo perché consentono di ridurre il controllo normativo, ma anche perché rendono fluide le relazioni e la comunicazione, supportando la creatività e i processi innovativi.

  • Sonia Bertolini, Giovanna Fullin, Valentina Pacetti, Il lavoro da remoto tra terziarizzazione, digitalizzazione e trasformazioni delle relazioni di impiego
    • 1. Processi di lavoro «smaterializzati» e flessibili
    • 2. Digitalizzazioni e forme di lavoro da remoto
    • 3. Cambiamento nella regolazione della relazione di lavoro
    • 4. Alcune importanti questioni aperte
  • Anna Fenoglio, Lavoro agile e smart working emergenziale: gemelli diversi
    • 1. L’impatto della pandemia sulla diffusione del lavoro da remoto
    • 2. Nella grande famiglia del lavoro da remoto: similarità e differenze
    • 3. Lavoro agile fisiologico e lavoro agile patologico a confronto
    • 4. Verso un graduale ritorno alla normalità: i passi mossi finora
  • Valentina Goglio, Valentina Pacetti, Tecnologia e controllo nel lavoro da remoto
    • 1. Introduzione
    • 2. Digitalizzazione, emergenza e cambiamento organizzativo
    • 3. Il disegno della ricerca
    • 4. L’esperienza del lavoro da remoto: il controllo nelle organizzazioni alla prova della pandemia
    • 5. Riflessioni conclusive: digitalizzazione e forme di controllo nel lavoro da remoto
  • Davide Azzolari, Giovanna Fullin, «Il mio ufficio è il mio divano». Spazi, strumenti e tempi del lavoro da remoto
    • 1. Introduzione
    • 2. Il dibattito sul lavoro a distanza: potenzialità e limiti, percezioni soggettive e ambivalenze
    • 3. Riappropriarsi del tempo e della comodità
    • 4. Tempi di lavoro e tempi di vita: sovrapposizioni e strategie di mantenimento dei confini
    • 5. Lavorare in casa: in quali spazi e con quali strumenti?
    • 6. Conclusioni
  • Sonia Bertolini, Simone Tosi, Distanziamenti e capitale sociale in smart working
    • 1. Introduzione
    • 2. Relazioni interpersonali e scambi professionali nel lavoro
    • 3. Splendid isolation?
    • 4. Conclusioni e suggerimenti per il futuro
  • Valentina Goglio, Marinella Vercelli, Tutt3 casa e lavoro. Smart working in emergenza e conciliazione
    • 1. Introduzione
    • 2. Work-life balance, lavoro da remoto e pandemia
    • 3. Lavoro e famiglia ai tempi della pandemia
    • 4. Riflessioni conclusive
  • Chiara Ghislieri, Monica Molino, Smart working e lavoro da remoto obbligatorio emergenziale. Due studi psico-sociali longitudinali
    • 1. Introduzione
    • 2. Due ricerche longitudinali
    • 3. Risultati su esaurimento emotivo, uso delle tecnologie ed esperienze di recupero nel lavoro da remoto
    • 4. Conclusioni: verso una «nuova normalità»
  • Gianluca Argentin, Mariagrazia Santagati, Gianluca Truscello, Lezioni dal Covid-19: il lavoro degli insegnanti tra autonomia estrema e nuove collegialità
    • 1. Quadro di riferimento e obiettivi conoscitivi
    • 2. La base informativa oggetto di analisi
    • 3. «Si salvi chi può»: le reazioni all’emergenza nelle emergenze
    • 4. La «realtà aumentata»: tempi e spazi di lavoro nella fase emergenziale
    • 5. «Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi»: trasformazioni e tensioni nelle relazioni in DaD
    • 6. Osservazioni conclusive
  • Eloisa Betti, Dal lavoro a domicilio allo smart working: continuità e discontinuità in una prospettiva storica e di genere
    • 1. Introduzione
    • 2. Lavoro produttivo e lavoro riproduttivo: corpi, spazi e macchine
    • 3. Soggettività, forme di socializzazione e mobilitazione contro l’invisibilità
    • 4. Il lavoro da casa dagli anni sessanta al Covid-19: continuità e discontinuità
  • Saggi
    • Antonio M. Morone, Gli ascari e la loro memoria: due traiettorie di vita tra Libia e Italia
      • 1. Introduzione
      • 2. Le ragioni di una rimozione
      • 3. I contorni dell’intermediazione
      • 4. La memoria degli ascari
      • 5. Conclusioni
    • Andrea Miccichè, L’antimafia a scuola. Una ricerca di didattica della storia
      • 1. Introduzione
      • 2. Raccontare l’antimafia: una premessa metodologica
      • 3. Raccontare l’antimafia: l’analisi
      • 4. L’antimafia senza storia: una riflessione finale
  • Gli autori di questo numero